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F2i

F2i, come va la guerra fra Ravanelli e Pimpinella

Che cosa sta succedendo fra i soci del fondo infrastrutturale F2i. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Tensioni ad alzo zero fra banchieri e non solo per l’assetto di vertice di F2i, il fondo infrastrutturale che vede nell’azionariato ben 19 soci di spicco tra fondazioni, banche e casse di previdenza.

Ci sono le storiche diversità di impostazioni fra Giuseppe Guzzetti e Fabrizio Palenzona ad alimentare sotto traccia le tensioni. Ma il motivo sottostante delle fibrillazioni sono anche, e soprattutto, i poteri e l’attivismo del numero uno del fondo F2i, Renato Ravanelli (a sinistra nella foto), dal 2014 al vertice del fondo con la benedizione particolare della fondazione Cariplo e all’epoca anche di Matteo Renzi oltre che di ambienti altolocati del cattolicesimo.

LA COMPETIZIONE FRA PIMPINELLA E RAVANNELLI

All’attivismo non da tutti apprezzato di Ravanelli, si contrappone un altro attivismo inusuale per i felpati mondi della finanza, quello del direttore generale di Enpam Domenico Pimpinella (a destra nella foto), protagonista con il presidente della medesima fondazione Enpam (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri), Alberto Olivetti, anche della partita Mediobanca in una posizione pro Caltagirone, ha rimarcato criticamente il settimanale Milano Finanza.

LE PARTECIPAZIONI DI F2i

Il portafoglio di partecipazioni di F2i è diviso per settori: trasporti e logistica, energie per la transizione, reti di distribuzione, reti di telecomunicazioni, infrastrutture socio-sanitarie, economia circolare.

Nel settore aeroportuale, F2i è azionista di Sea (quota del 45 per cento), Gesac (83 per cento), Sagat (100 per cento), Geasar (79,8 per cento), Sogeaal (71,2 per cento), Aeroporto Friuli Venezia Giulia (55 per cento), Aeroporto di Bologna (10 per cento), F2i Holding Portuale (100 per cento), Compagnia Ferroviaria Italiana (93 per cento) e Infracis (26,3 per cento).

Nell’energia, partecipa in Sorgenia (72,4 per cento), EF Solare Italia (70 per cento) e Ital Gas Storage (51 per cento).

Nelle reti di distribuzione, possiede quote di 2i Rete Gas (63,9 per cento) e Iren Acqua (40 per cento).

Nelle telecomunicazioni, ha partecipazioni in Ei Towers (60 per cento) e Persidera (100 per cento).

Nelle infrastrutture sanitarie, partecipa in Hisi (100 per cento), Althea (100 per cento), Kos (40,2 per cento) e Farmacie Italiane (62 per cento).

Nell’economia circolare, infine, F2i ha una quota del 70 per cento in ReLife.

GLI SCAZZI FRA SOCI DI F2i

Ma ecco tutti gli scazzi fra soci in casa di F2i. Tra gli azionisti dissenzienti, come ha svelato nei giorni scorsi dal quotidiano La Stampa, ci sono quattro casse di previdenza: Inarcassa (6,3%), Cipag (5%), Cassa Forense (4%) ed Enpam (4%). A questi soggetti si sono aggiunti, secondo Il Sole 24 Ore di oggi, anche Fondazione Crt (3,7%) e UniCredit (10%). “Un blocco azionario variegato che vale circa il 33% del capitale di F2i e che quindi teoricamente può rappresentare una minoranza di blocco in assemblea straordinaria”, sottolinea Alessandro Graziani del quotidiano economico-finanziario diretto da Fabio Tamburini.

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI IN F2i

Dopo l’inattesa disdetta al patto arrivata da una parte dei soci, stando a indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, le Fondazioni avrebbero deciso di presentarsi al negoziato sulla governance come blocco unico e avrebbero dato mandato a rappresentarle al presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Azzone. Blocco unitario a cui avrebbe confermato la propria adesione anche il neo presidente di Fondazione Cr Firenze Bernabò Bocca, nominato al vertice dell’ente pochi giorni fa.

SOCI IN SUBBUGLIO

Gli altri azionisti di F2i Sgr sono la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) con il 14%, Intesa Sanpaolo (10%), due grandi fondi esteri (15% complessivo), altre casse di previdenza Italiane (6%) e un nutrito gruppo di Fondazioni – composto in gran parte da enti azionisti di Intesa Sanpaolo – con il 21-22% complessivo.

GLI OBIETTIVI DEGLI AZIONISTI SCALPITANTI E LE TENSIONI FRA CARIPLO E CRT

A cosa mirano i soci scalpitanti e dissenzienti? La lettera di disdetta dell’accordo di consultazione per gli assetti di vertice pare riferirsi a una generica revisione degli accordi di governance, rimarca il quotidiano di Confindustria, che aggiunge: “Un’ipotesi è che l’apertura del nuovo fronte di discussione in F2i serva ad ampliare su più tavoli il confronto in corso tra le Fondazioni per la nomina del presidente di Cdp e di quello di Acri, cui ambisce il presidente di Fondazione Crt Fabrizio Palenzona. Aggiungere al confronto anche il dossier F2i porterebbe a un ridisegno complessivo degli equilibri di potere tra le Fondazioni, che è ancora basato sui venti anni di guida dell’ex presidente di Fondazione Cariplo e di Acri Giuseppe Guzzetti. Un’altra ipotesi, non necessariamente in contrasto con la precedente, è che l’obiettivo dei soci dissenzienti sia la sostituzione dell’a.d. di F2i Renato Ravanelli. E tra i possibili pretendenti alla carica vi sarebbe il direttore generale di Enpam Domenico Pimpinella, che viene indicato come particolarmente attivo su questo dossier dopo l’interventismo giocato in altre partite finanziarie (dal negoziato riuscito a metà su vicepresidenza e board di BancoBpm allo scontro su Mediobanca, che ha portato Enpam a votare contro la lista del cda)”.

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