Economia

Fincantieri, Eni, Leonardo-Finmeccanica e non solo. Ecco cosa ha deciso il Mef sulla riassicurazione di Sace

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Fatti, nomi e indiscrezioni su un dossier che tiene in ansia campioni nazionali come Fincantieri (in primis), Leonardo (ex Finmeccanica) ed Eni.

 

Ancora nulla di fatto per il vertice di Sace, la società della Cassa depositi e prestiti che assicura l’export delle aziende italiane.

Tesoro e Cdp devono ancora trovare l’accordo per il nuovo board, scaduto da mesi.

Ma al ministero dell’Economia, sempre su Sace, qualcosa si muove.

Secondo le indiscrezioni raccolte in ambienti governativi da Start, nei giorni scorsi si è tenuta al dicastero dell’Economia una riunione anche con il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera.

L’esito della riunione? Si sarebbe trovata una soluzione per sbloccare il nodo della riassicurazione che tiene in ansia campioni nazionali come Fincantieri (in primis), Leonardo (ex Finmeccanica) ed Eni.

Da mesi, infatti, deve essere firmata una nuova convenzione tra Mef e Sace, ma tutto è fermo alla direzione generale del Tesoro. Anche in vista del nuovo board della società controllata da Cassa depositi e prestiti.

Il risultato di questo stallo preoccupa le grandi aziende come Eni, Fincantieri e Leonardo-Finmeccanica. Il motivo? Di fatto c’è una sorta di blocco della riassicurazione.

Che cosa significa? Negli ultimi anni il livello di attività della Sace è talmente cresciuto, specie nel settore della cantieristica (con Fincantieri), ma anche nell’oil&gas e in parte nella difesa (con Leonardo-Finmeccanica), che la riassicurazione è arrivata a circa il 40%.

La riassicurazione di fatto ricade sul ministero dell’Economia retto da Giovanni Tria. E nella prospettiva, non improbabile secondo addetti ai lavori del settore assicurativo, che la riassicurazione arrivi presto al 60%, il Tesoro sta valutando se e come modificare l’approccio e il rapporto con la Cdp.

Come è stato superato lo stallo tecnicamente? Cercheremo di capirlo.

Ma per lo sblocco effettivo del dossier è necessario – dicono fonti del Tesoro – una delibera del Cipe tra fine mese e i primi di settembre.

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