Economia

Leonardo-Finmeccanica, Airbus e Dassault, ecco come farà Male il drone europeo

di

ALESSANDRO PROFUMO AD LEONARDO

In un quadro geopolitico in divenire, l’Europa tenta di consolidare la partnership militare fra alcuni Stati, in particolare Francia e Germania. Qualche giorno fa, al salone aeronautico di Berlino, è stato presentato il modello dell’Euro Male Rpas 2025, un drone che sarà sviluppato, oltre che dai due principali Stati dell’Unione, anche da Italia e Spagna.

GERMANIA E FRANCIA ALLA GUIDA STRATEGICA DELL’UE

Ma il Male rappresenta solo un terzo dell’accordo che lega Parigi e Berlino, che hanno in programma anche lo sviluppo del Future Combat Air Systems (FCAS) e del Future Maritime Airborne Warfare Systems, due sistemi complessi di difesa d’aviazione e marittimi. Comprendono, tra l’altro, lo sviluppo di aerei con e senza pilota, in cui Francia e Germania si sono impegnate in una partnership che dovrebbe perdurare per alcune decadi.

Si tratta di una svolta significativa che pone fine a 33 anni di competizione diretta fra i due simboli dell’aviazione europea, l’Eurofighter, sviluppato da Regno Unito, Germania, Italia e Spagna, e il Dassault Rafale voluto dalla Francia, che nel 1985 si era sfilata dal programma comune di un caccia europeo.

Una collaborazione, quella franco-tedesca, che nell’ambito dell’UE consolida il ruolo di guida – non solo politica ma anche strategica, a questo punto – di Parigi e Berlino, rafforzato dall’uscita del Regno Unito dai Ventotto. E l’Italia? Non è escluso che possa collaborare anch’essa al FCAS, ma soltanto in futuro, una volta che i dettagli saranno definiti.

IL DRONE EUROPEO MALE

Un progetto nel quale il nostro paese ha già un ruolo è l’Euro Male Rpas 2025, che punta allo sviluppo del drone europeo. Capofila è la Germania con Airbus, a cui si affiancheranno la Francia con Dassault e, appunto, l’Italia con Leonardo, ex Finmeccanica. Le aziende si sono aggiudicate lo studio di fattibilità, finanziato da 100 milioni di fondi europei. Successivamente nel progetto si è inserita la Spagna.

Il Male Rpas (che sta per Medium-Altitude Long-Endurance Remotely Piloted Air System) sarà un drone – dunque un velivolo privo di pilota comandato a distanza – con compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione, da utilizzare sia in ambito militare che civile.

I prossimi passaggi sono il completamento dello studio di definizione (iniziato lo scorso gennaio) e poi, nel 2019, l’avvio dello sviluppo vero e proprio (che cuberà circa un miliardo), con l’obiettivo di rendere il drone operativo nel 2025.

GLI INTERESSI DI LEONARDO ED ELETTRONICA

L’Italia, tramite Leonardo, punta ad accaparrarsi il 25% della produzione industriale, per cui si prevede uno stanziamento di svariati miliardi di euro.

Il progetto prevede il coinvolgimento di altri partner, in particolare per la parte elettronica, che si baserà su tecnologie digitali legate a intelligenza artificiale, big data, connettività e cybersecurity.

Fra le aziende già uscite allo scoperto figurano l’italiana Elettronica, la tedesca Hensoldt, la spagnola Indra e la francese Thales.

IL FCAS, NATO PER SUPERARE L’EUROFIGHTER

Il FCAS, invece, prevede un complesso di aerei da caccia, droni da combattimento, sistemi missilistici e sciami di piccoli droni interconnessi con satelliti, con i network NATO e con i sistemi di difesa navali e terrestri degli alleati.

In questo caso la guida della partnership bilaterale franco-tedesca è affidato a Parigi. Scrive Defense-Aerospace.com che Dassault è stata scelta «per la sua maggior capacità rispetto a tutti i competitor di sviluppare e produrre aerei da combattimento entro i budget e nei tempi stabiliti, per il suo know-how e per il suo approccio al business semplice e immediato». Il Ceo di Dassault Aviation ha dichiarato che «la roadmap congiunta prevede lo sviluppo delle prime simulazioni del programma a partire dal 2025». FCAS dovrebbe portare al superamento dell’attuale sistema difensivo europeo, e i documenti programmatici francesi ipotizzano un rimpiazzamento del Rafale e dell’Eurofighter nel 2040.

Per il momento dal progetto FCAS sono esclusi altri Paesi. Scrive Defense-Aerospace che «oggi la priorità è assicurare al progetto una solida base franco-tedesca prima di allargarlo ad altri partner». Il Ceo della svedese Saab Hakan Buskhe ha dichiarato che l’azienda sta «seguendo da vicino l’evoluzione della collaborazione franco-tedesca, senza chiudere nessuna porta». Tuttavia, un portavoce dell’azienda ha successivamente aggiunto che ipotizzare un interesse di Saab nel FCAS sarebbe «guardare troppo avanti».


ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati