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Nexi-Sia stritolerà le banche nei pagamenti digitali? Istruttoria Antitrust

Nexi Sia

Che cosa emerge dal provvedimento con cui l’Antitrust ha avviato un’istruttoria per valutare gli impatti della fusione Nexi-Sia sulla concorrenza nei settori in cui opererà il nuovo gruppo. Tutti i dettagli

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria per valutare la fusione Nexi-Sia perché l’operazione nel settore dei pagamenti elettronici potrebbe portare la nuova entità ad assumere una posizione dominante nel settore dei pagamenti digitali.

E’ quanto si legge in una nota dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato presieduta da Roberto Rustichelli.

L’operazione di concentrazione – scrive il Garante – coinvolge diversi operatori, sia dal punto di vista della domanda sia da quello dell’offerta, e interessa numerosi ambiti del settore dei pagamenti digitali.

La notizia ha dell’istruttoria Antitrust ha fatto arretrare il titolo Nexi in Borsa.

Anche perché Equita ritiene che la probabilità di approvazione della istruttoria Antitrust per la vicenda Nexi-Sia possa essere elevata ma non escludere del tutto eventuali rimedi.

SIA ha firmato un contratto per la gestione e l’elaborazione delle carte di credito e prepagate emesse da Bawag, easybank e PayLife. Bawag è una holding quotata con sede a Vienna, Austria, e serve 2,3 milioni di clienti al dettaglio, piccole imprese, aziende e settore pubblico in Austria, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e altri mercati sviluppati. 

Il Gruppo opera con diversi marchi e attraverso molteplici canali offrendo prodotti e servizi completi di risparmio, pagamento, prestito, leasing, investimento, società di costruzioni, factoring e assicurazione.

Il contratto, afferma Equita Sim, testimonia la capacità della società di essere un player rilevante a livello internazionale ed è supportive per la crescita 2022 di SIA.

 L’operazione di concentrazione coinvolge differenti operatori – sia dal punto di vista della domanda sia da quello dell’offerta – e interessa numerosi ambiti del settore dei pagamenti digitali, in particolare i servizi di merchant acquiring, di processing, di emissione delle carte di pagamento , di compensazione al dettaglio dei pagamenti, di trasmissione dei dati interbancari e anche i servizi per la fornitura e la manutenzione degli Atm.

DI SEGUITO ALCUNI ESTRATTO DEL PROVVEDIMENTO ANTITRUST CON L’AVVIO DELL’ISTRUTTORIA:

Allo stato, in base alle informazioni fornite dalle Parti e alla definizione in passato adottata dall’Autorità, a seguito dell’operazione l’entità post-merger avrebbe una quota pari al [45-50%] nella fornitura di servizi di merchant acquiring in Italia, data dalla somma della quota di Nexi pari al [45-50%] e della quota di SIA [inferiore all’1%]. Ad avviso delle Parti, la quota dovrebbe rimanere invariata laddove si includesse nel mercato anche la fornitura di POS. Invece, l’entità post-merger verrebbe a detenere il [45-50%] nella sola fornitura di POS in Italia, con Nexi che detiene il [35-40%] e SIA che detiene il [5-10%]. Nel mercato, sono presenti anche altri operatori le cui quote, tuttavia, appaiono significativamente inferiori rispetto a quelle delle Parti; infatti, i principali concorrenti, ossia Unicredit S.p.A., ICCREA e Banca Sella S.p.A., secondo le stime delle Parti, detengono rispettivamente una quota pari al [5-10%], [5-10%] e [5-10%].

Considerato quanto sopra, si ritiene che l’operazione in esame potrebbe determinare effetti restrittivi della concorrenza nella fornitura dei servizi di merchant acquiring, con la costituzione o il rafforzamento di una posizione caratterizzata da notevole potere di mercato in capo all’entità post-merger.

Inoltre, sulla base delle informazioni disponibili, emerge che i servizi di acquiring siano verticalmente integrati con i servizi di processing, che costituiscono il principale input dei primi, e che tali servizi siano talvolta acquistati congiuntamente dalla clientela finale, rappresentata dagli istituti bancari; in questo senso, anche considerato che, come si dirà infra, a seguito dell’operazione l’entità post-merger appare acquisire una posizione di mercato significativa anche nei servizi di processing, si ritiene che l’operazione in esame potrebbe determinare altresì effetti di natura verticale e conglomerale. Tali effetti, tuttavia, saranno approfonditi anche alla luce della più recente prassi comunitaria e delle argomentazioni fornite dalle Parti in merito alla corretta definizione del mercato rilevante e alle conseguenziali quote di mercato.

Servizi di processing sono offerti dal processor ai merchant acquirer, e dunque alle banche, spesso congiuntamente sia ai servizi di merchant acquiring, nei casi in cui le banche non producono in house il servizio di acquiring ma lo acquistano da terzi, sia ai servizi di POS. Essi possono altresì Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed essere forniti alle banche congiuntamente ai servizi di emissione e personalizzazione delle carte.

Allo stato, sulla base delle informazioni fornite dalle Parti rispetto alla definizione di mercato adottata dall’Autorità, in Italia, nel processing delle carte di debito nazionali Nexi detiene una quota pari al [20-25%], mentre SIA detiene una quota pari al [40-45%], con la conseguenza che l’operazione porterebbe l’entità post-merger a detenere in Italia una quota pari al [65-70%]. Analogamente, nel mercato italiano del processing delle carte di credito internazionali Nexi detiene una quota pari al [20-25%], mentre SIA detiene una quota pari al [45-50%] e pertanto, a seguito dell’operazione, l’entità postmerger deterrebbe una quota pari al [70-75%]. 24.

