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Golden Power alla Conte isolerà l’Italia dal mondo? Report

Pnrr

Portata, obiettivi, limiti e potenziali criticità della normativa su Golden Power a difesa degli asset strategici italiane in un report a cura dell’avvocato Filippo Mazza, partner dello studio Ughi e Nunziante.

“Il rischio che si corre è pertanto quello di disincentivare fortemente gli investimenti in Italia, con relativo rischio di isolamento per il nostro Paese”.

E’ quello che si legge nelle conclusioni di un approfondito report sugli “interventi normativi legati al Golden Power al tempo della pandemia da Covid-19” a cura dell’avvocato Filippo Mazza, partner dello studio Ughi e Nunziante.

Per questo il paper auspica in materia di tutela degli asset strategici nazionali “un impegno definitorio dei confini applicativi del Golden Power sempre maggiore, così da consentire agli investitori e agli operatori del mercato di verificare con chiarezza l’appartenenza ai settori strategici nonché gli eventuali obblighi di notifica a cui sono assoggettati in occasione del compimento di operazioni societarie”.

L’approfondimento sottolinea la “tendenza ad una crescita in un certo senso ipertrofica del Golden Power induce a domandarsi quanto e come un campo d’azione così ampio di poteri la cui essenza è quella di limitare/vietare investimenti esteri sia conciliabile con la necessità di favorire tali investimenti (soprattutto alla luce della crisi dei mercati determinata dalla pandemia in corso)”.

L’avvocato Mazza riconosce “l’esigenza di tutelare i settori strategici”, ma la disciplina normativa attuale “potrebbe tuttavia rischiare di ridurre gli investimenti esteri in Italia nonché di ingolfare la macchina pubblica, chiamata ora ad analizzare un numero sempre più crescente di notifiche”.

Per questo – vista in parte la vaghezza di alcune disposizioni, sottolinea la nota – “è chiaro che l’espansione del Golden Power rappresenta una nuova sfida per gli operatori del mercato e per chi a quest’ultimi presta assistenza”.

Secondo il paper, saranno moltissime le operazioni di M&A che d’ora in poi ricadranno nell’alveo del Golden Power, con necessario sforzo d’ingegno da parte degli operatori del diritto di prevedere e gestire questo ulteriore adempimento e le relative possibili conseguenze dello screening del Governo (che possono andare dall’imposizioni di condizioni fino al divieto di concludere l’operazione).

Il rischio – si legge nelle conclusioni dell’analisi dell’avvocato Mazza – che si corre è “quello di disincentivare fortemente gli investimenti in Italia, con relativo rischio di isolamento per il nostro Paese. Per tali ragioni, anche in vista di una prossima uscita dall’attuale condizione di emergenza, è auspicabile un impegno definitorio dei confini applicativi del Golden Power sempre maggiore, così da consentire agli investitori e agli operatori del mercato di verificare con chiarezza l’appartenenza ai settori strategici nonché gli eventuali obblighi di notifica a cui sono assoggettati in occasione del compimento di operazioni societarie”.

QUI LA NOTA INTEGRALE SU GOLDEN POWER

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