Economia

Macello Covid nei macelli della Germania: notizie e commenti

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macelli germania

In Germania oltre 1.200 lavoratori dei macelli sono risultati positivi a Covid-19. Fatti, numeri, analisi con l’accusa di Filiera Italia.

Macelli focolai Covid-19.

I numeri dei contagi in questi luoghi di lavoro sono allarmanti.

In Europa a preoccupare è la Germania, dove secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, “la diffusione del Covid in quegli impianti è legata al fatto che da sempre in Germania si utilizzano cooperative dell’Est Europa che si spostano da un macello all’altro in condizioni e standard di lavoro in Italia assolutamente non consentiti”, ha detto al quotidiano La Verità l’amministratore delegato di Inalca.

Andiamo per gradi.

I NUMERI (ALLARMANTI) DELLA GERMANIA

In Europa è la Germania a registrare il più alto numero di contagi nei macelli. A maggio, secondo quanto riportato dallo Spiegel, circa 600 lavoratori in alcuni macelli tedeschi sarebbero risultati positivi al Covid-19. Ben 300 di questi appartenevano allo stabilimento Mueller Fleisch di Pforzheim, nel Baden Wuerttemberg.

Attualmente, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sono stati registrati 650 casi di infezione nello stabilimento della Tönnies nel Nordreno-Vesftalia. Oltre 7.000 lavoratori sono in quarantena.

I NUMERI DEGLI USA

Numeri ancora più allarmanti quelli registrati in America: negli Usa di Donald Trump, infatti, secondo quanto riportato da un’inchiesta del Corriere della Sera, i lavoratori dei macelli risultati positivi a Covid sono oltre 16 mila, ci sono stati casi in oltre 200 strutture. 60 di questi sono morti. Nello Stato del Dakota, per fare un esempio della gravità, la metà di tutti i contagi da coronavirus si è registrata nel macello di Smithfield.

E L’ITALIA?

La questione, purtroppo, non ha lasciato immune nemmeno l’Italia, che però ha registrato numeri decisamente più contenuti. Come riportato da Il Messaggero, nel mese di aprile, in piena emergenza, sono risultati positivi 70 dipendenti dell’azienda Siciliani di Bari.

IL RESTO D’EUROPA (E DEL MONDO)

La Francia ha registrati circa un centinaio di positivi e casi tra i lavoratori dei macelli si sono registrati anche in Spagna ed Irlanda.

Un centinaio di positivi a Covid, tra dipendenti in impianti di macellazione, anche in Australia.

PERCHE’ IL VIRUS SI E’ DIFFUSO NEI MACELLI?

Perchè? Quale nesso tra Covid e mattatoi? Alcune ipotesi sono state fatte da Aldo Grasselli della Federazione Veterinari-Medici-Farmacisti e Dirigenti Sanitari: “In primo luogo dobbiamo tenere presente che il comparto alimentare durante la pandemia è stato più attivo del solito anche per la psicosi che ha portato a fare incetta di alimenti, quindi una delle cause potrebbero essere stati più intensi e serrati i ritmi di lavoro”.

“Un altro fattore di rischio è indubbiamente legato alla particolare atmosfera degli ambienti di macellazione o sezionamento delle carni dove si fa largo uso di acqua per lavare e pulire al fine di tenere sotto controllo la flora batterica che si concentra in quegli ambienti o particolarmente insalubri per la presenza di feci e sangue animale e conseguentemente l’elevata umidità e il maggior tenore di vapore possono aver aumentato la diffusione del virus”, aggiunge Grasselli.

COSA DICONO I VIROLOGI

Anche i virologi concordano sul fatto che la causa di tali numeri potrebbe essere riscontrata nel fatt che i macelli sono al chiuso, sono umidi e sono freddi.

GRASSELLI: POSTI DI LAVORO PER LAVORATORI “POVERI”

In realtà, le cause di questi contagi da record potrebbero essere altre. E ad accennarle è lo stesso Grasselli: “In ultimo non possiamo nascondere che la macellazione è un lavoro faticoso e pericoloso che generalmente viene assegnato a lavoratori immigrati, scarsamente protetti dal punto di vista contrattuale e sindacale, spesso reclutati da sedicenti “cooperative” che mascherano forme di caporalato e che assicura bassi salari.

Questi lavoratori, quindi, come molti altri della filiera agricolo-zootecnico-alimentare, sono lavoratori poveri, che vivono in case umili o addirittura in baracche fatiscenti, spesso sovraffollate, ove la promiscuità concorre a favorire la diffusione di patologie infettive e contagiose, massimamente se altamente contagiose come il Covid-19”.

GERMANIA: STANDARD DIVERSI DALL’ITALIA

Ma perchè la Germania ha registrato numeri decisamente più alti a parità (forse) di condizioni? Secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, le condizioni dei mattatoi non sono per nulla uguali (almeno all’Italia). Forse nemmeno lontanamente simili.

“La diffusione del Covid in quegli impianti è legata al fatto che da sempre in Germania si utilizzano cooperative dell’Est Europa che si spostano da un macello all’altro in condizioni e standard di lavoro in Italia assolutamente non consentiti. Se confrontiamo questi dati tedeschi con quelli delle principali industrie delle carni italiane localizzate in regioni ad alto rischio per i contagi come Lombardia ed Emilia, che sono anche le più grandi d’Europa, vediamo che nelle nostre aziende il fenomeno delle infezioni è stato praticamente inesistente con tassi di incidenza nei lavoratori inferiori, anche nel massimo dell’emergenza Covid, alla media delle stesse province. Controlli più seri e frequenti e diversi standard lavorativi spiegano tale differenza. Con buona pace di pseudo virologi che già si affannavano a spiegare che il freddo era l’elemento predisponente e ad annunciare seconde ondate senza conoscere i dati reali”.

ANCHE NEGLI USA CI SONO CONDIZIONI CRITICHE DI LAVORO

Anche negli Usa le condizioni di lavoro non sono delle migliori, come dimostrato, riporta il Corriere, da diverse indagini effettuate sotto copertura.

“Nei macelli devi lavorare in piedi a stretto contatto con altre persone, e lavorare sempre più veloce che puoi”, ha sostenuto Sean Thomas di Animal Equality Us, che ha raccontato che in un allevamento avicolo “venivamo portati in una stanza bui, dove c’era soltanto una luce viola, per cui ci vedevo appena. Poi senza darci istruzioni ci hanno detto: prendete i polli dalle zampe ed appendeteli. E fatelo velocemente, molto velocemente. Dovete appendere 33 polli ogni minuto (…) sei in piedi fianco a fianco e non hai spazio per muoverti rispetto alla persona che è pigiata al tuo fianco”. “In questo macello i lavoratori sono sacrificabili, l’azienda porta nuovi lavoratori ogni notte”, aggiunge Sean Thomas. “L’intensità di questo lavoro è difficile da capire”.

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