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Nexi piange in Borsa dopo lo stop di Draghi al cashback

Nexi

Come e perché il titolo Nexi soffre in Borsa. Fatti, numeri e commenti

 

Tonfo dai massimi storici per Nexi che è la peggiore sul Ftse Mib. Le quotazioni, arrivate alla fine della scorsa settimana a 18,88 euro, arretrano del 2,2%: secondo Radiocor-Il Sole 24 Ore, l’occasione per le vendite è causata dallo stop da parte del Governo Draghi al “cashback”, l’incentivo all’utilizzo di bancomat e carte di credito varato a fine 2020 dal precedente esecutivo che ha portato nel primo semestre di quest’anno 5,9 milioni di cittadini a realizzare le transazioni utili a ottenere un rimborso (10% di quanto speso fino a un massimo di 150 euro).

La cabina di regia di Palazzo Chigi ha deciso ieri che l’incentivo non proseguirà oltre la scadenza del 30 giugno: secondo indiscrezioni è possibile che il Governo nei prossimi mesi prenda in considerazione una nuova versione del cashback.

Nei mesi scorsi, i vertici di Nexi, pur sottolineando l’importanza della misura come supporto ai consumi e alla penetrazione dei pagamenti digitali, avevano indicato come molto contenuti i benefici diretti dell’iniziativa sui ricavi del gruppo.

Come ricorda Mediobanca Securities, che ha una raccomandazione “outperform” sul titolo con target a 23,50 euro, le indicazioni del management di Nexi erano di un impatto positivo di 2-3 milioni sui ricavi del primo trimestre 2021 (quindi a livello annuo inferiore all’1% dei ricavi) visto che già il 2020, con le restrizioni della pandemia e il primo esperimento di cashback, ha rappresentato un momento importante per il cambiamento delle abitudini di pagamento e il passaggio di molti consumatori agli strumenti digitali. Pertanto la cancellazione del cashback, sottolineano gli stessi analisti, non sembra poter avere un effetto significativo.

Equita Sim ritiene che la notizia sia qualitativamente negativa per Nexi e il settore dei pagamenti digitali anche se l’impatto quantitativo, secondo la Sim, sarà molto limitato (meno dell’1% dei ricavi) su quest’anno. Anche per un altro analista l’impatto per Nexi dovrebbe essere marginale. Secondo il management della società, nel primo trimestre di quest’anno il programma dovrebbe aver generato circa 1-2 milioni di euro.

La continuazione del programma nel 2022, anche con meccanismi rivisitati e budget ridotto potrebbe, comunque, essere positiva per l’adozione definitiva dei pagamenti digitali da parte di alcuni consumatori. Equita – secondo Mf – ha ribadito il rating buy e il target price a 19 euro sul titolo Nexi che tratta a un multiplo prezzo/utile 2022-2023 di 29-24 volte, all’interno del range storico di 18-36 volte.

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