Innovazione

Aifa, Iss, Pisa e Kedrion. Tutti i subbugli sulla terapia al plasma

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La scelta di Pisa da parte di Aifa e Iss sulla terapia al plasma. Il ruolo di Kedrion. La sortita a sorpresa di Scaccabarozzi (Farmindustria) in Parlamento. E le polemiche

La terapia al plasma iperimmune diventa un business. Anche proficuo se la sperimentazione che Aifa ed Iss hanno autorizzato, con capofila l’azienda ospedaliera di Pisa, dovesse dare buoni risultati. Meglio, se la sperimentazione dovesse replicare i risultati già ottenuti in una sperimentazione (poco considerata da Aifa ed Iss) avviata da Pavia e Mantova.

Se la plasmo-terapia funzionerà, infatti, si potrà passare alla fase 2, con la Kedrion, società guidata da Paolo Marcucci, fratello del senatore del Pd Andrea Marcucci, che entrerà in partita per dare vita al plasma iperimmunte industriale, come fa notare il Giornale.

Andiamo per gradi.

LA SPERIMENTAZIONE AVVIATA DA AIFA ED ISS

Facciamo un passo indietro. Pionieri della terapia al plasma sono i professori Cesare Perotti, del Policlinico San Matteo di Pavia, e Giuseppe De Donno, direttore della struttura complessa di pneumologia e unità di terapia intensiva respiratoria Ospedale Carlo Poma di Mantova. I due nosocomi hanno collaborato ad una sperimentazione su 48 pazienti affetti da coronavirus. Tutti guariti.

I buoni risultati, più volte sbandierati in Tv e sui quotidiani, soprattutto da Giuseppe De Donno che più volte ha sottolineato di essere stato snobbato dalle istituzioni sul tema, hanno spinto Aifa ed Iss ad avviare una sperimentazione nazionale.

PISA CAPOFILA

A sorpresa, come capofila del progetto viene scelto il progetto Tsunami, il cui protocollo è guidato dal reparto Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e dal professor Francesco Menichetti. Azienda universitaria dove è anche professore l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco.

Il protocollo ha guarito solo 2 pazienti.

L’AUDIZIONE AL SENATO

Di terapia al plasma si è parlato anche in una audizione del Senato cui ha partecipato Giuseppe De Donno (qui le sue accuse), che non è stato inserito nel Comitato Scientifico dello studio avviato da Aifa e Iss.

Nella stessa audizione (prima dell’intervento di De Donno), a sorpresa il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, prima di intervenire, cede la parola al toscano Paolo Marcucci (non era previsto un suo intervento, aggiunge il Giornale, amministratore delegato di Kedrion Biopharma. L’azienda lavora da sempre con i plasmaderivati e in queste settimane ha seguito le sperimentazioni avviata dai singoli nosocomi, fornendo gratuitamente la strumentazione e i kit di consumo per l’inattivazione virale del plasma e lavorando “a fianco del Centro nazionale del sangue contro il contagio”, spiega Marcucci.

IL POST SPERIMENTAZIONE

L’interesse della Kedrion si spiega con quello che potrebbe essere il “post” sperimentazione. Sì, perché se il plasma funziona la società della famiglia Marcucci, nel proprio stabilimento di Napoli Sant’Antimo, avvierà la raccolta del plasma dei donatori italiani per trasformarlo, in “conto lavorazione” in plasma iperimmune industriale, come spiegato da Marcucci in audizione. “Così si eviterà di eseguire l’inattivazione virale nei singoli centri che è un’inattivazione comunque artigianale, costosa e adatta solo alla sperimentazione”, (De Donno sostiene, invece il contrario, ovvero che la terapia non è costosa e che può essere replicata anche in altri centri).

UNA TERZA FASE

A questa seconda fase, poi, dovrebbe anche seguirne una terza che prevede l’avvio di una produzione di gammaglobuline imperimmuni in collaborazione con l’israeliana Kamada. Il prodotto dovrebbe arrivare sul mercato per ottobre.

“Insomma, il plasma donato gratuitamente dai convalescenti italiani diventerà un prodotto industriale di un’azienda privata che, evidentemente, non lavorerà gratis”, scrive il Giornale.

KEDRION

L’azienda Kedrion, partecipata da Cdp Equity, fondata nel 2001 e specializzata in produzione e distribuzione di prodotti medicinali derivati da plasma umano, è guidata da Paolo Marcucci, fratello maggiore di Andrea Marcucci, già renziano, ora senatore per il Pd, consigliere ai conti di Kedrion e in passato anche dirigente dell’azienda.

L’azienda Ospedaliera di Pisa si trova in una regione a guida Pd (il governatore Enrico Rossi ha anche minacciato di querelare De Donno che più volte ha detto che la scelta non si basa su motivazioni scientifiche). “Al protocollo aderiscono quattro Regioni, tutte a guida Pd. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze”, ha chiosato il Giornale.

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