Economia

Leonardo, Poste, Eni. Chi salirà e chi scenderà con il rischio Italia. Report Mediobanca

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L’articolo di Roberta Castellarin, giornalista di Mf/Milano, su un report di Mediobanca Securities con valutazioni e scenari su gruppi italiani come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Leonardo (ex Finmeccanica), Poste Italiane, Eni e non solo

Quanto costa il rischio Italia a Piazza Affari? Secondo l’analisi condotta in un report di Mediobanca Securities, l’aumento dello spread di 100 punti base in due settimane si traduce in un aumento del cost of equity di100 punti base per le aziende esposte all’economia domestica.

IL REPORT DI MEDIOBANCA

Per gli analisti di Mediobanca questo si traduce in un taglio delle valutazioni in media dell’8%, in linea con la correzione registrata dal mercato dal 15 maggio scorso (-9%), che diventa -7,5% se rettificata con i dividendi.

LE BANCHE PENALIZZATE

Le società più penalizzate secondo gli esperti di piazzetta Cuccia saranno le banche di media dimensione, le società del risparmio gestito e le società immobiliari, qui la valutazione è tagliata rispettivamente dell’15% e dell’11%.

LE SOCIETA’ INDUSTRIALI OK

Mentre, dall’altra parte, le società industriali avranno un impatto minore (-6%), con gli industriali e i le società con marchi conosciuti che risultano meno esposti all’economia italiana (per entrambi il taglio è del 3%).

I TITOLI FINANZIARI

Per quanto riguarda i finanziari Mediobanca Securities sottolinea che il caso di investimento delle banche italiane sarebbe unico in Europa in assenza di shock macro. Il taglio dei costi e la normalizzazione dei bilanci (con riduzione della leva e dei rischi) potrebbe portare a una crescita degli utili per azioni a doppia cifra.

DOSSIER CREDITI

Questo poi potrebbe portare a una nuova stagione di M&A, perché i crediti deteriorati non sono più una pillola avvelenata. “Tuttavia l’incertezza politica è arrivata a creare problemi, portando a un ampliamento degli spread governativi, che potrebbe erodere i ratio Cet1 e comprimere i margini a causa di un maggior costo del funding”, si legge nel report. Da qui la scelta di rivedere le valutazioni dei titoli bancari.

I GIUDIZI DI MEDIOBANCA SU UNICREDIT E NON SOLO

Per Bper e Ubi il giudizio scende a neutral da Outperform e lo stesso accade a Poste Italiane ed Anima. Mentre gli esperti di Mediobanca Securities continuano a essere positivi su Unicredit, che non è immune alla risalita dello spread, ma permette l’esposizione al settore con un profilo più difensivo.

LO SCENARIO POLITICO

Gli analisti della sim di Mediobanca ricordano che il contesto macro continuerà essere guidato dall’incertezza politica, con spread elevati e il dibattito sulla sostenibilità finanziaria delle misure che Lega e Movimento 5 stelle difendono.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Da qui il consiglio di Mediobanca di ridurre l’esposizione ai finanziari con il giudizio sul settore che scende da outperform a neutral, mentre aumenta l’esposizione ad azioni raccomandate e che possono contare su altri driver di crescita.

ENI, LEONARDO-FINMECCANICA E NON SOLO

Queste azioni sono Eni, che può essere ben supportata dai prezzi del petrolio sopra i 65 dollari, Prysmian perché ha un profilo difensivo, Leonardo (ex Finmeccanica) che è sensibile all’aumento dei rischi geopolitici, Buzzi e Autogrill grazie alla forza del dollaro e Interpump in quanto esportatore di qualità. Infine gli esperti di Mediobanca tagliano il giudizio da outperform a neutral a Amplifon, Unieuro e Aeffe perché hanno meno appeal dopo il taglio ai target price.

(Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza)

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