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Gazprom

Ecco perché la Germania ha preso il controllo di Gazprom

La Germania ha assunto il controllo temporaneo della divisione tedesca ed europea di Gazprom, il colosso gasifero statale russo. Tutti i dettagli

Lunedì il ministro dell’Economia della Germania, Robert Habeck, ha detto che Gazprom Germania, la filiale locale della società gasifera statale russa Gazprom, passerà momentaneamente sotto il controllo dell’autorità tedesca per le infrastrutture energetiche e di comunicazione (la Bundesnetzagentur), con effetto immediato. Non si tratta, comunque, di un esproprio.

COSA HA DETTO IL MINISTRO HABECK

Habeck ha parlato di un passo “obbligatorio” e necessario a “proteggere la sicurezza e l’ordine pubblico e a mantenere la sicurezza dell’approvvigionamento”.

In Russia, Gazprom ha un monopolio sull’esportazione di gas naturale. La Germania è estremamente dipendente da Mosca (vale il 49 per cento del totale importato) per il soddisfacimento del proprio fabbisogno di combustibile.

Habeck ha detto che la mossa ha l’obiettivo di scongiurare il rischio di una possibile acquisizione di Gazprom Germania da parte di due società russe: LLC (una sussidiaria di Gazprom che si occupa di esportazione) e di Joint Stock Company Palmary (che ne è azionista). Non è chiaro chi sia il proprietario di Palmary: fino al 30 marzo il suo direttore generale era Dmitry Tseplyaev.

Gazprom aveva cercato di vendere Gazprom Germania – che possiede asset per un valore di 8,4 miliardi di euro – a LLC e Palmary senza l’approvazione delle autorità tedesche.

COSA HA DETTO L’AUTORITÀ TEDESCA

Klaus Mueller, a capo della Bundesnetzagentur, ha dichiarato in un comunicato che l’autorità ha intenzione di gestire Gazprom Germania “nell’interesse della Germania e dell’Europa”. Ne avrà il controllo fino al 30 settembre 2022 e sarà in grado di rimuovere i dirigenti, assumere nuovo personale e dare indicazioni sulla direzione in cui procedere.

LA MOSSA DI GAZPROM

Gazprom non ha motivato la decisione – presa il 1 aprile scorso – di abbandonare la sua partecipazione in Gazprom Germania e nelle varie sussidiarie in Regno Unito, Svizzera e Repubblica ceca. La società era sotto indagine da parte dei regolatori europei perché accusata di stare trattenendo volumi di gas che avrebbe invece potuto rilasciare per favorirne l’abbassamento dei prezzi.

Katja Yafimava, ricercatrice presso l’Oxford Institute for Energy Studies, ha spiegato a Reuters che Gazprom ha avvertito il cambiamento del contesto politico e regolatorio in Europa nei confronti della Russia. E, di conseguenza, ha deciso di non voler più partecipare attivamente al mercato europeo del gas, ritirandosi piuttosto a San Pietroburgo e concentrando lì tutte le sue attività, potendo contare sul sostegno del governo russo.

COSA C’ENTRA ASTORA

Yafimava ha detto che l’uscita di Gazprom non avrà probabilmente un impatto sulle consegne di gas russo alla Germania attraverso i contratti a lungo termine. Potrebbe però – questo prima dell’intervento del governo tedesco – ripercuotersi su Astora, una sussidiaria di Gazprom Germania che si occupa di stoccaggio di gas e che possiede impianti in Germania e in Austria dalla capacità totale di 6 miliardi di metri cubi.

Astora gestisce il più grande sito di stoccaggio di gas sul territorio tedesco: si trova a Rehden, nello stato settentrionale della Bassa Sassonia.

“Non lasceremo le infrastrutture energetiche in balìa delle decisioni arbitrarie del Cremlino”, ha detto infatti Habeck, alludendo proprio ad Astora.

La Commissione europea vorrebbe che i paesi membri dell’Unione europea si attivassero per provare che il controllo di infrastrutture critiche per il gas da parte di soggetti extra-UE non costituisca un rischio alla sicurezza delle forniture comunitarie.

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