Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm. Chi teme e chi no la trappola Tltro-Btp

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Il report di Berenberg sui conti delle banche europee e sulla trappola Tltro per Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e non solo. Numeri, stime e scenari

Il team di analisti di Berenberg ha messo sotto la lente i conti delle banche europee, che hanno appena aperto la stagione delle trimestrali. Il settore scambia a livelli molto depressi, 9,1 volte il rapporto prezzo/utili atteso per il 2019, secondo peggior risultato dopo quello delle auto (6,1 volte). Per contro la tecnologia vanta multipli decisamente diversi (19,7 volte).

INVESTIRE SULLE BANCHE O NO?

Lo sconto medio rispetto al mercato è del 30% per il comparto finanziario nell’Ue, a livelli visti due anni fa quando venne eletto Donald Trump presidente degli Usa ed era partito il lungo e complicato iter della Brexit. Vale quindi la pena investire nelle banche? Per Berenberg la risposta è sì, ma bisogna restare molto selettivi.

DOSSIER TASSI

Il punto di partenza della ricerca è che l’epoca della noramalizzazione dei tassi in Europa, considerata un aiuto per le banche, è ancora lontana. Infatti la Bce non prevede movimenti in tal senso prima di settembre 2019. Fino ad allora il quadro generale è di una costante pressione sui ricavi, causata dalla guerra dei dazi, dalla mala-Brexit e dagli sconti fra il governo italiano e Bruxelles.

LE ATTESE DEGLI ANALISTI

Gli esperti hanno calcolato che per ogni punto in meno di ricavi, l’effetto è di un -10% di utile. In linea generale il consenso degli analisti si attende che il settore finanziario in Europa registri un +3% nei ricavi durante il terzo trimestre. Ma Berenberg è molto scettico al riguardo e, nella scelta dei titoli, preferisce quelli che stanno dimostrando maggiore disciplina nel taglio dei costi.

CHE COSA DICE IL REPORT DI BERENBERG

In questo senso Berenberg preferisce titoli quali Unicredit (rating Buy, target price 18 euro), Ing (Buy, prezzo obiettivo 16,5 euro), Nordea (Buy, target price 115 Sek, corone svedesi), Rbs (Buy, 340 pence inglesi). Le banche da vendere, invece, sono CaixaBank (target price 2,75 euro), Crédit Agricole (9,5 euro), Credit Suisse (14 franchi svizzeri), Société Générale (30 euro).

QUESTIONE TLTRO

Una delle riflessioni che gli analisti di Berenberg fanno è quella sul programma di acquisto di liquidità da parte del comparto bancario europeo alla Bce, il Tltro II. Questo programma prevede di prendere a prestito denaro da Francoforte a un costo di funding che inizierà a maturare e quindi a essere contabilizzato in bilancio “a partire dal secondo trimestre del 2020”, scrivono i broker. “Le banche italiane e spagnole sono ad oggi i maggiori utilizzatori del Tltro II e stimiamo che abbia un impatto sui margini di guadagno – Net Interest Income – degli istituti fino al 5%”, scrivono gli esperti.

IL CARRY TRADE

Berenberg parla di un carry trade fra il valore del Tltro II e quello dei titoli di Stato a scadenza simile (Btp per l’Italia), che rischia di aver un effetto combinato doppiamente negativo: per il Tltro a causa dei costi che devono essere contabilizzati, per i Btp per l’effetto spread. A livello europeo le banche maggiormente interessante sono Banco Bpm in assoluto (incidenza Tltro in percentuale sui prestiti) al 18,6%, Banco Sabadell è al 14%, Intesa Sanpaolo al 13,5%, CaixaBank al 12,8%, Ubi al 12,6%, Bankia al al 12,5%, Ifis all’1,7%, Unicredit al 10,5%, Mps all’8,7%, Bper al 7,9%, Bbva al 5,7%, Creval al 5,3%, Deutsche Bank al 2,4%, Credem al 2,1%.

L’IMPATTO SUI MARGINI

I broker hanno anche calcolato l’impatto sui margini (NII) e sull’Eps (Earnings per share) quando andrà a scadenza il Tltro. La conseguenza è che nel caso di Banco Bpm l’effetto sull’Eps, quando il Tltro andrà a amturare, è del -26,7%, per Intesa Sanpaolo del -10,1%, per Mps del -19,5%, per Ubi del -17,2%, per Bankia del -10,6%, per CaixaBank del -9,5%, per Sabadell del -16,1%, per Unicredit del -9,2%, per Bper del -10,7%, per il Creval del -9%, per Mediobanca del -3,5%, Per Ifis del -2,9%, per Bbva del – 3,8%, per il Credem del -1,9%, per Deutsche Bank del -2,2%.

LE STIME

Quanto all’impatto sui margini, Berenberg prevede un -8,5% per Banco Bpm, -5,7% per Intesa Sanpaolo, -5,6% per Mps, -5,5% per Ubi, -4,7% per Bankia, -4,5% per CaixaBank, -4,2% per Sabadell, -3,8% per Unicredit, -2,8% per Bper, -2% per il Creval, -1,9% per Mediobanca, -1,3% per Ifis, -1% per Bbva, -0,8% per il Credem, -0,6% per Deutsche Bank.

 

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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