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Eurovita

Eurovita: bilancio florido e flop assicurativo

Tutte le ultime novità su Eurovita, la compagnia assicurativa in amministrazione straordinaria. L’articolo di Emanuela Rossi.

Continuano i lavori intorno ad Eurovita, la compagnia assicurativa da fine in marzo posta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy in amministrazione straordinaria su proposta dell’Ivass.

Secondo Milano Finanza è saltata senza una nuova convocazione la riunione che si sarebbe dovuta tenere giovedì scorso a Via XX Settembre per definire il piano di salvataggio. Allo stesso tavolo erano attesi – oltre al commissario Alessandro Santoliquido e a rappresentanti del ministero dell’Economia – le principali banche distributrici (Sparkasse, Fineco, Credem e Fideuram) e i cinque principali gruppi assicurativi del mercato (Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Generali, Unipol e Allianz), soggetti che soggetti dovrebbero partecipare al piano per ricapitalizzare Eurovita. Il quotidiano economico riferisce che mancherebbero ancora da definire dettagli importanti ma che si punta a chiudere entro fine giugno. In ballo – lo ricordiamo – ci sono 353 mila clienti che hanno sottoscritto polizze per 15,3 miliardi.

COS’È E COSA FA EUROVITA

Costituita nel 1989, Eurovita ha iniziato ad operare nel 1992. Specializzata nel settore vita, al 31 dicembre scorso contava 258 addetti, tutti a tempo indeterminato, perlopiù impiegati e quadri. Dala visura emerge che la compagnia ha dieci soci tra cui spicca il più importante, Eurovita Holding Spa, che possiede 90.332.178 azioni ordinarie, seguita da Banca Popolare dell’Alto Adige che possiede 160.822 azioni ordinarie. Gli altri otto soci sono tutti parte della famiglia Bonacina. Il capitale sociale è di 90.498.908 euro.

I PROBLEMI DELLA COMPAGNIA

I problemi di Eurovita sono emersi con prepotenza lo scorso settembre, quando l’Ivass ha chiesto di ricapitalizzare la compagnia, arrivata nel frattempo alla soglia minima di Solvency II. Al 30 giugno 2022, ultimo dato disponibile, l’indice era già al 117 per cento. In seguito ci sono stati la sospensione dei riscatti dei contratti di assicurazione e di capitalizzazione stipulati dai clienti (a febbraio), il commissariamento della società (il 29 marzo) e, il giorno seguente, la proroga fino al 30 giugno della sospensione.

L’ULTIMO BILANCIO DISPONIBILE

Nell’ultimo bilancio depositato da Eurovita, relativo all’esercizio 2021, si legge che l’utile è stato pari a 36 milioni e 349 mila, in crescita dagli 11,2 milioni di un anno prima, mentre l’utile ante imposte ammontava a 49 milioni. In totale il conto economico complessivo scendeva però da 70,9 milioni del 2020 a poco più di 23 milioni del 2021. In discesa anche i ricavi, da oltre 1,6 miliardi a più di 1,5 miliardi, i premi netti da oltre 1,1 miliardi del 2020 a poco più di 1 miliardo, e i costi da 1,6 miliardi a quasi 1,5 miliardi. E se il capitale era stabile a 90 milioni e 498mila euro, il patrimonio netto si mostrava in flessione da 605 milioni e 123.324 euro a 497 milioni e 402.982 euro.

Per quanto riguarda invece la liquidità, in decisa crescita quella derivante dall’attività operativa, che superava il miliardo, e quella derivante da attività di finanziamento a 92 milioni da un rosso di oltre 362 milioni, mentre diminuiva la liquidità derivante da attività di investimento, da -33,1 milioni di fine 2020 a -1 miliardo e 155 milioni di fine 2021.

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