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Ipo Golden Goose

Golden Goose, tutto su Ipo e aumento di capitale per pochi intimi

Come saranno Ipo e aumento di capitale di Golden Goose, la società famosa per le sneakers con la stella. Fatti, numeri e approfondimenti

 

Per il suo progetto di quotarsi in Borsa, Golden Goose ha annunciato di aver individuato un intervallo di prezzo per le sue azioni ordinarie tra 9,50 e 10,50 euro, che corrispondono a una capitalizzazione di mercato compresa tra gli 1,69 e gli 1,86 miliardi di euro.

Il periodo di offerta dovrebbe iniziare il prossimo 13 giugno e terminare intorno al 18 giugno, sebbene possa essere ridotto, esteso o sospeso. Il prezzo finale dell’offerta dovrebbe essere pubblicato il 19 giugno e il primo giorno di negoziazione è previsto per il 21 giugno.

COSA SI SA SU IPO E AUMENTO DI CAPITALE

L’Ipo, fa sapere una nota riportata dalle agenzie di stampa, consisterà in un collocamento riservato a investitori istituzionali di azioni di nuova emissione della società derivanti da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione e azioni esistenti offerte in vendita dall’attuale azionista unico Astrum.

In particolare, Astrum – controllato dal fondo Permira – cederà circa 43,62 milioni di azioni al prezzo massimo e 42,95 milioni a quello minimo, a cui si aggiungerà l’emissione di nuove azioni da parte di Golden Goose per un controvalore di 100 milioni di euro.

Astrum, inoltre, concederà a JP Morgan, in qualità di stabilization manager, un’opzione di Over-allotment fino al 15% del numero totale di azioni in offerta. Senza questa opzione, complessivamente sul mercato finirà il 30% del capitale del gruppo.

Nell’ambito dell’Ipo i fondi di Invesco, in qualità di “cornerstone investor”, si sono impegnati ad acquistare azioni al prezzo finale, subordinatamente a determinate condizioni sospensive, per un importo di 100 milioni di euro.

LE PERFORMANCE DI GOLDEN GOOSE NEL 2023 E NEL 2024

Golden Goose, per dirla con le parole del suo ad, Silvio Campara, ha archiviato il 2023 con una “solida performance”.

Il gruppo, infatti, scriveva lo scorso marzo Il Sole 24 Ore, “chiude il 2023 con ricavi netti per 587 milioni di euro, in crescita del +18% a cambi costanti rispetto all’anno fiscale 2022. L’Ebitda adjusted del periodo si attesta a 200 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto all’anno fiscale 2022 mentre l’Ebit adjusted è di 149 milioni, in crescita del 22% rispetto al full year 2022. Il Capex è pari a 38 milioni, mentre l’indebitamento netto (incluse le passività per leasing) si attesta a 479 milioni”.

Con un totale di 191 punti vendita nel mondo alla fine del 2023, la crescita è stata registrata in tutte le aree geografiche.

Il trend positivo è poi proseguito anche nel primo trimestre del 2024 con “un incremento dell’11% (+12% su base annua a tassi di cambio costanti) a 148 milioni di euro, con ‘margini solidi’”, affermava Il Sole a fine aprile. In particolare, “il canale direct-to-consumer nel periodo ha visto una crescita del 18% (20% su base annua a tassi di cambio costanti), grazie all’ottima performance nella regione EMEA e nelle Americhe”.

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