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Angelini

La saga degli Angelini

Articoli ed elegie per Angelini Industries su giornali, giornaloni e giornalini. Ottimo mix di comunicazione e marketing. La lettera di Claudio Trezzano

Caro direttore,

non so se anche tu, come me, ti stai appassionando alla saga della famiglia Angelini, che non ha nulla da invidiare a quella nuova serie TV, Yellowstone (e spin off e sequel vari) di cui parlano tutti (mandata eccezionalmente in chiaro pure sulla rete di Urbano Cairo, La7, che di solito ospita solo i tg di Mentana e gli speciali di Mentana).

O, se vogliamo, ricorda pure molto un’altra telenovela di successo che ruotava attorno vicissitudini familiari: Dynasty. Archiviate (spero) le chiacchiere sul testamento di Silvio Berlusconi, sono giorni che soprattutto le testate online mi inseguono per raccontarmi delle vicissitudini della famiglia Angelini. Sì, quella dei medicinali. Sarà l’algoritmo del tuo motore di ricerca che si fa di tachipirina, dirai tu. No, perché pure i quotidiani cartacei raccontano fin nel dettaglio la querelle giudiziaria che coinvolge il parentado Angelini.

Le cronache raccontano che il Tribunale di Velletri ha nominato la figlia minore, Thea Paola, 37 anni, amministratrice di sostegno del patrimonio del patron Francesco, 78 anni, da anni affetto da grave deficit neurocognitivo. Facendo così infuriare la sorella, Maria Gioella, 50 anni, che chiedeva la nomina di un amministratore terzo, in quanto a suo dire la sorella sarebbe in «conflitto di interesse» essendo socia di maggioranza della società.

Ammetto che la vicenda soddisfi quella curiosità da vicino ficcanaso sempre pronto a origliare quando i dirimpettai litigano che alberga in ciascuno di noi. Non è mai bello quando in famiglia ci si trascina in tribunale: anzi, fossi un investitore mi porrei qualche domanda su ciò che sta accadendo ai vertici. Anche perché come spiegherò a breve quella non è stata l’unica guerra a colpi di carte bollate. Come poi si possa ravvisare un conflitto di interessi tra la carica di amministratrice di sostegno e l’essere soci di maggioranza di società mi incuriosisce parecchio: sono due posizioni che, almeno in linea teorica, dovrebbero saldarsi e rinsaldarsi vicendevolmente, no? Ma io non sono un giurista doc e dunque mi pongono solo interrogativi

Del resto come ha scritto il giudice «solo per gravi motivazioni si può disattendere la designazione operata dal beneficiario», mentre «l’attuale assetto societario scaturisce da una precisa volontà del beneficiario attuata tra il 2015 e il 2018». Non sarà che questa causa tra sorelle sia stata forse pretestuosa? Ah saperlo, direbbe Dagospia.

Probabilmente sì, anche perché il Corriere della Sera poi ricorda: “A suo tempo la designazione come nuova guida del gruppo della più giovane delle tre sorelle (nate da madri diverse) fu salutata come un virtuoso cambio generazionale. A Thea Paola venne assegnato il 68% del gruppo, mentre il 16% ciascuna era andato alle altre sorelle. Ma se una delle due aveva accettato le volontà paterne, Maria Gioella era passata alla carta bollata, denunciando per circonvenzione di incapace Thea Paola e suo marito, Sergio Marullo di Condoianni, vice presidente ed amministratore delegato del gruppo”.

Un altro ingrediente necessario per un plot da sceneggiato televisivo è il mistero. Ricordavo di aver letto questo, esattamente un anno fa: “Angelini incapace di intendere e volere, arriva la smentita: “Notizie false”. Il colosso farmaceutico replica alle notizie di stampa secondo cui il tribunale di Velletri avrebbe stabilito che Angelini necessiterebbe di un ad di sostegno”. La nota della società era interessante in quanto aggiungeva altri elementi: “Smentiamo con decisione le notizie false relative al Gruppo e ai suoi azionisti pubblicate oggi da alcuni organi di stampa. In particolare, la sentenza emessa il 30 settembre 2022 dal Tribunale di Velletri rigetta in toto la richiesta di interdizione per Francesco Angelini presentata dalla figlia Maria Gioella Angelini. Il recente pronunciamento in sede civile fa seguito a quello in sede penale che lo scorso anno ha sancito con decreto di archiviazione definitiva l’infondatezza delle accuse e, quindi, la capacità di intendere e volere e di autodeterminarsi di Francesco Angelini. I procedimenti giudiziari intentati non hanno alcun impatto sulla governance di Angelini Industries”.

