Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm. Come andranno i ricavi delle banche

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Numeri, confronti e tendenze nell’analisi delle semestrali delle dodici principali banche italiane, in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm e Bper, tratta dal report del Centro Studi Uilca

L’analisi dei conti economici e patrimoniali dei dodici principali Istituti di credito italiani, relativa al primo semestre 2018, ha evidenziato un incremento complessivo del 23% sull’utile netto, rispetto allo stesso periodo del 2017.

Considerando, inoltre, l’entrata straordinaria di 3,5 miliardi di euro calcolata da Intesa Sanpaolo per l’operazione Popolare di Vicenza e Veneto Banca del 2017, il miglioramento complessivo conduce oltre i 4,5 miliardi di euro di utili.

E’ quanto evidenzia tra l’altro il report del centro studi Ulca sulle maggiori banche italiane, in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm e Bper.

IL COMMENTO DI TELATIN

«Dobbiamo, tuttavia evidenziare» ha sottolineato il curatore della ricerca Roberto Telatin, «come nel secondo trimestre del 2018 le Banche analizzate abbiamo avuto quasi tutte un decremento dell’utile rispetto al primo trimestre dell’anno in corso, con una riduzione complessiva del 25,6%».

L’IMPATTO DELL’ECONOMIA SULLE BANCHE

Come afferma il responsabile del Centro Studi Uilca, «sembra essere troppo presto per parlare di rallentamento della crescita economica, come anche annunciato con la prevista revisione al ribasso del PIL dal 1,5% al 1,3% per il 2018 dal Governo Se, tuttavia, consideriamo che sono in contrazione anche le commissioni e il totale dei ricavi, mentre il margine d’interesse riesce a migliorare, forse i conti economici delle banche iniziano a segnalare che qualcosa comincia a deteriorarsi nell’economia nazionale».

LE RETTIFICHE DEI CREDITI

«Quasi tutte le Banche» chiarisce Telatin, «hanno aumentato, nel corso del secondo trimestre le rettifiche sui crediti, complessivamente aumentate di 282 milioni, con un costo del credito che non si è ridotto per nessuna delle Banche analizzate». Dalla lettura complessiva dei dati del secondo trimestre 2018 emerge, dunque, che la riduzione dei ricavi (-2,4%) è maggiore della riduzione dei costi operativi (-2,2%) e questo è un segnale preoccupante per il settore che non deve essere sottovalutato.

 

 


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