Economia

Ecco perché la trimestrale di Unicredit è stata bocciata da analisti e borsa

di

mustire

I numeri della relazione trimestrale, i report degli analisti, l’andamento in Borsa del titolo Unicredit e le parole di Mustier. Che cosa è successo oggi al gruppo presieduto da Saccomanni

 

Unicredit scivola a -5% in Borsa toccando alle ore 15 di oggi i minimi di giornata, a 9,76 euro, a causa di una trimestrale che non ha raggiunto le previsioni degli esperti e che ha portato l’istituto a rivedere al ribasso le stime di ricavi per l’intero 2019 (da 19 miliardi a 18,7 miliardi).

L’istituto ha annunciato un utile netto di 1,85 miliardi nel II trimestre, inferiore alle stime del consensus che lo indicavano a 2,1 miliardi.

PERCHE’ GLI ANALISTI SONO DELUSI

Il mancato raggiungimento delle stime, sottolineano gli analisti di Banca Akros, e’ principalmente dovuto a commissioni piu’ basse, a rettifiche sui crediti maggiori delle aspettative e alla perdita legata a una dismissione.

I NUMERI CHE NON ENTUSIASMANO

La perdita lorda di 259 milioni di euro (-178 milioni l’impatto netto sul II trimestre) relativo alla vendita dell’impianto eolico di Ocean Breeze in Germania era inattesa, spiegano gli analisti di Credit Suisse secondo cui, anche al netto di questa voce e della vendita di Finecobank, i profitti sono stati deludenti a causa delle maggiori rettifiche sui crediti e di altri oneri.

IL GIUDIZIO DI EQUITA

Ma perché la semestrale ha deluso analisti e osservatori? “La performance operativa è più debole del previsto in termini di margine di interesse, in calo trimestre su trimestre a causa dell’aumento del costo del funding: commissioni in linea ma outlook per i ricavi più debole del previsto con guidance abbassata”, aggiunge Equita Sim che nota comunque, come altre case di investimento, che il contenimento dei costi (-4,4% su base annua) sia stato superiore a quanto atteso.

I REPORT SUI CONTI DI UNICREDIT

Per Ubs, i numeri presentati da Unicredit non modificano molto le prospettive anche se suggeriscono un outlook piu’ cauto sulla profittabilita’ futura – mentre il per il 2019 il ceo Mustier ha confermato il target di utile di 4,7 miliardi di euro – e fanno ritenere il titolo in Borsa non cosi’ a sconto rispetto alle banche comparabili come veniva indicato in precedenza.

LE ATTESE

L’attenzione degli operatori comunque è già proiettata verso il piano industriale che il management presenterà a dicembre. Ma vediamo in dettaglio i numeri della semestrale.

LA SEMESTRALE IN SINTESI

Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con ricavi e margini inferiori alle attese degli analisti e requisiti di solidità in calo. Questa, in sintesi, la relazione semestrale di Unicredit.

I RICAVI DI UNICREDIT

I ricavi per 4,5 miliardi di euro si confrontano con attese per 4,7 miliardi, mentre il margine di intermediazione (net interest income) a 2,6 miliardi è appena sotto le aspettative di 2,619 miliardi.

L’UTILE DEL GRUPPO

L’utile, atteso a 2,11 miliardi, si è fermato a quota 1,854 miliardi, mentre il Cet 1 ratio di gruppo al 12,08% è risultato in calo sul dato di fine marzo al 12,25%, così il Cet1 Mda Buffer di 201 punti che tre mesi prima era a 219 punti, ma che resta comunque nella parte alta della forchetta tra 200 e 250 punti base. I dati tengono conto della cessione di FinecoBank che hanno aggiunto 24 punti, annullati tuttavia dal quadro regolatorio europeo (-40 punti).

LE SPIEGAZIONI DI MUSTIER

Invece l’utile netto rettificato è risultato pari a 1 miliardo, mentre Equita Sim in questo caso si aspettava 1,37 miliardi. Questa voce, ha spiegato la banca guidata dall’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, esclude le componenti eccezionali relative a eventi che si sono verificati nel primo trimestre, fra cui 258 milioni derivanti dalla cessione di immobili in Germania, 825 milioni nel periodo marzo-giugno relativi agli impatti dovuti alla cessione del 17% di FinecoBank per 1,176 miliardi e la cessione di Ocean Breeze, un impianto eolico offshore, che pesa per 178 milioni.

I RATIO DI UNICREDIT

L’Npe ratio a fine giugno era al 7%, in riduzione dal 7,6% del primo trimestre, con una coverage sui crediti deteriorati al 61%. Poco oltre le attese i costi operativi per 2,5 miliardi (2,48 miliardi le aspettative medie degli analisti). Il rapporto fra costi e ricavi al 54,3% si confronta con il 52,8% del primo trimestre.

IL TAGLIO DELLA GUIDANCE

In conseguenza dei conti e della cessione di Fineco Bank, Unicredit ha tagliato la guidance sui ricavi 2019 da 19 a 18,7 miliardi di euro, mentre i costi sono stati confermati a 10,1 miliardi e l’obiettivo di costo del rischio a 55 punti base contro i 60 punti base di fine giugno.

LE RASSICURAZIONI DEL CAPO AZIENDA

L’ad Mustier, nel corso della conference call di commento ai risultati, ha detto che la sede di Unicredit “rimarrà in Italia e il titolo resterà quotato a Milano”.

GLI SCENARI EXTRAITALIANI

Rassicurazioni in scia all’ipotesi della creazione di una sub-holding in Germania (qui l’approfondimento di Start). Diversi osservatori hanno ipotizzato che questo cambio possa preludere a un alleggerimento della posizioni in Italia.

CHE COSA HA DETTO MUSTIER

Ogni eventuale cambiamento della struttura, fronte su cui Mustier e la sua prima linea sono al lavoro in questi mesi, verrà annunciato in occasione del Capital market day a inizio dicembre. “Vogliamo essere certi di avere per la banca una struttura solida, in grado di resistere a qualsiasi shock economico”, ha sottolineato il capo azienda del gruppo bancario.

GLI OBIETTIVI

Mustier ha confermato invece l’obiettivo a fine anno di un un Rote di gruppo superiore al 9% e un utile netto rettificato di 4,7 miliardi di euro, “al quale si applicherà il pagamento in contanti dei dividendi del 30 per cento”. E ha ricordato che il gruppo è in anticipo rispetto “alla tabella di marcia nell’esecuzione del piano Transform 2019 e abbiamo già raggiunto l’obiettivo di riduzione del personale e il 98% delle chiusure di filiali”, ha aggiunto il manager. “Le esposizioni creditizie deteriorate lorde della Non Core sono state drasticamente ridotte e alla fine del 2019 si assesteranno vicine ai 10 miliardi di euro, ben al di sotto del nostro obiettivo iniziale Transform 2019”.

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