Economia

Libia, Tap, soia, Asi. Tutti i dossier Usa-Italia dopo il vertice alla Casa Bianca

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L’approfondimento di Marcello Bussi, giornalista di Mf/Milano Finanza, a latere dell’incontro fra Trump e Conte

L’attestato sperato è arrivato: «Riconosciamo la leadership italiana per quanto riguarda la Libia e l’Africa settentrionale», ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte.

Una svolta fondamentale per gli interessi energetici e non solo dell’Italia dopo gli anni bui seguiti alla guerra di Libia che nel 2011 portò alla deposizione e alla morte del colonnello Muammar Gheddafi. Sarà un caso ma proprio ieri l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi, era a Tripoli per incontrare il capo del Consiglio di Presidenza del Governo di unità nazionale Fayez al-Sarraj.

L’obiettivo è quello di mantenere il primato dell’Eni in terra libica contrastando le mire del gruppo francese Total. Non a caso ieri la stampa francese parlava con preoccupazione, indignazione e anche una malcelata invidia dell’incontro fra Conte e Trump alla Casa Bianca.

Il presidente francese Emmanuel Macron aveva tentato di diventare l’interlocutore privilegiato di Washington nell’Ue, ma sembra che questo ruolo ormai gli sia stato strappato dall’Italia. Se così fosse sarebbe una disfatta per Parigi, il dividendo della guerra fortemente voluta dal predecessore di Macron, Nicolas Sarkozy, sarebbe ben misero.

Se son rose fioriranno, con tutti i vantaggi economici che può offrire questa posizione di leadership nell’Africa settentrionale. Di certo Trump non ha risparmiato i complimenti al nuovo governo italiano, mettendo subito in chiaro una cosa: «Sono molto contento di quello che sta facendo l’Italia sull’immigrazione. Anche altri Paesi europei dovrebbero fare altrettanto», ha detto Trump. E anche su questo tema, Paese chiave è la Libia.

A proposito di energia, Trump ha sottolineato l’importanza di diversificare gli approvvigionamenti energetici. E quindi ha chiesto all’Italia di comprare il gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, auspicando inoltre che il Tap (il gasdotto trans-adriatico) venga realizzato. «Mi piacerebbe vedere un gasdotto concorrente e spero che ci riuscirai», ha detto rivolgendosi a Conte in conferenza stampa.

La preoccupazione di Trump è che l’Italia dipenda troppo dal gas russo. In quanto ai rapporti con Mosca, ci sono delle divergenza fra Roma e Washington. Trump ha ribadito che «le sanzioni alla Russia resteranno in vigore». Mentre Conte ha replicato che le sanzioni non possono essere tolte «dall’oggi al domani». Ma «essendo noi aperti, dobbiamo premurarci che queste sanzioni non colpiscano le piccole imprese russe e la classe media perché l’Italia ha un rapporto commerciale molto stretto da molto tempo. Le sanzioni contro Russa non sono un fine».

Forse in cuor suo Trump è d’accordo, ma si sa che a causa del Russiagate che continua a incombere sulla sua presidenza, quando si tratta dei rapporti con Mosca ha le mani un po’ legate. Trump ha poi dichiarato che «è ora di espandere il commercio tra Stati Uniti e Italia», sottolineando che «abbiamo un grosso deficit commerciale con l’Italia, 31 miliardi di dollari, lavoreremo su questo».

Sul tavolo resta sicuramente la questione delle importazioni dagli Usa di prodotti agricoli Ogm, con tutti i rischi sulla sopravvivenza economica dei piccoli agricoltori italiani. Di certo si tratterà duramente su questo tema.

Un po’ a sorpresa, Conte ha poi annunciato il rafforzamento della partnership fra Nasa e Agenzia Spaziale italiana (Asi), promettendo mirabolanti novità sul fronte dei collegamenti aerei con la produzione di nuovi velivoli.

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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