skip to Main Content

Covisoc

Figc, perché Gravina ha silurato Boccardelli dalla Covisoc?

Che cosa è successo ai vertici della Covisoc? Fatti, nomi, indiscrezioni e ricostruzioni.

Ribaltone alla Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche.

Il presidente Paolo Boccardelli (nella foto) a sorpresa è stato sostituito prima della scadenza del mandato (i quattro anni del mandato terminano il prossimo giugno), con un avallo anche governativo si dice in ambienti calcistici, quindi non solo per mano dei vertici della Figc presieduta da Gabriele Gravina.

Ecco fatti, nomi, indiscrezioni e ricostruzioni.

GERMANA PANZIRONI È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA COVISOC

Germana Panzironi è il nuovo presidente della Covisoc, la commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche. Nel corso del consiglio federale tenuto in settimana, la Figc presieduta da Gabriele Gravina l’ha nominata con i voti di quasi tutti i componenti. Ne mancava uno, quello del patron della Lazio Claudio Lotito.

Per Gravina si tratta di un risultato importante, arrivato – secondo il quotidiano La Verità – tra le polemiche di diversi club di Serie A e Serie B che hanno avuto a che fare con la Panzironi in passato, in particolare quando era giudice sportivo.

Panzironi è l’attuale presidente del Tar Abruzzo, ma in passato è stata anche capo di gabinetto di importanti ministeri. “L’incarico a presidente della Covisoc di un magistrato amministrativo rischia di compromettere l’imparzialità della commissione che valuta il processo di ammissione delle società di calcio ai campionati. I ricorsi contro i provvedimenti, infatti, finiscono proprio al Tar”, si legge su Calcio&Finanza.

Il punto ora sarà quindi tenere a bada le squadre di calcio che sono già sul piede di guerra. La nomina della Panzironi, infatti, oltre a presentare potenziali conflitti di interesse (è presidente del TAR dell’Abruzzo dove potrebbero arrivare anche ricorsi contro i provvedimenti del Covisoc), sancisce di nuovo lo sbilanciamento dei poteri interni al consiglio federale FIGC, dove le squadre di Serie A e Serie B vantano meno voti rispetto a quelle dilettanti e persino all’associazione calciatori, ha aggiunto Calcio&Finanza.

COSA SCRIVEVA LA GAZZETTA DELLO SPORT

Qualche traccia di attriti fra Gravina e Boccardelli si rintracciano in un articolo della Gazzetta dello Sport, datato 23 luglio:

L’incandescente estate della Serie B non lascia tranquillo Gabriele Gravina. C’è qualcosa che proprio non gli va giù ed è pronto a intervenire al più presto e in modo duro per cambiare le cose. La misura è colma e lui mette da parte il politicamente corretto e dice la sua: “Abbiamo chiuso il campionato a giugno con due immagini: una società che vince i playoff, il Lecco, ed una che saccheggia lo stadio perché retrocessa (il Brescia, ndr). È strano, oggi il Lecco è in Terza categoria e il Brescia in Serie B, è evidente che ci sia qualcosa che non va. Nel rispetto delle decisioni che prenderanno gli organi giurisdizionali, dico che è stato lanciato un messaggio che è contrario ai valori dello sport”.

Parole pesanti quelle pronunciate dal presidente federale sabato sera in piazza a Rivisondoli nel convegno «Il calcio di domani», che arrivano dopo la sentenza del Collegio di Garanzia presso il Coni che esattamente una settimana fa, accogliendo il ricorso del Perugia, condannava il Lecco a ripartire da zero. Colpa di un ritardo nella documentazione sullo stadio, che la Federcalcio aveva giudicato non vincolante visto che era maturato alla luce di uno slittamento del calendario della Lega Pro, tanto da far meritare al Lecco la conferma della B. Ma al momento, dopo il Coni, rimane fuori, mentre il Brescia, come dichiara lo stesso Gravina, grazie alla mancata ammissione della Reggina bloccata dalla Covisoc si appresta a partecipare al torneo da cui era retrocesso.

Il risultato è appunto “un messaggio contrario ai valori dello sport”, che il presidente non ha più intenzione di accettare. E dalle parole vuole passare ai fatti: dopo l’estate proporrà il blocco di ripescaggi e riammissioni. Una mossa importante che porterebbe inevitabilmente all’eliminazione di ogni possibile ricorso e dunque un modo per avere da subito un quadro chiaro dei campionati. “Pensare che ogni volta gli sconfitti attendano riammissioni o ripescaggi va contro lo sport e quei valori che vogliamo portare avanti anche per riavvicinare le famiglie allo stadio. Il calcio – ha detto Gravina nel convegno – sta vivendo un’estate infuocata nei tribunali, per ragioni che prima o poi dovremo affrontare in maniera decisa”. Ecco, le affronterà chiedendo appunto di cambiare il regolamento, anche se al momento la riforma – che non potrà necessariamente essere completata in tempi brevissimi – è tutta da definire, perché bisogna capire le ricadute sui format dei campionati. Di certo avrà effetti importanti, soprattutto per scongiurare un’estate come questa, vissuta aspettando sentenze, tanto da spingere la Figc ad attendere la decisione del Consiglio di Stato del 29 agosto prima di fare gli organici e quindi far partire Serie B e C. “Le sconfitte vanno accettate – ha concluso Gravina – pensare che ogni anno i campionati debbano subire un impatto negativo per colpa di chi attende riammissioni o ripescaggi non fa bene allo sport. Ed è un danno al brand del calcio italiano“.

I RAPPORTI DI BOCCARDELLI CON INTESA SANPAOLO

Boccardelli non è una figura di secondo piano nei palazzi del potere romano. Economista, docente alla Luiss, presenze in cda come attualmente in quello Tim, è stato nel cda di Ubi Banca (dove non si oppose all’Opa di Intesa Sanpaolo), da sempre in rapporti costruttive con il gruppo guidato da Carlo Messina. A testimoniarlo sono anche le partnership della Luiss con Intesa.

“Per l’Italia è una tragedia. Abbiamo almeno 2 milioni di neet fra i 15 e i 29 anni”.  Così Paolo Boccardelli, docente di Economia all’università Luiss, ha di recente illustrato – secondo il resoconto di Repubblica – i dati di un focus sul tema dei Not in Education, Employment or Training, (individui che non studiano, non lavorano e non cercano un’occupazione) all’evento Nessuno Escluso di Intesa Sanpaolo a Brescia. “La media europea è dell’11,7%, mentre in Italia è del 23,1%. Più del doppio”, spiega per dare le dimensioni del fenomeno.

Boccardelli è stato anche coautore di una ricerca intitolata Le aree di intervento di Intesa Sanpaolo sui temi di occupabilità, dove si sono approfondite approfondisce “le principali iniziative e programmi che dimostrano l’azione concreta che Intesa Sanpaolo, in collaborazione con diversi Partner, realizza per incentivare l’occupabilità in Italia”.

“Boccardelli è stato silurato perché non è più una personalità gradita a Gravina e perché ai vertici del governo a guida Fdi è considerato vicino a Lotito, presidente della Lazio e parlamentare di Forza Italia”, dice a Startmag una persona al corrente della questione.

Back To Top