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Che cosa succede a Trevi e perché tracolla in Borsa

Trevi

Il titolo della società di costruzioni Trevi crolla in Borsa dopo l’annuncio sull’aumento di capitale da 51 milioni. Fatti, numeri e commenti

 

Il titolo di Trevi, società italiana di costruzioni specializzata in fondazioni speciali e consolidamenti di terreni, ha subìto oggi forti perdite in borsa che hanno portato allo stop in volatilità dopo solo un minuto di scambi, con un passivo del 10,3 per cento, riporta l’agenzia di stampa Radiocor.

AUMENTO DI CAPITALE DA 51 MILIONI

Ieri, dopo la chiusura delle contrattazioni, Trevi aveva comunicato l’approvazione dell’aumento di capitale, una manovra da 51 milioni di euro necessaria a rilanciare il gruppo, ripristinandone la stabilità finanziaria e patrimoniale e mettendolo nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi previsti dal piano industriale 2022-2026.

L’accordo di risanamento dovrebbe venire sottoscritto entro la fine di novembre.

Nel dettaglio – spiega sempre Radiocor -, l’operazione consiste in un aumento di capitale inscindibile da offrire in opzione agli azionisti per 25 milioni di euro (cifra che include il sovraprezzo) e da eseguirsi tramite cassa. È stato approvato anche un aumento per altri 26 milioni ad alcune banche finanziatrice, tramite la conversione dei crediti per 33 milioni circa.

LA MANOVRA DI TREVI

La manovra approvata dal consiglio di amministrazione di Trevi prevede la subordinazione e la postergazione fino a giugno 2027 di una parte del debito bancario, pari a 6,5 milioni.

Non solo: verrà estesa al 31 dicembre 2026 la scadenza dell’indebitamento a medio-lungo termine, verranno concesse delle linee di credito a supporto dell’esecuzione del piano strategico e la revisione dei parametri finanziari secondo le previsioni contenute nel documento.

Infine, verrà posticipata – da fine 2024 a fine 2026 – la scadenza del prestito obbligazionario 2021-2024.

IL TIMORE DEL MERCATO

Il mercato teme un aumento iperdiluitivo con un forte sconto sul TERP: abbreviazione di Theoretical Ex Right Price, è il prezzo teorico di un’azione dopo lo stacco del diritto di opzione relativo ad un aumento di capitale.

IL CAPITALE SOCIALE DI TREVI

Al 30 maggio 2020, come comunicato sul sito della società, il capitale sociale della capogruppo Trevi – Finanziaria Industriale S.p.A. ammontava a 97.475.554 euro, suddiviso in 150.855.693 azioni ordinarie prive dell’indicazione del valore nominale.

CHI SONO GLI AZIONISTI

I principali azionisti di Trevi sono banche e istituzioni finanziarie con il 37,2 per cento; CDP Equity, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, con il 25,6 per cento; il fondo statunitense Polaris Capital Management con il 24,1 per cento; e SACE, società di assicurazione al credito controllata dal ministero dell’Economia, con il 6,9 per cento.

LE PERDITE DI TREVI

Il bilancio di Trevi al 31 dicembre 2021, scrive il Resto del Carlino, “evidenzia una perdita netta pari a 23.293.569 euro. È stato inoltre presentato il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021, che si è chiuso con una perdita netta di pertinenza del gruppo pari a 52,9 milioni di euro”.

COSA FA TREVI

Il Gruppo Trevi è stato fondato a Cesena nel 1957 e si occupa di ingegneria del sottosuolo per fondazioni speciali, scavi di gallerie, consolidamenti del terreno, realizzazione e commercializzazione dei macchinari e delle attrezzature specialistiche del settore.

Il gruppo si articola in due divisioni: Trevi, che realizza opere di fondazioni e consolidamenti per grandi interventi infrastrutturali (come metropolitane, dighe, porti, ponti o linee ferroviarie e autostradali); e Soilmec, che invece si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di macchinari, impianti e servizi per l’ingegneria del sottosuolo.

Il Gruppo Trevi è attualmente controllato da CDP Equity e da Polaris Capital Management. L’amministratore delegato è, dal settembre 2019, Giuseppe Caselli.

Caselli ha lavorato a lungo in Saipem, società di servizi e impianti energetici controllata da Eni e Cassa depositi e prestiti: prima come Chief Operating Officer Drilling BU (2006-2012), poi come Chief Operating Officer Onshore (2013) e infine come Chief Operating Officer (2013-2017).

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