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Giannini

La Repubblica, La Stampa, Massimo Giannini e l’ingratitudine

Carriera e curiosità su Massimo Giannini, che dopo la direzione del quotidiano La Stampa torna a Repubblica come editorialista. Ma Giannini non ha iniziato nella galassia editoriale di Repubblica...

 

Massimo Giannini torna da editorialista al quotidiano la Repubblica, dopo la fine della direzione de La Stampa. Dunque un movimento tutto interno al gruppo Gedi, con il quotidiano torinese destinato a diventare solo un giornale regionale abbandonando velleità nazionali con la direzione di Andrea Malaguti, come si evince anche dalla comunicazione del gruppo Gedi: “Malaguti assume l’incarico con il compito di imprimere ulteriore slancio al processo di innovazione in atto, ponendo particolare cura nel rafforzare il legame unico tra la Stampa e i lettori del suo territorio, nel rispetto della migliore tradizione editoriale del giornale”, ha messo nero su bianco l’azienda controllata da Exor di John Elkann.

Ma la carriera di Massimo Giannini non è iniziata a Repubblica. I primi passi nel giornalismo li ha mossi a Economia e Tributi, un settimanale del gruppo Sole24Ore. Lì Giannini arriva nel 1986: un anno e spiccioli da collaboratore e poi il contratto d’assunzione, da “praticante”.

Nel 1988 si aprono le porte di Repubblica e al quotidiano allora diretto da Eugenio Scalfari sarebbe entrato da praticante, se il direttore di Economia e Tributi non gli avesse fatto un “regalo” ovvero una dichiarazione che, retrodatando l’inizio del praticantato (allora era permesso), gli consentì di sostenere l’esame di Stato per diventare giornalista professionista con alcuni mesi d’anticipo.

Un favore non da poco, che ha garantito all’ormai ex direttore della Stampa di entrare a Repubblica con una qualifica superiore, quindi uno stipendio più alto e, soprattutto, la strada molto più in discesa per una brillante e meritata carriera, anche se a La Stampa non esce trionfalmente visto il calo delle copie patito dal giornale (calo comune peraltro a quasi tutti i giornali di carta), rinfacciato in tv anche dal leader di Azione, Carlo Calenda.

Peccato che del suo primo direttore, scomparso una quindicina di anni fa, Giannini non si sia mai più ricordato: mai una telefonata, mai un ricordo in pubblico. «L’ingratitudine umana, del resto, è più grande della misericordia di Dio», amava ripetere quel direttore.

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