Economia

Intesa Sanpaolo, ecco come Messina ha rimbrottato Ue e Bce

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Che cosa ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, al Financial Times

 

Non ha parlato soltanto di questioni nazionali, ma anche di dossier europei, il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso di un’intervista al Financial Times.

Aspetti sottolineati in una serie di tweet da Giuseppe Liturri, analista ed editorialista di Start Magazine:

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Già qualche mese fa, in occasione del World Economic Forum in corso a Davos, il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, si era fatto avanti indossando le vesti di paladino dell’Italia. In quell’occasione, a dispetto del downgrade arrivato dall’Fmi – che tra l’altro, per lui, non era stato corretto – l’ad si era fatto sponsor del paese, lanciando il suo “Buy Italia”.

L’Ft ricorda come il ceo sia stato spesso in prima linea, nel bel mezzo delle tensioni esplose tra l’Italia e l’Europa non solo riguardo al problema degli Npl (crediti deteriorati) durante la crisi dei debiti sovrani, ma anche per la legge di bilancio del governo M5S-Lega. Quelle tensioni, lo scorso autunno, avevano alimentato la paura degli investitori, facendo risalire di nuovo lo spread e scatenando nuove paure su quel doom loop su cui è tornato a lanciare un avvertimento anche l’Fmi.

Quei diktat della Bce volti a ridurre i crediti deteriorati sono stati reputati inoltre eccessivi. In particolare, i target fissati sono, secondo Messina, “un errore, da un punto di vista sociale”. Sociale è stata una parola proferita più volte dal manager di Intesa SanPaolo, banca che ha aumentato tra l’altro le donazioni per combattere la povertà, lanciando diverse iniziative sociali.

D’altronde, ha ricordato Messina al Financial Times, i dati ufficiali mostrano che il numero degli italiani che vivono in condizioni di assoluta povertà è salito al 7% della popolazione. Questo significa che il governo M5S-Lega ha avuto ragione a “dare priorità alla situazione sociale in cui versa il paese”.

Insomma: “La vera priorità è che abbiamo bisogno di investire in questi problemi sociali, altrimenti, non avremo un futuro“.
Carlo Messina ha detto di appoggiare anche la decisione dell’esecutivo di mettere a disposizione dei risparmiatori retail truffati nelle precedenti crisi bancarie 1,5 miliardi di euro per i risarcimenti. “L’Ue deve capire che ci deve essere un risarcimento”.

Non poteva mancare una critica alla Commissione europea per come ha gestito il caso Tercas (che ha portato il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli, a invocare le dimissioni della commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager): un “errore incredibile” e “l’inizio dell’incubo in cui (l’Italia) è stata costretta a gestire una situazione di crisi”.

Sull’iniziativa della Nuova Via della Seta promossa e lanciata dal governo, Messina ha detto che Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo che potrebbe portarla ad aprire una boutique finanziaria o una divisione di private banking in Cina. “Ma in termini di sicurezza – ha detto – il posto dell’Italia è con gli Usa e nella Nato”.  (estratto di un articolo pubblicato su Finanzaonline; qui la versione integrale)

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