Economia

Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi, Bper e non solo. Ecco come finirà il ballo dei bond bancari

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Come si muoveranno le banche come Intesa Sanpaolo, Ubu, Mps e Bper sul mercato dei bond. Tutti i dettagli, le prossime mosse e gli scenari

 

Il mercato dei bond bancari italiani si è riaperto. Dopo nove mesi di stop nelle ultime settimane sono stati collocati otto prestiti che, malgrado i diversi profili di rischio e di durata, testimoniano un rinnovato appetito da parte degli investitori e condizioni di prezzo relativamente più favorevoli.

CHE COSA E’ SUCCESSO CON L’EMISSIONE TARGATA BPER

L’ultima emissione è stata quella di Bper che due giorni fa ha annunciato un covered bond a sette anni all’1,18%, cioé quasi 100 punti base sotto il Btp di uguale durata: a fronte di una richiesta da 3,1 miliardi, l’importo è stato alzato da 500 a 600 milioni.

COME SI MUOVERANNO INTESA SANPAOLO, UBI E NON SOLO

Si tratta del quinto covered emesso da una banca italiana dall’inizio dell’anno dopo quelli lanciati da Intesa Sanpaolo, Ubi, Mps e Credito Emiliano. Se oggi quella dei bond garantiti è insomma la forma di provvista più diffusa, sul mercato sono arrivate anche emissioni senior e subordinate, segno che l’appetito degli investitori si sta rivolgendo a titoli con diverso profilo di rischio.

LA SITUAZIONE DI MERCATO

La ragione principale è il restringimento dello spread che si è stabilizzato ormai attorno ai 250 punti base, con una volatilità contenuta. Il riflesso più immediato di questo nuovo contesto di mercato è il forte appetito per i covered bond, l’asset class più collegata al btp.

CHE COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI DEI BOND

Se già a luglio si erano avute emissioni covered, oggi la domanda del mercato è cresciuta in maniera significativa, come dimostrano gli ordini sostenuti registrati per le ultime emissioni.

LA STABILIZZAZIONE DEL RISCHIO

Alla stabilizzazione del rischio sovrano si sommano poi altri elementi congiunturali che in queste settimane stanno rassicurando gli investitori. La conferma del rating italiano da parte di Fitch, la linea morbida delle banche centrali con la conferma di una nuova TLTRO da parte della Bce, l’annuncio di un possibile accordo Usa – Cina e il rinvio della Brexit sono tutti elementi che contribuiscono a creare un contesto positivo nel breve termine e a compensare le negative previsioni macroeconomiche per l’Italia e l’Eurozona.

LA FIDUCIA DEL MERCATO

La fiducia del mercato è riflessa soprattutto nei rendimenti che mediamente sono scesi di 140-150 punti base rispetto ai massimi toccati a novembre. Se si tratta di livelli ancora molto lontani da quelli di inizio 2018 (almeno 250 punti base al di sopra) le banche, forti di discreti risultati di bilancio 2018, hanno scelto di approfittare della finestra temporale favorevole. Una finestra che, secondo diversi osservatori, potrebbe non durare molto.

LA TEMPISTICA

Già dopo Pasqua, con l’avvicinarsi del voto per le Europee, la volatilità potrebbe intensificarsi di nuovo con effetti negativi sul funding degli istituti: non c’è insomma tempo da perdere. Tanto più che le banche sono obbligate dalla regolamentazione a raccogliere ingenti quantità di titoli potenzialmente sottoponibili a bail-in, quindi più rischiosi per gli investitori e più costosi per gli istituti. Lo chiede la disciplina nota come Mrel (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities). Non solo. Mps è alle prese con un piano di emissioni subordinate previsto dal piano di ristrutturazione.

Dopo il Tier 2 da 750 milioni collocato nel gennaio, a ottobre la banca senese guidata da Marco Morelli aveva sondato gli investitori per l’emissione di un secondo strumento da circa 200 milioni di euro. Ma l’operazione non è andata in porto proprio per il rendimento a doppia cifra richiesto dal mercato.

Le banche italiane hanno insomma molte ragioni per tornare sul mercato dei bond e molte hanno iniziato a farlo. Altre potrebbero seguire l’esempio e nelle prossime settimane il mercato potrebbe rivelarsi piuttosto vivace.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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