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Mediobanca e Mediolanum promessi sposi? Report Citi

Mediobanca Mediolanum

Mediobanca e Mediolanum saranno i moderni Renzo e Lucia della finanza italiana? Il report di Citi che discutere il mondo finanziario milanese

 

Il settore bancario potrebbe celebrare un nuovo matrimonio: quello tra Mediobanca e Mediolanum, un merger da 16 miliardi di euro che porterebbe sinergie di costo tra 120 e 150 milioni di euro. Queste le cifre indicate da Citigroup in un report di 74 pagine intitolato “I Promessi Sposi? Deep Dive on Growth and ESG”.

Come nel romanzo manzoniano Mediobanca e Mediolanum saranno i moderni Renzo e Lucia dei mercati finanziari italiani? E’ quello che si chiede una tra le più grandi banche d’affari al mondo esaminando le potenziali opzioni per Piazzetta Cuccia. Gli esperti di Citi ritengono che l’unione con Mediolanum possa essere la scelta “più attraente” visto che svolgono attività complementari.

MEDIOBANCA PRONTA AL MATRIMONIO CON MEDIOLANUM?

Mediobanca pronta a partecipare al risiko bancario? Secondo un report di Citi, Piazzetta Cuccia dopo aver fatto acquisizioni di nicchia nel wealth management all’estero, potrebbe guardare al mercato italiano.

Per un eventuale matrimonio la scelta migliore, o almeno quella consigliata dagli esperti di una delle più grandi banche al mondo, sarebbe Mediolanum.

Mediobanca e Mediolanum sono più vicine di quanto si pensi, considerando che la banca fondata da Ennio Doris detiene il 3,3% di Piazzetta Cuccia.

La banca milanese guidata da Alberto Nagel ha una solida storia alle spalle, “ha fondamentali solidi e uno dei migliori livelli di liquidità accantonata del settore (Tier1), inoltre la redditività dei singoli investimenti misurata dal RoA (Return on Asset) è “sopra la media, supportata da una maggiore crescita dei ricavi, forte liquidità e migliore qualità degli attivi rispetto ai concorrenti, oltre a moratorie più basse. Il gruppo ha un business mix unico e una comprovata visione strategica”, spiega Citi confermando sul titolo di il giudizio buy con prezzo obiettivo di 11,5 euro.

CITI: I POTENZIALI VANTAGGI DELLA FUSIONE

Secondo gli esperti di Citi quello tra Mediobanca e Mediolanum potrebbe essere il matrimonio perfetto in quanto porterebbe ad una riduzione dei costi importante, si parla di 120 -150 milioni di euro, senza neanche dover razionalizzare le funzioni centrali. Buone le prospettive anche dal fronte dei ricavi, visto che con l’unione si verrebbe a creare un circolo virtuoso tra la base clienti di Mediolanum e la piattaforma di consumer banking di Mediobanca.

Inoltre, Piazzetta Cuccia che si sta impegnando per far crescere la sua divisione di wealth management, che oggi vale circa l’11% delle attività totali del gruppo, potrebbe trarre massimo beneficio in questo senso unendosi con Mediolanum visto che gestisce masse pari quasi al doppio.

“Riteniamo che la divisione di gestione patrimoniale, creata nel 2008, sia un fattore chiave per la crescita futura e il miglioramento della redditività del gruppo perché è una attività a basso consumo di capitale, la visione strategica del management sull’attività ha avuto successo e il mercato è concentrato su quali sono le opzioni di crescita futura. La sua quota di mercato è piccola e il mestiere di risparmio gestito in Italia è redditizio, attraente e in crescita”, spiega Citi.

“Mediobanca è focalizzata sul wealth management e finora ha rafforzato organicamente l’offerta e la rete. Ciò si è dimostrato efficace, ma richiede tempo per acquisire una scala considerevole. Mediobanca, quindi, potrebbe fare una mossa più audace? Esaminiamo le potenziali opzioni e Mediolanum sembra essere la più interessante, date le attività complementari, ma la combinazione della rete di consulenti finanziari è un rischio chiave in queste operazioni”, proseguono gli esperti di Citi.

COME PAGARE LE SPESE DEL MATRIMONIO

Dove trovare i soldi per la fusione? Secondo gli esperti di Citigroup “Mediobanca non ha fatto aumenti di capitale negli ultimi 20 anni, a differenza delle principali banche europee, e riteniamo che il mercato sarebbe di supporto in caso di una combinazione strategica che di scala al wealth management. Abbiamo eseguito diverse potenziali combinazioni, basate su diversi mix di finanziamento, tutte ipotizzando un acquisto al 100%. La nostra conclusione è che una potenziale combinazione con Banca Mediolanum potrebbe avere un impatto finanziario positivo, oltre ad avere un senso strategico e sinergie. Altri operatori potrebbero offrire alternative attrattive, e ad esempio un accordo con Fineco potrebbe aggiungere molti aspetti positivi, ma l’attuale valutazione relativa si tradurrebbe in un accordo senza ragioni finanziarie”, dice Citi.

Un’altra fonte di finanziamento potrebbe essere la partecipazione di Mediobanca in Generali. “Assumiamo che Mediobanca finanzi la potenziale acquisizione di Mediolanum con eccesso di capitale, circa 1,1 miliardi, una cessione parziale di Assicurazioni Generali, un terzo circa il caso base, e la quota restante sarebbe finanziata con un aumento di capitale”.

MATRIMONIO MEDIOBANCA – MEDIOLANUM: 16 MLD DI CAPITALIZZAZIONE

Il matrimonio tra Mediobanca e Mediolanum porterebbe alla creazione di una nuova realtà da 16 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato, con una base azionaria diversificata.

Nel caso di una aggregazione con un premio del 15% per Mediolanum, Mediobanca rappresenterebbe il 55% circa dell’entità combinata e del valore di mercato e Mediolanum il restante 45%.

I maggiori azionisti della nuova realtà sarebbero la famiglia Doris con il 20% delle azioni, Fininvest con il 13% e Leonardo Del Vecchio con il 9%, il restante 55% sarebbe flottante.

MASSIMO DORIS: AL MOMENTO NON SERVE UNA FUSIONE

“Questo matrimonio non s’ha da fare”, direbbero alcuni restando in tema manzoniano sulle ipotesi di fusione tra Mediobanca e Mediolanum. Festeggiando i dati positivi della raccolta (oltre 100 miliardi di euro di masse), l’ad di Banca Mediolanum, Massimo Doris, si è espresso sul report di Citi dichiarando che al momento una fusione non serve.

“Per le banche reti come noi non ci sono i problemi di redditività di cui soffrono le banche commerciali, quindi non abbiamo necessità di aggregarci. Mediolanum e Mediobanca sono complementari, l’unione avrebbe senso da un punto di vista teorico. Ma non ne vediamo la necessità: siamo in salute, stiamo crescendo e siamo redditizi”, ha spiegato Doris ai giornalisti.

Ma siamo proprio sicuri che le parole corrispondano al pensiero?

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