Economia

Che cosa chiede la Regione Lombardia al governo per combattere il Coronavirus

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Sempre la Regione Lombardia in prima fila nel chiedere misure sempre più restrittive al governo nella guerra al Coronavirus come è avvenuto anche nelle scorse settimane. Ecco le ultime novità.

“Ho chiesto a Conte di rendere più rigorose le norme attuali per combattere il Coronavirus”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, alla trasmissione Piazzapulita su La7 condotta da Corrado Formigli.

CHE COSA HA DETTO FONTANA (REGIONE LOMBARDIA)

“Chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici, salvo per le attività indifferibili. Fermo dei cantieri. E, ancora, un’ulteriore limitazione delle attività commerciali”. Oltre all’impiego dell’Esercito sono queste le ulteriori richieste avanzate al Governo da Fontana, in una telefonata con il premier Giuseppe Conte (che sta valutando nuove misure restrittive a livello nazionale).

IL COLLOQUIO CONTE-FONTANA

“Un colloquio – ha spiegato Fontana – nel quale ho ancora una volta rappresentato al presidente del Consiglio la situazione sempre più grave che sta vivendo la Lombardia”. “Ci – aggiorneremo – ha concluso il governatore – nelle prossime ore per capire se e in quale direzione il Governo vorrà muoversi”.

LE MOSSE DI FONTANA, PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA

Attilio Fontana torna dunque ad indossare la mascherina nel giorno in cui chiede di nuovo al governo ‘misure più rigide’ per contrastare l’avanzata del coronavirus nella sua terra flagellata, dove ora anche Milano trema: 634 nuovi positivi in un solo giorno in tutta la provincia, il doppio del giorno precedente. Lo ha fatto avendo accanto il vicepresidente della Croce Rossa Cinese della delegazione giunta appena ieri, Sun Shuopeng che, prima del quotidiano briefing con la stampa, gli ha espresso il suo stupore per tutta la “gente che vede in giro”.

I CONSIGLI CINESI

Con modi fermi Shuopeng dà un consiglio agli italiani: “Bisogna fermare tutte le attività economiche, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo. La vita delle persone è la cosa più importante, non abbiamo una seconda scelta di fronte alla vita”. Non deve aver faticato molto Sun Shuopeng a convincere Fontana che, di suo, da tempo avrebbe chiuso la Lombardia e che ha sempre spinto per misure severissime tentando di portare il governo su questa strada, non riuscendoci mai completamente e nei tempi che avrebbe voluto.

IL COMPROMESSO

La soluzione di lasciare agli imprenditori cosa tenere aperto fu il frutto di un compromesso con Confindustria, il massimo ottenibile prima dell’ultimo decreto. Ma ora, mentre i numeri dei malati e dei morti salgono e quello dei medici e dei posti in ospedale scendono con la stessa rapidità, non basta più. E non basta fermare i runner, non basta chiudere i negozi, ridurre gli orari di apertura, occorre fare di più: stop a trasporti e fabbriche, lasciando libero il corridoio per la filiera alimentare.

I PROSSIMI PASSI

Se per questo ci vorranno i militari, allora occorre allargare l’operazione Strade Sicure a tutta la regione, spiega Fontana. Serve l’Esercito secondo i vertici della Regione Lombardia. D’altronde anche le buone notizie di oggi, come la ripresa dei lavori per l’ospedale in Fiera a Bergamo per il quale sono stati trovati i medici e la dimissione sempre a Bergamo del primo neonato contagiato, vengono offuscate dalla nuda brutalità dei dati.

I NUMERI CHE LIEVITANO

I morti in un giorno sono 209, meno di ieri ma tanti, i positivi aumentano di 2171 persone e sono ora ad un passo dai ventimila 19.884, 7387 i ricoverati (+182), ben 1006 in terapia intensiva. Ma il dato che fa tremare è quello di Milano, l’ultima trincea, con 287 nuovi positivi solo in città. Così risuonano come un ultimatum le parole di Shuopeng nel palazzo della Regione: “Qui non avete misure abbastanza severe, c’è gente in strada, i trasporti pubblici funzionano, avete persone negli hotel, non mettete le maschere”, ha detto ricordando che “a Wuhan gli ospedali hanno potuto iniziare a trattare i pazienti e ridurre il numero delle persone ammalate un mese dopo aver adottato il blocco completo”.

AVANTI CON L’ESERCITO

Serve dunque l’Esercito. Più militari in campo per l’emergenza coronavirus: dalla Difesa c’è “disponibilità” a venire incontro alle richieste sempre più pressanti di Regioni e amministrazioni locali e il Viminale sta monitorando la situazione, sulla base dei report che arrivano dai prefetti. I contatti tra i ministri Guerini e Lamorgese sono continui. E se la linea dei contagiati dovesse continuare a salire con i ritmi attuali, così come il numero di chi non rispetta i divieti, nell’elenco delle misure restrittive che il Governo potrebbe adottare c’è proprio l’aumento dell’impegno dei militari. Mimetiche, mascherine, guanti e certificazioni dei cittadini alla mano: in diverse zone del Paese l’Esercito è già in campo per controllare i trasgressori delle misure del decreto anti-coronavirus.

LE FRASI DI FONTANA

“Chiederò formalmente che l’uso dei militari in strada sia esteso a tutta la Lombardia, per dare un elemento di deterrenza”, annuncia Attilio Fontana. Altre pattuglie dell’esercito erano state schierate in strada anche a Trieste, al confine con la Slovenia, per controllare l’autocertificazione. Ma c’è anche chi, in attesa di una possibile ulteriore stretta del governo, corre ai ripari con proprie ordinanze: il presidente della Valle d’Aosta ha vietato l’attività motoria e sportiva sia a piedi che in bicicletta.

LE PROSSIME RESTRIZIONI

Nella regione lo spostamento a piedi sarà consentito solo per lavoro, necessità o salute ed è stata disposta anche la chiusura di tutti i cantieri. Un provvedimento simile anche in Friuli Venezia Giulia, che aggiunge anche la chiusura, di domenica, degli esercizi commerciali di qualsiasi natura, escluse le farmacie, le parafarmacie e le edicole. Misure che puntano a limitare il numero di trasgressori che girano in città senza un comprovato motivo e che si espongono al rischio di condanne penali, come ha ricordato la procura di Milano (“sono reati e come tali vanno puniti”): nell’ultimo giorno sono state denunciate 8mila persone per mancato rispetto di un ordine dell’autorità o per dichiarazioni false. Ma l’esercito non dà solo il supporto nelle strade. Entro le prossime ore saranno pronte due strutture militari per far fronte alla carenza di posti letto nelle aree più colpite dal virus: in fase di montaggio ci sono l’ospedale da campo a Piacenza e quello a Crema, rispettivamente per 40 posti in terapia sub intensiva e 30 in terapia intensiva. Numerosi anche i trasporti di biocontenimento effettuati dall’Aeronautica con aerei ed elicotteri. In tutto sono 120 i medici e gli infermieri, delle varie forze armate, giunti in supporto negli ospedali di Bergamo e di Lodi mentre altre decine saranno impiegati tra Piacenza e Crema. E restano indelebili le immagini dei mezzi dell’esercito per il trasporto delle bare in altri Comuni, come successo finora a Bergamo, a causa dell’improvviso aumento dei morti per il virus.

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