Economia

Enav, rischia anche Neri dopo Scaramella? Fatti e rumors

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Salterà anche l’amministratore delegato di Enav, Roberta Neri, dopo l’uscita del presidente Roberto Scaramella dalla società di assistenza al volo?

E’ la domanda-rumors che sta circolando nelle chat dei sindacati dell’Enav questa mattina dopo il caso scoppiato ai vertici della società quotata in Borsa e controllata dal ministero dell’Economia.

Le dimissioni di Scaramella celano in verità, come svelato ieri da Start Magazine, tensioni con il governo.

In ambienti ministeriali, infatti, si vocifera in maniera sempre più insistente di diversità di vedute fra i ministeri e i vertici della società.

Il tema delle fibrillazioni? Le remunerazioni del board, che sarebbero aumentate considerevolmente secondo le valutazioni della maggioranza M5s-Lega.

Traccia di questa opinione è stata lasciata dai ministeri interessati nel corso dell’assemblea dei soci Enav che ha approvato il bilancio 2017.

“Pur apprezzando il tentativo di contenimento delle retribuzioni, si ritiene opportuno richiamare le regole sul contenimento delle retribuzioni della pubblica amministrazione”, è stata la sibillina sollecitazione lanciata dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, all’assemblea degli azionisti di Enav, durante la discussione sul punto relativo alle remunerazioni di amministratore delegato, presidente e dirigenti strategici di Enav.

Inoltre fonti politiche sottolineano come l’amministratore delegato nominata dal governo Renzi, Roberta Neri, sia stata assunta a tutti gli effetti dalla società diventando anche direttore generale della società. Ma Enav smentisce.

Su questi aspetti – secondo le indiscrezioni di Start Magazine – ci sarebbe un rapporto dei magistrati contabili al vaglio in queste ore del governo.

Per questo tra gli addetti ai lavori ci si chiede se e quanto il capo azienda, Neri, resterà al vertice della società.

Da segnalare, peraltro, che anche l’opposizione di Forza Italia chiede un repulisti: “L’amministratore delegato Roberta Neri ha guadagnato 828 mila 400 Euro. L’ex-direttore generale Massimo Bellizzi 557 mila 461 Euro. Il presidente Roberto Scaramella per 8 mesi (maggio-dicembre) circa 100 mila (12.500 euro mese) – ha detto il senatore Francesco Giro di Forza Italia – E nell’assemblea degli azionisti del 27 aprile scorso il ministero del Tesoro (azionista di controllo col 53,37%) ha fatto recapitare e letto una lettera di richiamo del ministero dei Trasporti (ente vigilante) sui compensi dei manager considerati troppo alti”.

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