Economia

Eni, Enel, Poste Italiane, Saipem. Ecco tutti i conti 2017 di Cdp

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Tutti i numeri 2017 del bilancio consolidato del gruppo Cassa depositi e prestiti, che ha partecipazioni in Snam, Eni, Enel, Poste Italiane e non solo. Articolo di Giusy Caretto

Cassa Depositi e Prestiti gode di ottima salute. L’utile, secondo quanto si legge in un comunicato della società, è balzato nei 12 mesi del 2017 a 4,5 miliardi di euro, dagli 1,2 del 2016.

I risultati della società controllata dal Tesoro che direttamente o indirettamente ha quote di peso in Snam, Terna, Eni, Saipem, Enel e Poste Italiane, arrivano nel giorno in cui il Movimento 5 Stelle ha di fatto silurato i vertici in scadenza di Cdp (qui l’articolo di Start Magazine con il post critico su Cdp firmato sul Blog delle Stelle dal candidato ministro dell’Economia per i pentastellati, Andrea Roventini). Ma vediamo ora i numeri 2017 comunicati oggi dalla società presieduta da Claudio Costamagna e capitanata dall’ad, Fabio Gallia.

I NUMERI

L’utile si attesta a 4,5 miliardi di euro nel 2017, mentre il margine di interesse del gruppo si è attestato a 2,8 miliardi (+31% rispetto al 2016). Secondo quanto riportato dalla nota della società, il bilancio consolidato si è chiuso con un totale dell’attivo in lieve crescita rispetto all’esercizio precedente e pari a 420 miliardi (+ 2,2%). Per quanto riguarda la capogruppo l’utile netto è risultato pari a circa 2,2 miliardi (+ 33% rispetto al 2016; + 147% rispetto al 2015).

Le disponibilità liquide hanno raggiunto i 178,8 miliardi (+8,1% rispetto al 2016) mentre il patrimonio netto consolidato si è ulteriormente rafforzato, attestandosi a 35,9 miliardi (35,8 miliardi nel 2016), di cui 23,1 miliardi di gruppo (+0,4 miliardi rispetto al 2016).

“Sulla dinamica dell’utile hanno inciso positivamente l’aumento del margine di interesse e il minor costo del rischio, sia sui crediti che sugli investimenti in equity”, si legge nella nota della società.

LE RISORSE MOBILITATE

Le risorse mobilitate e gestite dal gruppo sono cresciute di circa il 20% rispetto all’esercizio precedente, a 33,7 miliardi, per un totale di investimenti complessivamente attivati pari a 58 miliardi, prevalentemente tramite finanziamenti, investimenti e garanzie, in linea con gli obiettivi di avanzamento previsti nel piano industriale 2016-2020.

Scendendo nei particolari, le risorse sono state destinate per 15,9 miliardi all’internazionalizzazione delle imprese italiane (+ 12% rispetto al 2016; 17,7 miliardi di investimenti attivati), per 11,2 miliardi alle imprese (+ 29% rispetto al 2016, 26,2 miliardi di investimenti attivati), per 6,3 miliardi agli enti pubblici e alle infrastrutture (+19% rispetto al 2016 – di cui soltanto il segmento infrastrutture +89%; investimenti attivati pari a 13,9 miliardi) e per 0,3 miliardi al settore immobiliare (+43% rispetto al 2016, 0,3 miliardi di investimenti  attivati).

IL PASSIVO

Per quello che riguarda il passivo, la raccolta complessiva è risultata di 340,5 miliardi, il +2,6% rispetto al 2016. La raccolta postale ha mostrato uno stock in crescita e pari a 252,8 miliardi (+0,8% rispetto al 2016).

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