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Sole 24 Ore Formazione

Le tesi-boomerang del professor Fabbrini della Luiss contro Borghi e Salvini

Che cosa scrive e che cosa sbaglia il professore e politologo della Luiss, Sergio Fabbrini. Il commento di Liturri

Oggi sul Sole 24 Ore è arrivato il professor Sergio Fabbrini ad impartire una lezione sul tema della sovranità al senatore Claudio Borghi e al ministro Matteo Salvini.

Peccato che, a mio sommesso parere, la dotta disquisizione del professore e politologo della Luiss finisca per diventare un clamoroso boomerang.

Perché fornisce egli stesso gli argomenti per confutare in radice il concetto di sovranità europea che, proprio per come lui la descrive, è sostanzialmente eversiva del nostro assetto costituzionale.

Secondo il Nostro, In tema di sovranità esistono il “modello di Vestfalia” e il “modello di Filadelfia”. Il primo, secondo cui la sovranità è unica e indivisibile, vede tutti i poteri concentrati in un unico livello istituzionale, il secondo si caratterizza per lo spacchettamento di poteri su più livelli, in particolare quello federale e quello statale.

Quindi è possibile dividere la sovranità per tipologia dei poteri esercitati? Certamente sì, sia in concreto che in astratto.

Ma al professore sfugge (ma lo sa, e finge di non saperlo) che tale divisione della sovranità avviene all’interno di un assetto federale. Egli stesso ci dice che il modello di Filadelfia origina proprio dalle discussioni sorte nella fase costitutiva degli Usa. E, in tutta evidenza, la Ue non è una federazione di Stati. Non è gli Usa. Né probabilmente lo sarà mai. Allora che senso ha portare tale esempio e giustificare che tale spacchettamento della sovranità possa e debba avvenire anche nella Ue?

Solo un clamoroso autogol. Che equivale a pretendere di fare correre un’auto da corsa su una strada dissestata, solo perché su un circuito automobilistico è velocissima. Se si vuole dividere la sovranità su più livelli, prima si crei uno Stato federale, altrimenti applicare la divisione di sovranità agli stati membri della Ue è un semplice non sequitur. Un mostro giuridico.

Inoltre, quando Fabbrini stesso ricorda che una sovranità statale si caratterizza per il collegamento con un territorio e con una infrastruttura giuridica, dimentica di aggiungere che alla Ue manca il pilastro principale di quella infrastruttura: una Carta Costituzionale. E allora che sovranità può permettersi di detenere, se alla Ue manca perfino la Costituzione? Così Fabbrini fornisce incredibilmente argomenti a coloro a cui vuole impartire lezioni.

Grazie al professor Fabbrini, oggi abbiamo imparato che, in assenza di Stato federale, non siamo in presenza di divisione di sovranità ma di furto di sovranità. Per la contraddizion che nol consente.

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