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Ecco tagli e piani di Novartis

Novartis

Novartis ha annunciato che licenzierà 8.000 dipendenti, ma le cose vanno davvero così male? Tutti i dettagli

 

Tagli in Novartis. Il gigante farmaceutico svizzero per rendere “più leggera e più semplice la sua struttura” licenzierà 8.000 dipendenti in tutto il mondo. La mossa gli permetterà di risparmiare 1 miliardo di dollari.

L’ANNUNCIO

Secondo quanto riferito dal giornale svizzero TagesAnzeiger, l’amministratore delegato di Novartis, Vas Narasimhan, ha spiegato in una mail inviata ai dipendenti che la nuova struttura sarà “più leggera e più semplice” ma che “purtroppo porterà a tagli di posti di lavoro”.

Alcuni di questi, precisa il quotidiano, saranno trasferiti nei centri di assistenza Novartis all’estero, ad esempio a Praga o a Hyderabad in India. “Tuttavia, – si legge nell’articolo – non si tratta solo di esternalizzare i costosi lavori svizzeri in Paesi più economici. Molti posti di lavoro verranno eliminati del tutto”.

Per alleggerire la struttura da 108.000 dipendenti impiegati in tutto il mondo, Novartis taglierà 8.000 posti di lavoro, circa il 7,4% della sua forza lavoro.

L’OBIETTIVO

La “semplificazione” annunciata ad aprile prevede, in particolare, che vengano combinate l’oncologia e le altre sue attività farmaceutiche all’interno della stessa divisione.

Il piano ha l’obiettivo di risparmiare almeno 1 miliardo di dollari entro il 2024 e la nuova organizzazione, afferma Novartis, “accelererà la crescita, rafforzerà la pipeline e aumenterà la produttività”.

LE INDISCREZIONI E LE PAURE DELLA SVIZZERA

Sebbene non siano state fornite molte indicazioni sui tagli, diverse testate del gruppo di stampa svizzero Tamedia hanno rivelato i dettagli delle cifre.

In Svizzera, infatti, c’è particolare inquietudine perché il gruppo dà lavoro a 11.600 persone e, secondo le indiscrezioni, fino a 1.400 sarebbero coinvolte nella riorganizzazione delle attività, ovvero – spiega TagesAnzeiger – “oltre il 10% dei dipendenti perderà il posto di lavoro nei prossimi tre anni”.

L’articolo riferisce poi che sono in corso le trattative per un piano sociale ed “è probabile che sia generoso” dato che “Novartis si era già dimostrata generosa con il suo ultimo licenziamento di massa, appena concluso”.

I partner in questo caso non sono i sindacati, ma i comitati interni del personale.

LE CASSE DI NOVARTIS

Il Ceo Narasimhan, scrive Reuters, “sta cercando di aumentare le sue credenziali di efficienza mentre l’azienda farmaceutica svizzera sta ricevendo enormi guadagni in contanti, tra cui 20,7 miliardi di dollari l’anno scorso dalla vendita della sua partecipazione del 33% in Roche alla rivale svizzera, e da una possibile vendita della sua unità Sandoz, produttrice di farmaci generici a basso costo”.

A tal proposito, Novartis ha dichiarato di voler completare la revisione di Sandoz entro la fine dell’anno.

Introiti che, soprattutto per quanto riguarda la vendita delle azioni Roche, stando a quanto scrive TagesAnzeiger, permetterebbero a Novartis di “nuotare nell’oro” e gli “esercizi di riduzione dei costi non sarebbero in realtà necessari”.

Il quotidiano svizzero afferma, però, che “Novartis è sotto pressione perché deve convincere il mercato azionario con nuovi farmaci ad alto turnover”.

Attualmente, secondo Drug dicovery trends, Novartis ha relativamente pochi farmaci megablockbuster. Nel 2021, la terapia per la psoriasi a placche Cosentyx (secukinumab) ha fruttato 4,7 miliardi di dollari, mentre il farmaco per la sclerosi multipla Gilenya (fingolimod) ha generato 3,5 miliardi di dollari.

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