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Tutti i guai di Ericsson tra Isis, Usa e bond

Ericsson

Ericsson ha ammesso che potrebbe aver effettuato dei pagamenti all’Isis in passato. Ma è solo l’ultimo dei guai della società. Tutti i dettagli

 

Ericsson nella bufera.

In un’intervista con il quotidiano Dagens industri, l’amministratore delegato di Ericsson, Borje Ekholm, ha detto che la società – è svedese e si occupa di tecnologie per le telecomunicazioni – potrebbe aver effettuato in passato dei pagamenti allo Stato islamico per ottenere l’accesso a certe vie di trasporto in Iraq.

COSA HA DETTO IL CEO DI ERICSSON

Ekholm ha detto che Ericcson ha rinvenuto delle “spese insolite risalenti al 2018”, ma non ha ancora determinato l’identità del destinatario finale delle somme di denaro. Ha aggiunto però che le “vie di trasporto” acquistate dalla società passavano “attraverso delle aree che erano controllate da organizzazioni terroristiche, incluso l’ISIS”. Lo Stato islamico, o ISIS, si autoproclamò califfato globale nel 2014, e aveva una presenza territoriale particolarmente forte in Iraq.

IL CROLLO DELLE AZIONI

Dopo l’ammissione del CEO a Dagens industri, ieri le azioni di Ericsson sono crollate di quasi il 14,5 per cento: si tratta, come ricostruisce Bloomberg, del calo giornaliero più forte dal luglio del 2017.

I GUAI DI ERICSSON NEGLI STATI UNITI

Non è un buon momento per la società, che a ottobre è stata accusata dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di aver violato un accordo da 1 miliardo di dollari raggiunto con le autorità americane che serviva a mettere fine a un’indagine per corruzione.

L’accordo risale al 2019: una divisione di Ericsson si dichiarò colpevole per aver portato avanti, per anni, una campagna di corruzione tra l’Asia e il Medioriente; il caso venne chiuso con un accordo dal valore di 1 miliardo.

Lo scorso ottobre, però, il dipartimento di Giustizia americano ha accusato Ericsson di violazione dell’accordo per via della mancata consegna di alcuni documenti.

Secondo gli analisti di Handelsbanken, i pagamenti sospetti (forse all’ISIS) menzionati da Ekholm farebbero parte dell’indagine per corruzione del dipartimento di Giustizia.

I BOND DI ERICSSON

Mercoledì i bond di Ericsson al 2029, dal valore di 500 milioni di euro, sono calati di 1,2 centesimi, a 92,7. Si tratta, scrive Bloomberg, del calo giornaliero più forte dalla loro emissioni, lo scorso maggio. Il costo dell’assicurazione sull’insolvenza è giunto al livello più alto dal giugno del 2020.

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