Economia

Inpgi, chi e perché contesta l’operazione con Investire (Banca Finnat)

di

Inpgi

L’intervento di Alessandra Spitz (del comitato di controllo del Fondo Amendola dell’Inpgi), pubblicato su lsito puntoeacapo.org. Dubbi sull’operazione tra Inpgi e la sgr InvestiRe del gruppo Finnat-Nattino

 

L’immobilismo dei vertici della Fnsi e dell’Inpgi di fronte alla profonda crisi finanziaria dell’Istituto produce decisioni sbagliate o, perlomeno, molto discutibili.

È questo il caso del via libera a maggioranza, da parte del comitato di controllo del Fondo immobiliare Giovanni Amendola, alla vendita di un grande appartamento di proprietà dell’Inpgi situato in pieno centro storico a Roma, a via della Stelletta 23 in Roma, situato in un palazzo dichiarato di valore storico ed artistico.

Nella riunione tenutasi il 16 settembre, l’unico parere negativo è stato il mio per una serie di ragioni che ho elencato in un testo che ho chiesto venisse allegato al verbale della riunione stessa.

Le motivazioni della mia opposizione sono di carattere economico a tutela dell’interesse degli iscritti all’Inpgi visto che le operazioni di dismissioni immobiliari non devono tradursi, a mio parere, in una svendita del nostro patrimonio.

Evidentemente, il disperato bisogno dell’Inpgi di acquisire liquidità per pagare pensioni e ammortizzatori sociali fa propendere per la vendita dei gioielli di famiglia senza tanto badare al prezzo.

Ma entriamo nei particolari più importanti.

L’offerta dell’acquirente era di 2 milioni e 950 mila euro, pari a un valore di 5.148 euro a metro quadro: a mio parere troppo bassa rispetto ai prezzi della media del mercato per quella zona e per il valore storico e artistico dell’immobile.

L’immobile inoltre era stato conferito al Fondo per un valore stimato nel 2016 dall’esperto indipendente di 3,9 milioni di euro e ora, sempre l’esperto indipendente, lo ha svalutato ad un valore di 3, 1 milioni di euro. Anche perché l’immobile presenta dei soppalchi che sono stati condonati a suo tempo dall’Inpgi.

Ora la Sgr ha deciso di abbattere questi soppalchi a sue spese, riducendo i metri quadri reali perché, secondo InvestiRe, gli spazi soppalcati sarebbero poco fruibili. L’offerta quindi sconta una riduzione dei metri quadri da 754 a 572 metri quadri.

La Sgr ha sottolineato che questa volta non ci sono costi di intermediazione, il che significa che l’agenzia incaricata non è stata in grado di trovare offerte valide e che l’acquirente si è fatto avanti da solo, forse perché ha fiutato l’affare.

Inoltre InvestiRe ha posto la condizione che l’immobile da uso ufficio venga riportato ad uso abitazione, mediante pratiche amministrative a carico della Sgr stessa.

Ho sottolineato che non è chiaro perché i soppalchi debbano essere demoliti a spese della Sgr: i soffitti sono molto alti ed è stato concesso il condono pagato dall’Inpgi e quindi l’immobile è in piena regola.

Al potenziale acquirente viene così fatto un sostanzioso sconto, a mio avviso ingiustificato.

Non si capisce infine perché, nel suo report di illustrazione dell’offerta di acquisto, InvestiRe fa il raffronto del prezzo offerto, facendo riferimento solo ai dati Omi, quando fino adesso, quando si è venduto agli inquilini, è stata fatta sempre una media ponderata tra i dati Omi e quelli di Scenari immobiliari (di solito sempre più alti). In questo caso si vende sul mercato, utilizzando solo il parametro più favorevole per l’acquirente e non la media attuale dei valori della zona acquisita da più rilevazioni.

A meno che questa scelta non preannunci un cambio di strategia dell’istituto nella valutazione degli immobili in vendita, dopo una deludente stagione di dismissioni contrassegnata da valutazioni lunari di semplici appartamenti di civile abitazione, non certo di immobili di pregio come quello appena ceduto in via della Stelletta. Sarebbe questo l’unico risvolto positivo per le casse dell’Inpgi.

Infine, ho sottolineato che, grazie al provvedimento del governo sulle agevolazioni per le ristrutturazioni ecologiche fino al 110 per cento, i costi di ristrutturazione vengono in pratica pagati dalle banche che acquistano i relativi crediti fiscali.

Perché non lo ha fatto la Sgr, lamentando invece costi di ristrutturazione a suo carico troppo alti?

Queste mie riflessioni non sono state giudicate convincenti dalla presidente dell’Inpgi e dagli altri colleghi del comitato. Lascio perciò a chi legge il giudizio sulla validità della vendita a questi prezzi.

 

Articolo pubblicato su puntoeacapo.org

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati