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Kedrion, tutte le novità fra Cdp, Permira e Marcucci

Cassa Depositi E Prestiti

Permira prenderà il controllo di Kedrion (controllata dalla famiglia Marcucci, Fsi e Cdp Equity) che, unendosi con Bio Products Laboratory, mira a diventare uno dei big mondiali nel settore dei plasmaderivati

 

Il private equity Permira (i cui fondi sono affiancati dall’Abu Dhabi Investment Authority) sta per prendere il controllo del gruppo toscano Kedrion, focalizzato sui prodotti terapeutici plasmaderivati, e di Bio Products Laboratory (BPL), specializzato nel comparto delle malattie rare.

L’obiettivo, scrive Radiocor, è quello di “integrare le due aziende rendendole un’unica entità con un fatturato 2021 di 1,1 miliardi di euro e quasi 4 mila addetti”.

COSA FA KEDRION

Kedrion, azienda italiana tra i leader globali nel settore dei plasmaderivati, è stata fondata nel 2001 da Guelfo Marcucci, padre dell’attuale senatore del Pd Andrea, il quale ne è stato prima amministratore delegato fino al 2006 e poi consigliere. Suo fratello Paolo è il presidente della società.

Il gruppo produce e distribuisce farmaci plasmaderivati, ovvero sviluppati dalle proteine estratte dal plasma umano e utilizzati per trattare pazienti affetti da emofilia, immunodeficienze primarie, neuropatie, malattie infettive e altre gravi patologie. ​

Kedrion si avvale di 6 stabilimenti (4 in Italia, 1 negli Stati Uniti, 1 in Ungheria) e di circa 30 centri di raccolta di plasma di proprietà situati negli Stati Uniti, che è il principale mercato.​ La società commercializza i prodotti in oltre 100 Paesi (l’80% dei ricavi è generato all’estero) e impiega un totale di circa 2.600 dipendenti, di cui più o meno 1.100 in Italia.

IL FUTURO DI KEDRION

Secondo Cassa depositi e prestiti (Cdp), “la cessione della partecipazione […] rappresenta per Kedrion un’ulteriore opportunità di sviluppo sui mercati internazionali. Permira si è impegnata a sostenere lo sviluppo industriale di Kedrion con investimenti da destinare alle attività di produzione e di ricerca e sviluppo sul territorio italiano”, si legge in una nota del gruppo controllato dal ministero dell’Economia.

“Con l’acquisizione di Bpl – scrive Il Sole24Ore – proprio la nuova realtà combinata diventerà uno dei big mondiali nel settore dei plasmaderivati, superando la soglia di oltre un miliardo di euro di fatturato”.

CHI COMPONE(VA) L’AZIONARIATO DI KEDRION

L’azionariato di Kedrion, ricorda Borsa Italiana, era composto da Fsi Investimenti (24%), da Cdp Equity (25%) e dalla famiglia Marcucci.

IL RIASSETTO AZIONARIO

“Secondo indiscrezioni – si legge sul quotidiano economico – la famiglia Marcucci, Fsi e Cdp Equity dovrebbero restare al 36% della nuova compagine frutto dell’unione Kedrion e Bpl. La famiglia fondatrice avrà la fetta maggiore di questa quota, seguita da Fsi e Cdp. Permira invece avrà il controllo, cioè il 64% dell’entità combinata. Con il ruolo di coinvestitore di minoranza potrebbe esserci anche il fondo sovrano Adia”.

COSA FARÀ CDP

Una nota di Cdp fa sapere che il suo consiglio di amministrazione “valuterà l’esercizio dell’opzione di reinvestimento per avere una partecipazione nel capitale del nuovo polo paneuropeo che nascerà dall’integrazione tra la stessa Kedrion e il gruppo inglese Bpl, quest’ultimo oggetto di una contestuale acquisizione e integrazione industriale con l’azienda italiana”.

Per Cdp, la cessione attuale della quota “è in linea con il Piano Strategico 2022-24 ed in particolare con il principio della rotazione del capitale, ovvero la valutazione di potenziali opzioni di razionalizzazione del portafoglio partecipativo esistente una volta raggiunti gli obiettivi dell’intervento realizzato”.

“Nei 10 anni in cui Cdp Equity è stata azionista, – prosegue la nota – la società ha potuto raddoppiare il giro d’affari consolidato, incrementare i ricavi sui mercati internazionali, saliti dal 46% al 78%, e accrescere in maniera consistente l’organico”.

IL COMMENTO DI FSI

“In dieci anni – ha dichiarato l’amministratore delegato di Fsi Maurizio Tamagnini – Kedrion ha quadruplicato la sua dimensione, con oltre l’80% all’estero ed una significativa presenza negli Stati Uniti. Questo investimento testimonia il ruolo di Fsi come partner di imprenditori familiari coraggiosi che aprono il capitale ad un fondo paziente per la crescita trasformazionale”.

IL COMMENTO DI PERMIRA

“Questo investimento si inserisce perfettamente nel segmento Specialty Pharma della nostra strategia: sostenere realtà altamente specializzate in aree terapeutiche attrattive e resilienti. Insieme, le due aziende disporranno di un portfolio significativo di prodotti farmaceutici in grado di aiutare i pazienti con disturbi del sistema immunitario o della coagulazione” ha commentato Silvia Oteri, Head of Healthcare di Permira.

CHI HA ASSISTITO L’OPERAZIONE

Nell’operazione, fa sapere l’agenzia del Sole 24 Ore, Radiocor, i fondi Permira sono stati assistiti da Morgan Stanley, EY, Latham & Watkins, Giliberti e Triscornia e Associati. Gli azionisti di Kedrion sono stati assistiti da Lazard, Natixis, Carnelutti e Pedersoli. BofA Securities e Goodwin Procter sono stati advisor di BPL e di TII, azionista unico di BPL.

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