Economia

Le Gacs sulle cartolarizzazioni sono un rischio per lo Stato?

di

banche azionisti

Come procedono le audizioni parlamentari nella commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. L’allarme di Hoist Finance sulle Gacs

Strumento efficace e da estendere secondo il governatore Ignazio Visco ma anche rischioso a causa della pandemia e non solo. Di gacs, ovvero delle garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze concesse dallo Stato, si sta discutendo in queste settimane nella commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario presieduta da Carla Ruocco (M5S), alle prese con le norme europee sul calendar provisioning e sulla classificazione della clientela da parte delle banche.

IL PROBLEMA DELLE GACS

L’allarme gacs, come si diceva, è arrivato e a lanciarlo è stato Clemente Reale, che guida in Italia Hoist Finance, banca svedese con filiali e sussidiarie in 12 Paesi Ue ed è specializzata nel recupero crediti. Secondo Reale, le garanzie pubbliche sulle cartolarizzazioni “preoccupano, ci può essere un rischio per lo Stato” visto che “i prezzi sono stati troppo alti e le curve di recupero sono sottoperformanti”. I tempi non sono semplici, a causa della pandemia che ha allungato i tempi di recupero, e ora “anche gli investitori professionali stanno perdendo i loro soldi: se li perde lo Stato li perdono anche loro”.

Reale si è poi espresso in generale sul mercato degli Npl per cui a suo giudizio, in Italia, occorre una nuova legge sul sovraindebitamento sulla scia del modello francese e che sia “trasparente, snella e veloce da applicare”. Nel nostro Paese, avverte, stanno crescendo le posizioni in sovraindebitamento.

COS’HA DETTO VISCO SULLE GACS

Sulle gacs è intervenuto la scorsa settimana anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che è stato ascoltato nella stessa commissione bicamerale in merito alle norme europee sul calendar provisioning e sulla classificazione della clientela da parte delle banche. “Le gacs si sono rivelate uno strumento efficace per agevolare la vendita delle sofferenze – ha detto -; una loro estensione appare consigliabile e potrebbe anche costituire l’occasione per introdurre modifiche alla sua disciplina, così da far sì che tutti i soggetti coinvolti nell’operazione (banche cedenti, servicers, investitori e garante) operino con i giusti incentivi al fine di ridurre al minimo il rischio che la garanzia statale debba essere escussa”.

Visco ha poi ricordato che “anche la norma del DL Cura Italia volta a incentivare le cessioni, entro il 31 dicembre 2020, di crediti deteriorati da parte delle imprese potrebbe essere replicata. La misura consiste nella possibilità di trasformare in crediti d’imposta una quota di attività per imposte anticipate (DTA) per un ammontare proporzionale al valore dei crediti deteriorati ceduti a terzi”. Al momento, ha evidenziato il governatore, “sulla base di informazioni ancora provvisorie, di questa norma hanno beneficiato cessioni realizzate dalle banche italiane nel 2020 per circa 15 miliardi; ad esse ha corrisposto la conversione in crediti di imposta di circa 800 milioni di Dta”.

QUALCHE NUMERO DA BANKITALIA

In occasione dell’audizione Visco ha pure fornito le cifre del sistema: 27 cartolarizzazioni con gacs ed emissione di titoli per 17,7 miliardi di cui 14,4 assistiti dalle garanzie pubbliche. Delle 27 operazioni, ha evidenziato, “11 presentano recuperi in linea con il piano, mentre 16 di esse evidenziano un ritardo (3,2 miliardi di incassi contro 3,7 attesi). Nella grande maggioranza dei casi i ritardi sono dovuti agli effetti della pandemia e risentono del blocco delle procedure giudiziarie. Al momento, tuttavia, per nessuna operazione sono state registrate perdite sulle tre tranche emesse”. E ancora: “I rimborsi effettuati a partire dalla data di emissione hanno diminuito la consistenza di questi ultimi a 10,5 miliardi, riducendo corrispondentemente l’esposizione dello Stato”.

Per il numero uno di Palazzo Koch “il meccanismo della gacs è stato rivisto nel 2019 con l’obiettivo di ridurre il rischio a carico dello Stato e di dare maggiori incentivi ai servicers nell’attività di recupero. L’efficacia di questi interventi correttivi sembra essere confermata dalla migliore performance delle operazioni realizzate dopo quella data”.

L’APPELLO DI ASSIOM-FOREX

Di estendere l’ambito di applicazione delle gacs ha parlato in occasione del 27esimo congresso Assiom-Forex il presidente dell’associazione, Massimo Mocio. “Riteniamo fondamentale il rinnovo, e possibilmente l’allargamento dell’ambito di applicazione, delle ‘Garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze’, le cosiddette Gacs, oltre che la modifica delle norme che disincentivano il coinvolgimento delle banche nel mercato secondario degli Npl” ha detto Mocio evidenziando il rischio – causa pandemia – di un aumento degli Npl per le banche nostrane.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati