Economia

Nexi, tutte le sportellate sindacali per Bassnet

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Cosa succede in Bassnet (già nel gruppo Bassilichi), messa in liquidazione da Nexi. I licenziamenti. Le proteste. Il dossier in arrivo sul tavolo del governo e gli sbuffi dei sindacati contro il gruppo Nexi di Bertoluzzo. Fatti e ricostruzioni

 

C’è agitazione nei sindacati dei bancari per la sorte dei circa 70 dipendenti di Bassnet Srl che lavorano a Roma. L’azienda – che si occupa di monetica, assistenza clienti per carte di credito e pos e che è stata acquistata da Nexi Payments a fine 2017 dopo esser stata una controllata del Gruppo Bassilichi – è stata messa in liquidazione dal primo febbraio 2018 e ora la società del gruppo Nexi ha annunciato la cessazione delle attività.

I sindacati però, contestano la legittimità della procedura per difetto di elementi fondanti e richiamano a gran voce la presenza al tavolo di Nexi che – dichiarano fonti del settore a Startmag – non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Peraltro, le organizzazioni sindacali stanno formalizzando una richiesta di incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico, “piuttosto silente sul dossier”, sottolineano ambienti sindacali

COSA SUCCEDE IN BASSNET

Nell’azienda, spiegano le organizzazioni sindacali, è applicato sia il contratto nazionale del Credito sia il contratto nazionale del Metalmeccanico ma le attività svolte dai lavoratori della srl rientrano a tutti gli effetti in quelle previste e disciplinate dal Contratto nazionale del lavoro del Credito e cosiddette “complementari”.

Come si diceva, dal primo febbraio 2018 Bassnet è in liquidazione e fino ad oggi si sono susseguiti riunioni e trattative tra i sindacati e i vertici dell’azienda e scioperi davanti alle sedi del ministero dello Sviluppo economico e della Banca d’Italia nel tentativo di trovare una soluzione per non perdere i posti di lavoro.

L’ultimo incontro il 13 giugno scorso, poi – in maniera inaspettata, sottolineano i sindacati – Nexi Payments ha interrotto le trattative e insieme agli altri soci ha deliberato la cessazione dell’attività. Solo il 16 settembre è trapelato quanto stava accadendo con l’avvio della procedura ex art. 20 Ccnl credito in materia di occupazione, anticamera del licenziamento collettivo.

LE PREOCCUPAZIONI DEI SINDACATI

Fino a oggi ci sono stati due incontri, l’ultimo l’8 ottobre scorso, e le sigle sindacali lamentano “la completa chiusura” da parte dell’azienda che non prospetta “elementi atti a trovare soluzioni per la salvaguardia dei dipendenti del gruppo”. “Di fronte alla grave crisi occupazionale di Bassnet Srl dove 73 lavoratori rischiano il licenziamento – afferma il segretario provinciale Fabi Roma, Gianni Donati – riteniamo che Nexi Payments, proprietaria del 49,68% dì Bassnet, non possa continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità di azionista di riferimento e debba intervenire concretamente per il mantenimento dei livelli occupazionali”.

A Startmag fonti sindacali evidenziano come il gruppo Nexi, oltre a detenere una quota maggioritaria, è stata da sempre l’unica committente della Bassnet che, di fatto, ha operato in via esclusiva per l’unico cliente. In Nexi, accusano, le attività per Bassnet ci sarebbero e il risultato di queste operazioni sono “massive esternalizzazioni operate da Nexi medesima verso altri fornitori”. Perciò per i sindacati non è accettabile che in un periodo in cui il governo – con la manovra – si appresta a favorire i pagamenti tracciati, uno dei maggiori player – che fra l’altro potrebbe trarre giovamento economico dalle misure di contrasto alla lotta all’evasione – proceda con i licenziamenti.

CHI E’ NEXI PAYMENTS

Nata nel 2017 dalla fusione tra Icbpi e CartaSi e guidata dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, Nexi Payments è leader nei servizi e nelle infrastrutture per i pagamenti digitali per banche, aziende, istituzioni e Pubblica amministrazione. Quotata alla Borsa italiana nell’indice Ftse Mib dallo scorso aprile, nel primo trimestre del 2019 ha ottenuto ricavi operativi netti di 226,5 milioni (+6,8% su anno), costi in calo del 4% a 115,9 milioni e margine operativo lordo pari a 110,6 milioni (+21% su anno). Attualmente Nexi gestisce oltre 41 milioni di carte di pagamento, 1,4 milioni di terminali Pos, 13.500 Atm in tutto il Paese oltre a 2,7 miliardi di transazioni ogni anno.

COS’E’ SUCCESSO CON IL GRUPPO BASSILICHI

Il gruppo Bassilichi, ex controllata di Nexi, nel 2017 ha registrato una perdita di 80 milioni di euro ed è stata acquisita alla fine dello stesso anno proprio da Nexi Payments. Per qualche mese, peraltro, è stata sotto la lente del ministero dello Sviluppo economico per il trasferimento ex art 47 dei rami d’azienda dell’Interaction Center di Bassilichi e di Consorzio Triveneto in PayCare, che è stata ceduta a febbraio scorso al gruppo Comdata, specializzato nella fornitura di servizi di contact center per istituti finanziari.

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