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Monnalisa diventerà grande con Vivetta?

Non più solo abbigliamento per bambini ma anche uomo e donna premium. È la trasformazione auspicata dal marchio toscano Monnalisa, che propone un aumento di capitale da 1 milione di euro con l'ingresso della famiglia Anselmi (Vivetta). Fatti e numeri

 

Più che una semplice iniezione di liquidità, è un riposizionamento strategico: Monnalisa S.p.A., storica realtà aretina dell’abbigliamento per bambini quotata all’Euronext Growth Milan, propone un aumento di capitale da 1 milione di euro, pari al 10% del capitale sociale esistente, per accelerare la metamorfosi in piattaforma integrata omnicanale.

La manovra, che approderà in assemblea il 27 marzo, include l’ingresso della famiglia Anselmi (Vivetta) e anticipa i piani di ristrutturazione finanziaria concordati con le banche per estendere il raggio d’azione ai segmenti premium uomo e donna.

DETTAGLI DELLA RICAPITALIZZAZIONE E STRUTTURA SOCIETARIA

L’assetto dell’operazione prevede che Jafin Due, titolare del 74,48% delle quote, e Modamet, facente capo alla famiglia dell’imprenditore Massimo Anselmi, sottoscrivano ciascuna il 50% dell’aumento proposto.

Per finanziare la propria quota, Jafin Due ha approvato un ulteriore aumento di capitale fino a 700.000 euro, con un’eventuale riserva di sottoscrizione per l’inoptato a favore di Finmat, holding dell’amministratore delegato Matteo Tugliani. Tale configurazione assicura la stabilità del controllo in mano alla famiglia fondatrice, di cui Tugliani fa parte in qualità di coniuge di Diletta Iacomoni, che guida la direzione creativa.

La governance attuale vede Piero Iacomoni alla presidenza, affiancato dall’amministratore delegato e da tre consiglieri indipendenti: Simone Pratesi, Stefano Della Valle e Fabrizio Dosi.

COSA VUOLE DIVENTARE MONNALISA

La strategia aziendale prevede il passaggio da brand focalizzato esclusivamente sul childrenswear a una piattaforma che gestisce design, produzione e distribuzione internazionale anche per i segmenti uomo e donna di fascia alta.

Il piano di rilancio, avviato nel maggio 2024, si basa sul rafforzamento del core business, sulla diversificazione multi-segmento e sulla disciplina finanziaria. In merito a questo percorso Tugliani ha dichiarato: “Questa operazione rappresenta un passaggio strategico che consentirebbe a Monnalisa spa di accelerare il proprio percorso evolutivo verso un modello di piattaforma integrata di design e distribuzione omnicanale a livello internazionale. L’obiettivo è ampliare progressivamente il nostro raggio d’azione non solo nel childrenswear, che rimane il cuore identitario del Gruppo, ma anche nel segmento premium della moda uomo e donna, valorizzando competenze industriali, operative e commerciali già presenti e ulteriormente rafforzate dall’ingresso dei nuovi soci”.

COSA DICONO I CONTI

A livello economico, il Gruppo Monnalisa, afferma sul suo sito, ha chiuso l’esercizio 2023 con un fatturato di 41,9 milioni di euro e una quota di export pari al 63% della produzione.

La relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025 evidenzia, invece, ricavi da contratti con clienti per 16 milioni di euro, segnando una contrazione del 13% rispetto ai 18,4 milioni del medesimo periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, il patrimonio netto è pari a 5,9 milioni di euro a fronte di un indebitamento finanziario netto adjusted di 13,5 milioni, calcolato escludendo le passività per leasing.

NUMERI, PRESENZA E CHIUSURE DI MONNALISA

L’azienda opera attraverso una struttura centralizzata per le attività creative e produttive, avvalendosi di filiali dirette per la distribuzione in mercati chiave come Russia, Stati Uniti, Turchia, Hong Kong e Regno Unito.

Il gruppo impiega più di 300 dipendenti e distribuisce le proprie collezioni in oltre 50 Paesi, presidiando circa 400 punti vendita multibrand e una cinquantina di boutique monomarca, oltre a department store internazionali come Harrods, LaFayette, Saks Fifth Avenue, El Corte Ingles e Bloomingdales, e piattaforme di e-commerce quali Farfetch, Zalando, MyTheresa e LuisaViaRoma. Per quanto riguarda invece i punti vendita diretti sono passati dai 43 del 2024 agli attuali 29 nell’ambito di una strategia di efficientamento dei costi.

In linea con il nuovo piano strategico, la società ha inoltre avviato la chiusura della controllata Monnalisa China entro il termine del 2025 a causa delle difficoltà economiche di quel mercato.

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