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Iliad, perché il Giurì ha bloccato la pubblicità sulla fibra

Iliad Pubblicità

Il Giurì dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria mette al bando la campagna di Iliad per l’offerta in fibra per “comunicazione commerciale ingannevole”. Può festeggiare la rivale Wind Tre che aveva presentato il ricorso

 

Iliad di nuovo messa al bando dal Giurì per pubblicità ingannevole.

Il Giurì dello Iap, l’organo giudicante dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, ha emesso un giudizio contro la pubblicità Iliad sulla Fibra 5 Giga a 15,99 euro.

Nelle scorse ore ha bloccato gli spot televisivi della compagnia telefonica sull’offerta in fibra. La decisione dell’organo giudicante dello Iap riguarda in particolare gli spot televisivi di Iliad Italia S.p.A., la compagnia telefonica guidata da Benedetto Levi.

Soddisfazione per Wind Tre, l’operatore rivale che nei giorni scorsi si era rivolto all’autorità di esaminare il messaggio  degli spot per individuare eventuali profili di scorrettezza.

“Non è la prima volta che l’azienda incappa nella scure del giurì. Nel 2018, all’esordio nel nostro Paese con la telefonia mobile, aveva dovuto interrompere gli spot sempre per pubblicità ingannevole” ricorda il Corriere.

E di nuovo lo scorso ottobre il Giurì aveva messo al bando Iliad per lo spot relativo alla sua offerta a 7,99 euro, limitatamente alla parte in cui dichiara che il 96% degli utenti è soddisfatto. Anche in quel caso il ricorso era stato presentato da Wind Tre.

Tutti i dettagli.

LA FRASE RITENUTA INGANNEVOLE

“Nasce Iliad box, la fibra chiara e tonda con velocità fino a 5 gigabyte al secondo complessivi. Per gli utenti mobile Iliad, a 15 euro e 99” è frase ritenuta ingannevole. Esaminati gli atti e sentite le parti, il Giurì ha ritenuto la comunicazione “in contrasto con l’art. 2 CA” – relativo appunto alla comunicazione commerciale ingannevole – “nei limiti di cui in motivazione, e ne ordina la cessazione”. È quanto si legge nella pronuncia n.3/2022 dell’organo.

“E quindi il Giurì «nei limiti di cui in motivazione e ne ordina la cessazione». Si capirà dalla motivazione. Per i 5Giga potrebbe aver pesato che si tratta di 2,5 Giga massimi per device” sottolinea il Sole 24 Ore.

LA REAZIONE DI ILIAD

“Siamo molto sorpresi dall’intervento del Giurì in seguito all’istanza presentata da un nostro concorrente, dal momento che come sempre comunichiamo le caratteristiche delle nostre offerte con la massima trasparenza” questa la posizione di Iliad in merito alla decisione da parte del Giurì, di sospensione degli spot relativi all’offerta in fibra ottica.

“Aspettiamo di conoscere le motivazioni di questa disposizione per comprenderla e valutare eventuali azioni” conclude la low cost francese.

BLOCCATA LA PUBBLICITÀ, NON L’OFFERTA

La sentenza ovviamente blocca solo gli spot Iliad ma non l’offerta commerciale che può proseguire normalmente. I clienti infatti potranno continuare richiedere l’offerta e le installazioni dei box fibra nelle case proseguiranno senza problemi.

Lo scorso 25 gennaio la società tlc francese aveva annunciato il lancio dell’offerta di connettività fissa in fibra ultra-veloce in Italia al prezzo mensile di 15,99 euro per gli attuali clienti del servizio mobile e a 23,99 euro per gli altri, sancendo il debutto sul mercato italiano del fisso oltre che sul mobile.

In seguito, sia il Codacons sia l’Adiconsum avevano presentato un esposto all’Antitrust e all’AgCom, denunciando l’ingannevolezza di alcune comunicazioni commerciali.

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