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Lo sapete chi ha fornito le poltrone per i leader del mondo al G7 di Biarritz?

Al G7 di Biarritz i sette leader erano seduti su poltrone dell’azienda vicentina Luxy, legata all’amico di Abete e Montezemolo, Cornetto Bourlot. Fatti, nomi e numeri

 

 

Oltre al presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, c’era un altro po’ d’Italia al vertice dei Paesi G7 che si è svolto a Biarritz, in Francia. A rivelarlo la giornalista Annalisa Chirico in un tweet in cui – tra l’altro – definisce “fighi” sia il premier canadese Justin Trudeau sia il premier britannico Boris Johnson per cui tale epiteto appare forse più discutibile.

“I leader G7, inclusi i fighi @BorisJohmson e Trudeau, assisi su poltrone italianissime! (Mod.Light della Luxy, acquisita da Lunedes di Cornetto Bourlot, che è pure nell’adv board di @aprovacontraria!! #orgoglioItalia #bellezza #stile” scrive la presidente dell’associazione Fino a prova contraria, movimento per una giustizia equa ed efficiente, che in comune con Bourlot ha un amico, Luca Cordero di Montezemolo, pizzicato dai fotografi tempo fa in sua compagnia (“Non è il mio fidanzato”, ha precisato la firma del Foglio).

CHI E’ CORNETTO BOURLOT

Romano, 59enne, Bourlot è un imprenditore attivo nei settori real-estate e alberghiero e attualmente è presidente della Lunedes Spa e dell’agenzia di stampa Askanews, di proprietà del suo amico Luigi Abete. Grazie a questo incarico è pure vicepresidente Fieg per le agenzie di stampa. Inoltre, Bourlot fa parte di vari consigli d’amministrazione. Laureato in economia all’università della Confindustria, la romana Luiss di cui è membro del cda, è commendatore al merito della Repubblica italiana.

COSA FA LA SOCIETA’ LUXY

Luxy è una società che opera dal 2003 nel settore dell’arredamento e in particolare nella produzione di sedute operative e direzionali e per il mercato del contract, ovvero la fornitura su commissione o gara d’appalto di un insieme di prodotti. Una modalità che si sta sviluppando ampiamente fra le aziende e che – visto il perdurare della crisi nel 2018 – è stata privilegiata da questa impresa a causa della drastica diminuzione del mondo dell’arredo ufficio. “Il prodotto – si legge nel bilancio 2018 – presenta caratteristiche sia qualitative che di design di fascia alta e medio-alta in considerazione di uno styling innovativo che interpreta le esigenze dei consumatori finali al quale va aggiunta una particolare attenzione alla tecnologia costruttiva e alla qualità, temi ulteriormente sviluppati nel 2019”.

Luxy, che ha sede legale a Lonigo in provincia di Vicenza, ha un capitale sociale di 750mila euro e al 31 marzo scorso vantava 45 addetti, 3 soci e 3 amministratori. Presidente e ceo è il veneto Libero Gregoletto che sulla sua pagina Facebook qualche giorno fa ha pubblicato foto del presidente statunitense Donald Trump, di Johnson e degli altri partecipanti al G7 “sitting on armchairs Light by Luxy Spa”.

LE POLTRONE LUXY

Sul social di Mark Zuckerberg Gregoletto posta foto di molte “creature” della sua azienda. A partire da Biga di cui sono lodate “flessibilità, adattabilità, potenza ed eleganza” per arrivare a Nestar che vanta “flessibilità, innovazione e design in soli 19 cm di spessore”. Spazio poi alla presentazione di Itamar Harari, architetto e designer d’interni, e ad alcune soluzioni personalizzate offerte da Luxy come quella per il quartier generale dell’associazione di calcio del Montenegro. Come raccontava proprio Askanews due giorni fa, Luxy nasce “come piccolo laboratorio per la produzione di sedute conto terzi” per poi svilupparsi “fino a diventare un’azienda ad altissima specializzazione” che costruisce sedie e divani ergonomici e di design e vanta collaborazioni con Massimiliano e Doriana Fuksas, Stefano Getzel, Favaretto & Partners.

BILANCIO 2018

Andando a spulciare l’ultimo bilancio di esercizio di Luxy, al 31 dicembre 2018 l’azienda ha un attivo di 6.530.882 euro, in calo di 1 milione circa dal 2017, un patrimonio netto di 2,8 milioni, pressoché stabile rispetto a un anno prima, e un passivo in calo di poco più di 1 milione dal 2017 a 6,5 milioni. Il valore totale della produzione è di quasi 7,8 milioni.

L’esercizio 2018 è stato chiuso con una perdita di 53.413 euro, coperta utilizzando la riserva straordinaria come proposto dal presidente ai soci e approvato dall’assemblea del 24 aprile scorso.

MERCATI

Sul fronte dei mercati di sbocco nel 2018 le vendite in Italia sono state pari a poco più di 3 milioni e quelle all’estero – in particolare in Europa, Nord America, Medio Oriente, Africa, Estremo Oriente – di circa 4,5 milioni. Dunque, il fatturato dell’anno è stato conseguito per il 41% nel mercato domestico, per il 45% in quello europeo e per il 14% in quello degli altri continenti.

Dal 2017, si fa notare, i ricavi delle vendite sono scesi di circa il 7 % ma la ripartizione è rimasta sostanzialmente invariata per il fatturato estero: 77% ottenuto nell’Unione europea, 23% nei Paesi extra Ue.

PROSPETTIVE 2019

Per quanto riguarda l’anno in corso, nel bilancio si legge che nei primi mesi dell’esercizio 2019 il fatturato risulta in calo dell’11% rispetto a quello dello stesso periodo del 2018, segnale di forte stagnazione del mercato europeo e in particolare della crisi data dal cambio rublo/euro. In flessione del 33% l’andamento degli ordini. Inoltre, si rilevano “potenziali ostacoli” per via della Brexit e si evidenzia di voler continuare “la politica di contenimento dei costi per migliorare la redditività”.

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