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Francia e Germania non tritano più i pulcini maschi (e non c’è niente da ridere)

Pulcini

Da gennaio 2022 Francia e Germania hanno vietato la “macinazione” dei pulcini maschi. L’articolo di Enrico Martial

 

Dal primo gennaio 2022, Francia e Germania hanno vietato la “macinazione” dei pulcini maschi. I due Paesi hanno si sono mossi insieme nel quadro della cooperazione del Trattato dell’Eliseo, in particolare il 13 gennaio 2020 con un seminario a Berlino presieduto dai due ministri dell’agricoltura insieme agli operatori e alle aziende che già avevano iniziato delle pratiche alternative.

Il tema del benessere dei pulcini maschi finiti tritati (50 milioni all’anno in Francia), apparentemente di nicchia, ha un valore non soltanto per il settore o sul versante morale, ma anche più in generale come termometro della trasformazione della filiera agroalimentare in Europa.

Si osserva infatti, tra politiche pubbliche e modifiche della domanda, la riduzione del modello intensivo verso modelli estensivi e meno concentrati, con un innalzamento dei costi del prodotto finale anche in risposta alla progressiva trasformazione del profilo dei consumatori, disposti a spendere di più sul cibo. “Non è più l’epoca di piazzare i prodotti alimentari a prezzi di svendita”, ha detto il 26 dicembre al settimanale Bild Cem Özdemir, ministro dell’agricoltura, dei Verdi e primo di origine turca in un governo tedesco. Si nota peraltro che la Germania è la più avanzata nella produzione di prodotti alimentari a basso prezzo, con i colossi della distribuzione Aldi, Lidl, Rewe, Edeka.

Analogamente, in un caso emblematico come questo dei pulcini – in cui si giunge a guardare dentro all’uovo per identificarne il sesso – si capiscono i problemi giganteschi di trasformazione organizzativa, economica e tecnica in cui sono coinvolte attualmente le diverse filiere agroalimentari, distribuzione compresa, in un’epoca di faticosa risalita da una china, almeno in Europa, sulla protezione sanitaria (e virale), sulla tutela dell’animale, sulla sicurezza alimentare e ambientale.

Nati insieme ai pulcini femmine destinate a diventare galline ovaiole, i pulcini maschi sono considerati a crescita troppo lenta, inutili per la carne e destinati perciò all’eliminazione. La “macinazione” è stata mostrata da alcuni video di associazioni animaliste, come “L214”, a partire dal 2014, con i nastri trasportatori carichi di pulcini vivi che cadevano in una trituratrice. Lo scandalo in Francia colpi l’opinione pubblica, risalì in parlamento e comportò la decisione del governo francese di finanziare la ricerca sull’individuazione del sesso dei pulcini prima della schiusa dell’uovo, con circa 4,3 milioni di euro. In Germania fu il tribunale amministrativo federale nel 2019 a imporre la modifica legislativa, con gran parte dei pulcini maschi (40 milioni all’anno) eliminati per mezzo di soffocamento.

Vi sono due tecniche individuate: con un microforo in ogni uovo, si è arrivati a prelevare una minuscola quantità di materiale poi messo in contatto con un reagente capace di identificare il sesso. In seguito si è sviluppata un sistema che consente di identificare il colore del primo piumaggio dell’embrione (spettrofotometria), bianco per i maschi e rosso per le femmine. Il metodo più recente è rapido nell’analizzare le decine di migliaia di uova all’ora in produzione e meno costoso. Con entrambi i metodi, le uova con gli embrioni maschi vengono destinate ad altro uso o eliminate prima della schiusa.

Entro il primo gennaio le aziende francesi hanno dovuto acquistare una di queste macchine o comunque averne effettuato l’ordine – considerata la corsa alla loro produzione – così da rendere il sistema operativo nel 2022.

L’iniziativa è finanziata con 10 milioni di euro dal piano France Relance (Il PNRR francese), che ha aiutato le aziende per il 40% dei costi di acquisizione e installazione dell’apparecchiatura. L’onere ricade in parte anche sul mercato, per quanto minimo: 1 euro a gallina ovaiola, con un costo finale per il consumatore di 1 centesimo di euro sulla confezione da sei uova.

La Svizzera ha già vietato la “macinazione” dei pulcini maschi dal gennaio 2020, ma continua a consentire la gasificazione con CO2. Francia e Germania hanno già manifestato al Consiglio agricoltura del 19 luglio 2021 la volontà di promuovere un regolamento al riguardo, nell’ambito della politica “Farm to Fork – Dalla fattoria alla tavola” ma è già noto che una dozzina di Paesi sono al momento contrari.

In Francia, il gruppo Carrefour e la rete dei produttori “Les Fermiers de Loué” avevano iniziato da febbraio 2020 a utilizzare la tecnica della spettrofotometria, affiancati dall’azienda tedesca AAT, e a identificare le prime 30mila uova, evitando di tritare i corrispondenti pulcini maschi. Dal maggio seguente avevano attribuito un proprio certificato “Etichetta rossa” alle galline ovaiole selezionate con quel metodo: si trattava del 20% delle uova vendute con proprio marchio, da valorizzare sotto il profilo economico e ambientale e da presentare al consumatore.

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