Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca, Banco Bpm. Ecco i prossimi passi dopo gli stress test

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Ecco obbiettivi, sfide e problemi delle maggiori banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Banco Bpm dopo i risultati degli stress test Eba-Bce. L’intervento del segretario generale Uilca Massimo Masi

Gli esiti degli stress test hanno determinato un risultato molto positivo per le 4 banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi e Banco Bpm).

RISULTATI E SFIDE PER INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, BANCO BPM E UBI BANCA

Siamo molto contenti di questo risultato, che sarebbe stato ancora migliore se Ubi e Banco Bpm non fossero state penalizzate da criteri contabili adottati dalla BCE. Questo dimostra, ancora una volta, come il sistema bancario italiano sia sano e come la ricapitalizzazione delle banche sia avvenuto senza l’intervento massivo dello Stato come successo in Francia, Spagna e Germania.

GLI SCENARI PER LE BANCHE ITALIANE

Ora, dobbiamo guardare al futuro, alle prossime sfide che le banche italiane dovranno affrontare: digitalizzazione, concorrenza con soggetti non creditizi, confronto con economie che vanno più veloci della nostra.

LA POSIZIONE DELLA UILCA

Ma se questo buon risultato è stato raggiunto la Uilca ci tiene ad evidenziare anche i pesanti costi e sacrifici che le Lavoratrici e i Lavoratori delle banche hanno dovuto sostenere in questi anni: esodi che hanno interessato oltre 50.000 lavoratori, assunzioni che non hanno consentito un ripristino degli organici soprattutto nelle filiali, pressioni commerciali fortissime, chiusura degli sportelli che ha comportato un aumento incredibile della mobilità.

IL RINNOVO DEL CONTRATTO

Ecco perché il rinnovo del CCNL che scadrà il 31/12/2018 dovrà tenere conto di questi sacrifici e la richiesta economica sarà determinata non solo dal recupero inflattivo ma anche come giusta compensazione della strenua difesa del sistema da parte dei lavoratori, non dimenticando le richieste che devono servire a migliorare la qualità del lavoro, la conciliazione dei tempi di vita, la professionalità delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

LE POLITICHE COMMERCIALI

Ma le politiche contro le pressioni commerciali dovranno trovare riscontro anche nel rinnovo del CCNL. Il Presidente dell’Abi Antonio Patuelli nel corso della celebrazione del 94° anniversario della giornata mondiale del risparmio ha affermato che “L’etica deve sovrastare le regole stesse. Molto importante è la piena attuazione dell’accordo tra Abi e sindacati bancari sulle indebite pressioni commerciali”.

LE PAROLE DI PATUELLI E GLI SCIOPERI IN UNICREDIT

Ringrazio il Presidente per quanto affermato ma occorre passare dalle parole ai fatti, dagli accordi alla loro applicazione, il tragitto non è breve, anzi diventa ogni giorno più impervio. Constatiamo che la Commissione Nazionale è ferma e che non è ancora stata costituita, per di più aumentano i casi di conflittualità nelle banche sul tema delle pressioni commerciali: gli scioperi proclamati in Unicredit in Veneto, Friuli e Liguria, lo stato di agitazione in Sardegna sono punte dell’iceberg del grande malessere che è presente fra i lavoratori.

CHE COSA SI FARA’

Tant’è, e applaudiamo a queste iniziative, sia la Uilca Sicilia che la Uilca Unicredit hanno distribuito un questionario fra i lavoratori per conoscere esattamente lo “stato dell’arte”, la gravità delle pressioni e le conseguenze che queste torchiature hanno sul lavoro e, soprattutto, sulla qualità del lavoro nelle filiali e il rispetto verso il cliente. Pubblicheremo nei prossimi giorni i dati che emergono da questi questionari.

IL MALESSERE IN UNICREDIT E BNL

Ma il malessere non esiste solo in Unicredit, in altre realtà, come ad esempio denunciato dalla Uilca di BNL esistono numerose problematiche.

Non vorremmo che sulle ali del buon andamento degli stress test, qualche banchiere riportasse indietro l’orario della storia del sistema bancario italiano.

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