Come vedi gli ingredienti per una fiction ci sono tutti.

La campagna corporate che sta tappezzando siti e giornali

E si accompagnano all’improvvisa decisione della società di raccontarsi (pensa, io nemmeno sapevo si chiamasse Angelini Industries). Una campagna marketing che ha probabilmente come obiettivo quello di mettere in ombra il baccano famigliare: so che aborri le dietrologie ma certo la coincidenza (casuale?) l’avrai notata anche tu, visto che anche solo per dovere devi leggere o quanto meno sfogliare o compulsare testate di carta e giornali web.

Leggo infatti che proprio tre settimane fa l’azienda ha lanciato una nuova campagna corporate, che è poi quella che compare ovunque: su siti, giornali. Ti allego una foto a questa mail anche se sicuramente la avrai vista. “Puntando sul claim “Piacere, siamo Angelini Industries” – leggo dal comunicato stampa pubblicato sul meraviglioso sito della società – la campagna si articola in quattro soggetti diversi pensati per valorizzare il percorso evolutivo del gruppo che, nato come laboratorio farmaceutico ad Ancona oltre un secolo fa, opera oggi nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo in 21 paesi del mondo”.

E, ancora: “Giocando sui diversi elementi testuali, il layout della campagna contiene per tre dei quattro soggetti previsti, il richiamo, nel sub title del claim e nel visual, a un settore particolare (“Quelli del pharma”, “Quelli dei prodotti di largo consumo” e “Quelli della tecnologia industriale”) seguito da un ulteriore riferimento, racchiuso nell’abbraccio simbolo del logo di Angelini Industries, agli altri ambiti operativi. Nel caso del soggetto dedicato al gruppo nel suo complesso, invece, il sub title si estende a tutti i settori, diventando “Quelli della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo”.

Io avrei detto piuttosto “quelli della telenovela familiare”. Non contento e convinto di aver letto davvero tanto nell’ultimo periodo degli Angelini ho fatto un giochino: ho inserito “Angelini Industries” su Google, filtrando le sole notizie. Sai cosa mi è apparso?

Angelini Industries, impianto di S.Giovanni Teatino cuore pulsante della multinazionale – del 2 settembre 2023 su AdnKronos

Angelini industries lancia un progetto per inserire giovani talenti Stem – del 14 settembre 2023 sul Sole 24 Ore

Angelini assume giovani esperti in trasformazione digitale – del 18 settembre 2023 sulla Stampa

Angelini Industries si rafforza in tecnologia industriale: investimenti in Italia e Usa – del 22 settembre 2023 su AdnKronos

Angelini, Urso: “Eccellenza italiana che coniuga etica, sostenibilità e ricerca” – del 22 settembre 2023 su AdnKronos

Angelini, Marullo di Condojanni: “600 milioni per polo tecnologico e ingegneristico italiano riconosciuto nel mondo” – del 22 settembre 2023 sul Sole 24 Ore

Gruppo industriale Angelini: 600 milioni di investimenti per crescere nei settori della robotica e dell’automazione – del 25 settembre 2023 sul Sole 24 Ore

Angelini Industries cresce: “Investiamo in tecnologia” – del 25 settembre 2023 su QN

Paolo Di Giorgio (Angelini Ventures): cosa abbiamo fatto nel primo anno di attività – dell’11 ottobre 2023 su EconomyUp

Al netto dei lanci d’agenzia di AdnKronos, probabilmente dovuti vista la recente visita di Urso all’impianto, ho come l’impressione che si sia di fronte a un martellamento mediatico senza pari. Più in famiglia si litiga e più la società fa campagne marketing.

Io sono già a un passo dall’indigestione, chissà se in Angelini faranno qualche farmaco per calmare lo stomaco…

Cordiali saluti

Claudio Trezzano

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