Economia

Che cosa c’è di nuovo sulla guerra legale tra Tim e Open Fiber

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Tutti i dettagli sulle nuove cause legali che si stanno lanciando Tim e Open Fiber. Fatti, numeri e ricostruzioni

 

Un po’ fiacco stamattina il titolo Tim a Piazza Affari dopo le indiscrezioni stampa su una richiesta di risarcimento danni di 1,5 miliardi di euro da parte di Open Fiber.

Tim ha perso il 3,48% a 0,35 euro.

Ieri sera in tarda serata – ha scritto RadiocorReuters ha riportato che l’operatore italiano a banda larga Open Fiber – controllato pariteticamente da Enel e Cassa depositi e prestiti – avrebbe chiesto a Telecom Italia (Tim) danni per 1,5 miliardi di euro (1,7 miliardi di dollari) in una causa per presunta posizione dominante sul mercato.

In verità, è stata la testata Business Insider Italia la prima a pubblicare la notizia secondo cui “lo scorso marzo il mese della chiusura delle attività o lockdown, Open Fiber ha convenuto in giudizio Tim davanti al tribunale di Milano chiedendole danni per 1,5 miliardi a causa di un presunto abuso di posizione dominante”.

La società presieduta da Franco Bassanini e guidata dall’ad, Elisabetta Ripa, nel mirino di Beppe Grillo negli scorsi giorni, ha contestato al gruppo Tim capeggiato da Luigi Gubitosi una serie di condotte anticoncorrenziali: “Tra queste, avere effettuato investimenti in reti Fttc, ossia con la fibra ottica che arriva fino alla centralina più vicina, nelle aree bianche, quelle cioè in cui le infrastrutture per la banda larga sono inesistenti, tipo le zone rurali; ma anche avere avviato azioni legali giudicate da Open Fiber pretestuose per ostacolare le gare indette da Infratel, società quest’ultima costituita su iniziativa del ministero dello Sviluppo economico e di Invitalia per attuare i piani di banda larga e ultralarga predisposti dal Governo”, ha scritto Business Insider Italia.

Più in generale, ha aggiunto Business Insider Italia, le contestazioni della società della fibra ottica ricalcano per molti aspetti il provvedimento A514 dell’Antitrust a seguito del quale l’authority, come emerso proprio all’inizio dello scorso marzo, aveva sanzionato Tim per 116 milioni per avere ostacolato lo sviluppo della rete in fibra.

“La richiesta di risarcimento danni e’ stata proposta dopo quella decisione”, ha affermato una delle fonti interpellate da Reuters. La stessa agenzia, secondo una fonte vicina a Tim, ha aggiunto che l’operatore di tlc stava preparando a sua volta un’azione legale con una richiesta danni contro Open Fiber per “concorrenza sleale”, con una richiesta di “risarcimento uguale o addirittura superiore” a quella del rivale.

E le intenzioni si sono stanno trasformando in decisioni: Tim è pronta a una battaglia legale con Open Fiber.

Da fonti vicine a Tim, trapela che le argomentazioni alla base della richiesta al tribunale di Milano sono giudicate ‘risibili’, e che lo stesso gruppo guidato da Gubitosi sta preparando azioni legali nei confronti di Open Fiber per concorrenza sleale e richiesta di danni di importo equivalente se non superiore.

E’ tutto contenuto nell’ informativa finanziaria sul primo trimestre. Il gruppo di tlc segnala che proprio a marzo Open FIber “ha convenuto in giudizio Tim dinanzi al Tribunale di Milano, avanzando una pretesa risarcitoria pari a 1,5 miliardi di euro per danni causati da un presunto abuso di posizione dominante escludente nei confronti di Open Fiber”.

Open Fiber la accusa di “investimenti pre-emptive in reti FTTC nelle aree bianche; avvio di azioni legali pretestuose per ostacolare le gare Infratel; repricing strumentale di alcuni servizi all’ingrosso; offerte commerciali di lock-in sul mercato retail; comunicazione di informazioni false all’Agcom, in sede di approvazione di una offerta wholesale e discriminazione nelle condizioni di accesso alle infrastrutture passive di Tim”. Non ultimo l’operatore wholesale della fibra punta il dito sulla presunta “diffusione di voci circa un interesse di Tim ad acquisire Open Fiber”.

Tim “si costituirà in giudizio contestando le argomentazioni di OF e impugnerà dinanzi al TAR la decisione di AGCM relativa al provvedimento A514, richiamata ampiamente da controparte nella citazione”.

Continueranno le trattative tra le due società sotto l’egida di governo e Cdp per una società unitaria per le rete? Si vedrà.

(articolo in aggiornamento)

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