Il presidente argentino Javier Milei ha catturato ancora una volta l’attenzione del mondo annunciando un disegno di legge per introdurre nel diritto argentino le cosiddette “società non umane” o “società automatizzate”, aziende che potrebbero essere gestite prevalentemente da sistemi di IA.
Come sottolinea Reuters, che approfondisce la notizia, la proposta ha generato un mix di entusiasmo tra gli innovatori e di preoccupazione tra chi teme una perdita di controllo e responsabilità.
In realtà, come spesso avviene con le iniziative di Milei, dietro la retorica si nasconde un approccio più pragmatico: l’obiettivo è modernizzare profondamente il diritto societario, ridurre la burocrazia e rendere l’Argentina un Paese attraente per gli investitori internazionali nel settore dell’IA, senza però eliminare del tutto il ruolo dell’essere umano.
L’annuncio di Milei e il contesto economico-politico
Milei ha anticipato la sua idea in un intervento sul Financial Times, dove ha descritto una nuova tipologia di impresa capace di funzionare senza dipendenti umani tradizionali.
In queste società, agenti IA o robot potrebbero esercitare un “giudizio indipendente in ambienti imprevedibili”.
Se approvata, l’Argentina diventerebbe il primo Paese al mondo a creare una categoria giuridica specifica per aziende gestite in larga parte dall’IA.
Questa mossa si inserisce in una strategia più vasta dell’amministrazione Milei: dopo aver riportato sotto controllo l’inflazione, il governo sta cercando di attirare capitali stranieri con incentivi e riforme liberalizzatrici.
Il presidente ha ripetutamente presentato l’Argentina come futuro polo dell’IA, mettendo in evidenza le condizioni favorevoli della Patagonia – clima freddo ideale per il raffreddamento dei server e disponibilità di energia – per la realizzazione di grandi data center.
Un primo segnale concreto è arrivato già a ottobre con l’annuncio di un accordo tra OpenAI e Sur Energy per un investimento potenziale fino a 25 miliardi di dollari.
La realtà giuridica
Nonostante il clamore, gli avvocati specializzati in diritto societario sottolineano che la proposta è meno rivoluzionaria di quanto appaia a prima vista.
Le “società automatizzate” previste dal disegno di legge dovranno obbligatoriamente avere un amministratore umano che supervisioni le operazioni complessive.
L’IA potrà essere utilizzata per supportare o addirittura prendere decisioni, ma gli amministratori umani non saranno esonerati dalla responsabilità di controllare e rispondere degli esiti.
Lawrence Cunningham, direttore del Weinberg Center for Corporate Governance presso l’Università del Delaware, ha commentato che sarebbe stato un azzardo eccessivo eliminare completamente l’intervento umano già al primo tentativo.
Si tratta piuttosto di riconoscere formalmente che un’azienda può operare con un organico umano molto ridotto, senza più la necessità di grandi strutture dedicate alle risorse umane.
Diego Duprat, professore di diritto e co-autore del testo legislativo, ha ricordato che forme embrionali di queste realtà esistono già: basti pensare ai supermercati senza cassieri gestiti interamente da sistemi automatizzati.
Il disegno di legge stabilisce chiaramente che la società resta pienamente responsabile per eventuali danni causati da sistemi algoritmici o di IA.
Cosa ne pensano gli esperti
L’annuncio di Milei ha diviso le opinioni. Da una parte, lo storico israeliano Yuval Noah Harari ha espresso forti perplessità, avvertendo che concedere troppo potere all’IA potrebbe ridurre drasticamente la responsabilità delle imprese. Dall’altra, numerosi operatori del settore hanno visto nella proposta un’opportunità concreta.
Maria Gisele Cano, avvocata specializzata in diritto societario nella provincia di Buenos Aires, ha ricevuto oltre una dozzina di richieste di informazioni da parte di imprenditori sia argentini sia stranieri.
Secondo Cano, disporre di un quadro normativo chiaro e prevedibile rappresenterebbe un vantaggio competitivo notevole, offrendo alle aziende un ambiente più sicuro in cui operare con tecnologie avanzate.
Yonathan Arbel, professore di diritto che studia l’IA presso l’Università dell’Alabama, ritiene che l’Argentina potrebbe ottenere un “vantaggio competitivo enorme” creando un ecosistema accogliente per le imprese basate sull’IA. Ha suggerito però alcuni miglioramenti, come l’assegnazione di identità digitali agli agenti artificiali per rendere più tracciabili le loro interazioni con persone e altre aziende.
Le organizzazioni autonome decentralizzate (DAO)
Il provvedimento prevede anche la possibilità di costituire organizzazioni autonome decentralizzate (DAO), basate su tecnologia blockchain, nelle quali i partecipanti possono votare le decisioni tramite token digitali.
Considerato che l’Argentina è uno dei mercati più sviluppati dell’America Latina per le criptovalute, questa apertura ha un senso strategico.
Tuttavia, il requisito di identificare e registrare gli utenti dei token crea qualche tensione con una comunità che ha sempre valorizzato l’anonimato.
Ricardo Mihura Estrada, ex presidente di Bitcoin Argentina, riconosce le buone intenzioni del governo ma prevede difficoltà di adozione reale: “Penso sia una buona idea, ma vedo ostacoli nell’essere adottata nel mondo blockchain”.
La risposta dell’ufficio del portavoce presidenziale è stata chiara: l’identificazione rappresenta un requisito minimo di sicurezza.
Le DAO che desiderano mantenere una struttura completamente anonima potranno continuare a operare al di fuori di questo regime, ma non beneficeranno dei vantaggi giuridici offerti dalla nuova normativa.
Prospettive
La visione di Milei richiama quella espressa dal CEO di OpenAI, Sam Altman, secondo il quale l’IA permetterà a imprese con un solo dipendente di raggiungere valutazioni da un miliardo di dollari.
Alcuni Stati americani, come Texas e Utah, stanno già sperimentando quadri normativi per favorire l’innovazione con l’IA, spesso prevedendo una supervisione umana nelle fasi iniziali.
Gli esperti ricordano però che le attuali capacità tecniche non consentono ancora agli agenti IA di prendere decisioni aziendali completamente autonome in modo affidabile. Nel frattempo, molti imprenditori della Silicon Valley stanno spostando i propri budget dalle assunzioni di personale alle spese per potenza di calcolo, chip ed energia.
Lan Xuezhao, managing partner di Basis Set Ventures e investitrice in startup di IA, sottolinea che una regolamentazione leggera potrebbe diventare molto attraente, soprattutto mentre Stati Uniti ed Europa introducono regole più stringenti.
Lan avverte però che una sola legge non sarà sufficiente a trasformare l’Argentina in un vero hub tecnologico: “La cosa più importante è se i talenti andranno in Argentina. La gente seguirà”.






