Economia

Ecco il salasso dello Stato in Borsa con Mps e Tim

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Che cosa succede in Borsa a Tim e Mps? E quanto sono costate finora in termini di minusvalenze le partecipazioni statali tramite la Cassa depositi e prestiti? Fatti e numeri

 

Scommettere su aziende quotate è un rischio. Lo sa anche lo Stato. Così, ieri, per il governo Conte è stata una giornata nera a Piazza Affari.

ECCO IL TONFO PER LO STATO IN BORSA SU MPS E TIM

Nulla a che vedere con lo spread, balzato a 287 punti base. C’entrano le mosse fatte per nazionalizzare (e salvare) Mps e per definire il futuro di Tim. Ieri, la banca senese e il gruppo tlc hanno registrato i nuovi minimi storici, rispettivamente a 1,159 euro e 0,4458 euro.

COME VA IL TITOLO MPS A PIAZZA AFFARI

Nel caso di Rocca Salimbeni, tornata in borsa il 25 ottobre 2017, si tratta di una minusvalenza latente monstre, perché in un anno e mezzo le azioni si sono deprezzate del 74,5%. E se si considera che lo Stato si è impegnato in tutto, tra equity e conversione dei subordinati, per 6,9 miliardi (sull’investimento in cash di oltre 5 miliardi la perdita potenziale è di 3,4 miliardi), è evidentemente che le preoccupazioni per Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi di Maio sono elevate.

CHE COSA SUCCEDE AL VALORE DELLE QUOTE CPD IN TIM?

Anche l’ingresso di Cdp in Tim non è positivo. La quota, 9,8%, è stata costruita in più fasi, partendo dallo shopping iniziale (4,26%) fatto nell’aprile scorso quando il titolo viaggiava a 0,85-088 euro, il doppio della valutazione attuale. Mentre il rafforzamento nel capitale, ultimato lo scorso marzo, è avvenuto a un prezzo di 0,55 euro per azione.

(articolo di Mf/Milano Finanza)

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