Sulla scorta di quanto precede, considerate le significative sovrapposizioni orizzontali, ma anche le integrazioni verticali e conglomerali date dalla presenza di entrambe le Parti sia nell’offerta di servizi di processing sia nell’offerta dei servizi di merchant acquiring e nell’offerta di servizi di emissione e di personalizzazione delle carte, l’operazione potrebbe sollevare criticità dal punto di vista concorrenziale nei mercati italiani del processing delle carte di debito nazionali e del processing delle carte di pagamento internazionali; tali criticità, tuttavia, saranno valutate nel corso dell’istruttoria anche considerando la più recente prassi comunitaria e le argomentazioni proposte dalle Parti in merito alla definizione del mercato rilevante.

Ciò detto, sulla base delle informazioni fornite dalle Parti, risulta che, nel mercato italiano dei servizi di emissione delle carte di credito, come distribuzione del prodotto, nonché il pricing nei confronti della clientela finale possono essere definiti dalle società terze oppure dalle banche, a seconda dell’accordo. 14 C9817 – Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane/Si Holding, del 26 marzo 2009.

Nexi ha una quota di mercato pari al [20-25%], mentre la quota di SIA è inferiore all’1%; le Parti, invece, non risultano attive nel mercato italiano dei servizi di emissione di carte di debito. Inoltre, in tali mercati sono attivi numerosi e qualificati concorrenti quali Intesa Sanpaolo S.p.A. (che ha una quota del [10-15%]), Unicredit S.p.A. e American Express (entrambe con una quota del [5-10%]). Laddove, invece, si accogliesse la tesi suggerita dalle Parti in merito alla definizione geografica e merceologica del mercato, la quota post-merger sarebbe di gran lunga inferiore, pari al [1-5%] nel mercato italiano dei servizi di emissione di carte di pagamento e inferiore all’1% nell’analogo mercato europeo.

Ne discende che qualsivoglia sia la definizione del mercato alla quale si voglia aderire, l’operazione non appare idonea a sollevare criticità concorrenziali di natura orizzontale in considerazione della quota di mercato che l’entità post-merger avrebbe nei diversi mercati configurati, della presenza marginale di SIA e, dunque, dell’incremento che in ogni caso sarebbe inferiore all’1%, nonché della contestuale presenza di numerosi e qualificati concorrenti. Invece, vista la natura dei mercati in esame, caratterizzati da significativi elementi di integrazione verticale e conglomerale, considerati, in particolare, i profili di integrazione verticale fra le attività di issuing processing e card issuing, nella misura in cui le banche issuer e i PSP richiedono servizi di issuing processing per poter offrire servizi di card issuing ai titolari delle carte, e posto che le Parti sono attive sia nell’attività di processing, con una quota significativa di mercato, sia nell’attività di emissione delle carte, allo stato non si può escludere che l’operazione sia idonea a determinare effetti di natura verticale o conglomerale che abbiano rilievo anche per la fornitura di servizi di card issuing, che pertanto saranno comunque oggetto di approfondimento istruttorio.

Sulla base delle informazioni fornite dalle Parti, l’entità post-merger verrebbe a detenere una quota nel mercato complessivo della fornitura di carte di pagamento smart (che include la fornitura delle carte smart ed il servizio di personalizzazione) pari a circa il [5-10%], se si considera la dimensione sovranazionale, e al [35-40%], se invece si considera la dimensione nazionale (dati in volume)18. Quest’ultimo dato, tuttavia, includerebbe anche la fornitura in-house, e dunque – ad avviso delle Parti – sarebbe sovrastimato. Le Parti, inoltre, hanno fornito le quote di mercato (in volume) in merito alla sola fornitura del servizio di personalizzazione: laddove si consideri una dimensione del mercato sovranazionale, Nexi detiene una quota del [1-5%], SIA del [1-5%] e Nets [inferiore 1%], con una quota congiunta pari a circa il [5-10%]; laddove si consideri, invece, una dimensione nazionale, Nexi detiene una quota del [25-30%], SIA del [10-15%], con una quota post-merger pari al [35-40%]. Nel mercato italiano sono presenti diversi altri operatori specializzati, attivi anche a livello sovranazionale, quali Thales, con una quota del [15-20%], ST Incard, con una quota del [10-15%], e IDEMIA, con una quota del [5-10%].

Con riguardo al posizionamento di mercato, le Parti hanno stimato una quota post-merger per la fornitura di ATM (inclusi software e servizi correlati) pari al [5-10%] a livello di SEE e pari al [40-45%] a livello nazionale (rispettivamente con Nexi al [25-30%] e SIA al [10-15%]). In merito al proprio posizionamento sul mercato, oltre alle richiamate argomentazioni a supporto di una dimensione geografica del mercato di carattere sovranazionale, le Parti adducono ulteriori argomenti a sostegno dell’assenza di criticità concorrenziali derivanti dall’operazione, quali: i) la circostanza che tali quote sovrastimerebbero la loro posizione di mercato in quanto la fornitura di tali servizi viene ormai aggiudicata attraverso procedure competitive; ii) inoltre, da un lato, la quota di SIA discenderebbe essenzialmente dal rapporto con Unicredit S.p.A., e, dall’altro lato, l’attuale posizionamento di Nexi sarebbe il frutto del rapporto di lunga durata che ICBPI (predecessore di Nexi) aveva instaurato con numerose banche e che sarebbe in via di diminuzione; iii) infine, sarebbero presenti diversi fornitori rivali in grado di esercitare una forte pressione concorrenziale.

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