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Vice

Tutto sui fallimenti di BuzzFeed e Vice

BuzzFeed e Vice erano raccontati come i due nuovi media capaci di demolire i giornali tradizionali. Entrambi, invece, sono andati in crisi. Estratto dalla newsletter Charlie del quotidiano Il Post.

BuzzFeed è stato il sito che a un certo punto – quindici anni fa – è sembrato rappresentare di più il travolgente successo dei nuovi e sovversivi prodotti di informazione online: prima con un approccio scientifico e vincente alla diffusione di contenuti “virali” e poi con la creazione di una sezione più tradizionalmente e autorevolmente giornalistica, BuzzFeed News. Nel bel libro di Jill Abramson – ex direttrice del New York Times – che spesso citiamo su Charlie, BuzzFeed e Vice sono raccontati come i due nuovi avversari che erano sembrati demolire grandi testati storiche come il New York Times e il Washington Post.

Poi le cose si sono rovesciate di nuovo, e tutta quella famiglia di “giovani turchi” digitali – Vice, Buzzfeed, Huffington Post (oggi HuffPost) – è entrata in una grossa e diffusa crisi. Buzzfeed News è stato chiuso un anno fa.

Mercoledì BuzzFeed ha annunciato il licenziamento di 160 persone e la vendita del sito Complex, che permetterà all’azienda di pagare una parte dei suoi creditori.

Intanto nel Regno Unito la società del quotidiano Independent starebbe trattando per prendere in gestione le edizioni britanniche di Buzzfeed e dello HuffPost (acquisito da Buzzfeed nel 2020), secondo un articolo del Financial Times. Le edizioni non statunitensi dello HuffPost sono state quasi tutte cedute o chiuse negli anni passati (quella italiana è stata completamente rilevata dal gruppo GEDI): quella britannica ha rivelato particolari difficoltà di recente. Il Financial Times non può fare a meno di notare anche qui l’inversione di tendenza:

The multiyear strategic partnership is a symbolic moment for the sector, with the almost 40-year-old British media group taking charge of the local operations of a start-up once seen as the future of the industry and known for its combination of easily shared listicles and candy-coloured emojis.

IL TRACOLLO DI VICE

Peggio ancora va a Vice, dove sono stati annunciati ulteriori licenziamenti e la fine delle attività sul sito.

“La prossima settimana Vice Media, la società che pubblica la rivista Vice, licenzierà centinaia dei suoi 900 dipendenti, tra cui tutti quelli che si occupano della divisione editoriale: il sito Vice.com, che è stato da sempre l’attività centrale e più riconoscibile dell’azienda, smetterà di essere aggiornato. La decisione è stata comunicata ai dipendenti da Bruce Dixon, l’amministratore delegato di Vice Media, in una lettera che diversi giornali statunitensi hanno potuto leggere, e di cui hanno pubblicato alcune parti. Non è ancora chiaro quanti dipendenti di preciso saranno licenziati”.

Vice era una rivista fondata negli anni Novanta in Canada, rivolta a un pubblico giovanile con un misto di contenuti giornalistici aggressivi e poco convenzionali e di temi di consumi e mode contemporanee. Nei decenni successivi ha avuto un enorme successo diventando una società digitale e di produzione video, ma con diverse traversie ed alti e bassi, legati anche alle personalità dei suoi fondatori.

(Estratto dalla newsletter Charlie di Il Post)

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