Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi e Banco Bpm. Ecco le pagelline dell’Eba con gli stress test

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Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi e Banco Bpm hanno superato gli stress test dell’Eba.

ECCO CHE COSA HA SCRITTO IL MESSAGGERO SU INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, UBI E BANCO BPM

E’ quello che ha anticipato oggi il quotidiano il Messaggero, secondo cui Intesa Sanpaolo è la banca tra le italiane che per la quinta volta si conferma la migliore negli stress test. Unicredit dovrebbe posizionarsi al secondo posto; nel 2016 era terza, grazie alla maxi-ricapitalizzazione da 13 miliardi lanciata dall’ad Jean-Pierre Mustier. Terza Ubi Banca, con un risultato che, come per Banco Bpm, dovrebbe risentire di un’applicazione cervellotica di certe variabili macroeconomiche delle prove stressate. Quarta Banco Bpm, anch’essa oggetto di una discutibile decisione di Francoforte su come contabilizzare certe grandezze.

L’ANALISI DI MILANO FINANZA

“Non si tratta di una vera e propria promozione, in quanto in questa tornata di esami non ci saranno promossi e bocciati, ma quello che si può già anticipare è che dall’esame non emergeranno particolari problemi per le banche italiane. Una buona notizia in quanto è un appuntamento importante, sebbene non esaustivo, per valutare la salute di queste realtà”, ha scritto Mf/Milano Finanza.

COME FUNZIONANO I TEST

Ma su che cosa si basano i test dell’Eba? L’esame si fonda sulle ipotesi di recessione, ma anche sulle proiezioni per il triennio dell’aumento della disoccupazione, di un’inflazione più bassa, e di prezzi residenziali notevolmente inferiori rispetto alle aspettative. I risultati guideranno i regolatori nel fissare i requisiti di capitale per le singole banche: domani, infatti, non ci sarà una pagella finale con giudizi di promozione o bocciatura.

ECCO LE BASI DEGLI STRESS TEST EBA

Commenta Mf: “Almeno formalmente nessuna banca verrà bocciata in quanto non è prevista una soglia di capitale da oltrepassare. I risultati dello scenario avverso (e quelli in contemporanea della Bce sulle altre banche) permetteranno però ai regolatori di avanzare le richieste di Srep (ovvero requisiti minimi patrimoniali) da presentare alle singole realtà a inizio dicembre. Se il Cet 1 di qualche banca non risponderà ai livelli minimi, si prenderanno provvedimenti”.

LA PAROLA AGLI ANALISTI

“Riteniamo che le banche europee, in generale, dovrebbero essere meglio preparate rispetto ai turni precedenti perché hanno cuscini di capitale più forti e basi patrimoniali meno a rischio”, ha detto l’analista Bernd Ackermann. Tuttavia gli esperti giudicano questi test più severi in quanto rispetto a due anni fa c’è da considerare il calcolo Ifrs 9, che prevede l’accantonamento totale delle perdite presunte fin dal primo anno.

CHE COSA SUCCEDE A CARIGE IN BORSA

Non mancano i trambusti in casa di Carige. Titolo Carige debole a Piazza Affari dopo che il Sole 24 Ore ha scritto che il Cet1 della banca ligure, soggetta agli stress test semplificati della Bce, sarebbe sceso sotto il 5,5% nello scenario avverso, soglia che in passato rappresentava il cuscinetto minimo di capitale da conservare per passare il test. L’esito degli stress test condotti direttamente dalla Bce – che oltre a Carige riguardano Mediobanca, Iccrea, Bper, Credem, Popolare di Sondrio – non verrà reso noto al mercato né determinerà bocciature, come detto.

LE PAROLE DI GIORGETTI

“Ritengo che lo Stato debba fare la sua parte, visto che il credito e il risparmio sono protetti dalla Costituzione. Lo dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti nel libro di Bruno Vespa. “Lo Stato deve perciò ricapitalizzare lebanche che ne hanno bisogno, salvo uscire quando si sono risanate. Si e’ fatto spesso storicamente, nei momenti di crisi finanziaria. Lo hanno fatto in abbondanza americani e inglesi. La Germania ha stabilito regole europee per tutelarsi in tempo”.

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