Economia

Garanzie liquidità, ecco perché le banche pizzicano Mcc (Invitalia)

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Il punto della situazione sull’iter delle garanzie pubbliche. Le comunicazioni della Sace (gruppo Cdp). Le attese dell’Abi. Il ruolo di Mcc (Invitalia). E gli auspici della Banca d’Italia.

Sace ha inviato alle banche il disciplinare contenente la descrizione del processo di richiesta della garanzia Sace e tutte le informazioni utili ai professionisti e agli istituti di credito coinvolti nella gestione delle richieste del finanziamento garantito da Sace e contro-garantito dallo Stato fino a un ammontare massimo di 200 miliardi in base alle disposizioni del Decreto liquidita’. Lo rende noto un comunicato. Il vademecum, sviluppato grazie alla collaborazione in Task Force con l’Abi, da’ “specifiche indicazioni sulla normativa di riferimento, le caratteristiche degli interventi e le relative procedure di attivazione attraverso i quattro successivi passaggi necessari. Il disciplinare prevede infine un sistema di reporting periodico con frequenza trimestrale che consentirà il monitoraggio delle esposizioni e l’andamento complessivo dell’operatività e dei suoi impatti effettivi.

I 4 STEP

Serviranno quattro step per ottenere il credito garantito dallo Stato attraverso la procedura che vede coinvolta Sace. Lo prevede il vademecum, sviluppato dalla società in task force con l’Associazione bancaria italiana. La procedura parte con (1) la presentazione della richiesta di finanziamento all’istituto finanziatore da parte dell’assistito; quindi prosegue (2) con l’invio della richiesta di garanzia a Sace da parte del soggetto finanziatore; (3) l’esito della richiesta di garanzia Sace; (4) l’erogazione del finanziamento.

IL LAVORO TRA ABI E SACE

Ai fini di far arrivare tempestivamente liquidità al sistema saranno ammessi anche nuovi finanziamenti erogati dal sistema dopo l’entrata in vigore del decreto. Il tutto, bilanciando le evidenti necessità di rapidità nell’erogazione con le altrettanto imprescindibili verifiche ai fini di rispetto degli aspetti normativi. L’intenso lavoro con Abi portato avanti ininterrottamente, compreso il week end pasquale, dall’avvio della Task Force, consentirà alle banche di effettuare la fase istruttoria delle pratiche presentate dalle imprese e abiliterà un adeguato flusso di scambio dati attraverso apposito tracciato record. Il disciplinare prevede infine un sistema di reporting periodico con frequenza trimestrale, strumento cruciale di controllo e accountability che consentirà il monitoraggio delle esposizioni e l’andamento complessivo dell’operatività e dei suoi impatti effettivi.

LE PAROLE DELL’ABI

Le banche non riescono ancora ad effettuare le anticipazioni di liquidità. Lo segnala l’Abi in un comunicato al termine del Comitato Esecutivo in videoconferenza sotto la presidenza di Antonio Patuelli. Il comitato esecutivo, si legge, sottolinea che “le dichiarazioni di immediata disponibilità delle forme di anticipazione di liquidita’ non hanno tenuto conto degli adempimenti, non dipendenti dalle banche, non sempre ancora completati e che impediscono alle banche di attuare, fino ad ora, le misure di liquidità, che necessiterebbero di semplificazioni”.

CHE COSA ATTENDE ABI DA MCC

“Le banche – aggiunge la nota Abi – per poter operare nel rispetto della legge, delle norme di vigilanza e della sana e prudente gestione che sempre devono rispettare anche nella fase dell’emergenza e dell’urgenza, hanno necessita’ di avere certezze giuridiche su strumenti e modalità operative”. Fin qui la nota dell’Esecutivo dell’associazione bancaria. Il direttore generale Giovanni Sabatini in una dichiarazione spiega, poi, che si e’ in attesa delle misure applicativa del decreto imprese sulla liquidita’ da parte di Sace e Mcc. “La Sace – scrive Sabatini – ha predisposto nelle ultime ore le indispensabili indicazioni degli aspetti documentali e procedurali per dare attuazione ai finanziamenti con garanzia della Sace medesima, su cui Sace ha chiesto le valutazioni delle banche per giungere alla versione definitiva del documento”. Versione definitiva, quindi, ad ora non disponibile con la conseguenza di rendere impossibili entro oggi i primi versamenti. Situazione non dissimile nel caso di Mediocredito Centrale (banca controllata da Invitalia guidata dall’ad, Domenico Arcuri, nominato commissario all’emergenza Covid-19 dal premier Giuseppe Conte. Il Mediocredito centrale – ha aggiunto Sabatini – ha reso disponibile la modulistica per la richiesta dell’anticipo di liquidita’ fino a 25 mila euro per le piccole imprese e le partite Iva, le banche attendono dal Mediocredito Centrale l’attivazione delle procedure di trasmissione delle domande per l’accesso alle relative garanzie”

LA POSIZIONE DELLA BANCA D’ITALIA

“Le condizioni per una rapida operatività di Sace” nell’erogazione della garanzia sui prestiti alle imprese prevista dalle misure di emergenza del governo “ci sono”. E’ quanto ha affermato Giorgio Gobbi, economista e Capo del servizio Stabilità finanziaria della Banca d’Italia nel corso dell’audizione presso la commissione di inchiesta sul sistema bancario. Rispondendo a chi gli chiedeva se Sace potrà essere subito operativa a partire dal 4 maggio con l’avvio della fase 2, Gobbi ha osservato che “la prima domanda da porsi è perché serviva l’intervento di Sace. La risposta – ha osservato – è che in Italia non esiste un veicolo per la concessione di una garanzia di prima istanza a imprese che non siano Pmi, e per questo si è scelta Sace. In passato le grandi imprese erano un tabù, non potevano essere aiutate”. Secondo Gobbi, “le condizioni ci sono per erogare i prestiti, il numero e la platea di imprese cui si rivolge Sace è potenzialmente più ristretta di quella a cui si rivolge il Fondo garanzia pmi, ci sono dunque le condizioni per una rapida operatività di Sace”.

I NUMERI DEL GOVERNO

“L’effetto leva varia a seconda delle dimensioni, abbiamo stimato un totale di 750 miliardi con una pluralita’ di strumenti” per le garanzie statali, che vanno dal Fondo centrale di garanzia alla Sace, alla moratoria per le Pmi, alle garanzie per le imprese medio-grandi. Lo dice il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani dopo le criticità e i limiti emersi sui prestiti garantiti nel decreto Imprese, in particolare quelli fino a 25 mila euro. “E’ un pacchetto articolato di misure, con una pluralità di interventi in linea con il quadro europeo, ma noi siamo al di sopra di quanto fatto da altri paesi in rapporto al Pil”, ha aggiunto.

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