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Le news su Rai, Repubblica, Tempo, Dagospia e non solo

Che cosa si dice e che cosa non si dice su Rai, Repubblica, Tempo, Dagospia, Vaticano e non solo. Pillole di rassegna stampa

 

MERAVIGLIOSAMENTE RAI

 

LA REPUBBLICA DEL MELONIANO FAVA

 

I SALUTARI COMMENTI DEL TEMPO DEGLI ANGELUCCI

 

MISTERO PADELLARO

 

DAGOSPIA SLURP SLURP

 

CARA ELLY TI SCRIVO

 

LE SINERGIE GEDI-LEONARDO

 

I CALTAGIRONE IN CALTAGIRONE

 

AIUTIAMO I KIWI

 

CARTOLINA DAL VATICANO

 

CARTOLINA DALL’UCRAINA

 

CARTOLINA DALLA FRANCIA

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

 

GIORNALISMI

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO:

Lo schema è sempre lo stesso: i pesci grossi fanno man bassa, ai piccoli restano solo le briciole – quando va bene. Il tema è quello degli aiuti di Stato all’editoria, sia essa cartacea, digitale o radio-tv. La misura in questione non è quella relativa ai sussidi diretti a fondo perduto, ma ai 7,5 milioni lordi di sussidi all’innovazione tecnologica.

Su 28 imprese che hanno fatto domanda, una non è stata ammessa per problemi di documentazione. Le altre 27 si sono divise poco meno di 7,3 milioni lordi, pari a 7 al netto dell’Ires. E qui scattano le dolenti note: su 27 gruppi beneficiati, 6 si sono spartiti quasi il 73% della somma complessiva. Si tratta dei tre principali editori della carta stampata e delle tre maggiori agenzie di stampa nazionali. Al gruppo Gedi sono andati quasi 1,58 milioni netti (il 22,5% del totale), a Rcs poco meno di 964 mila euro (il 13,8%) e al Sole 24 Ore 712 mila euro (10,2%). L’agenzia Agi (che Eni vuol vendere, con unico pretendente sinora la famiglia Angelucci), ha ottenuto 709 mila euro (10,1%), l’Ansa 656 mila euro (9,4%) e AdnKronos 472 mila euro (6,7%). Agli altri concorrenti, per la gran parte piccole realtà editoriali quasi tutte locali, sono rimasti da spartirsi poco più di 1,91 milioni, in media 100 mila euro ad azienda.

“Siamo alle solite. Su 27 beneficiari ai primi 10 vengono erogati più dell’85% del totale dei contributi. Per contro, alle uniche due testate all digital dell’elenco sono andati complessivamente poco più di 80 mila euro, l’1,1% del totale”, spiega Pier Luca Santoro, project manager di Datamediahub e consulente di marketing e comunicazione.

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