Economia

Unicredit, Ubi e Banco Bpm. Ecco che cosa c’è scritto nelle nuove pagelline Bce

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Unicredit, Ubi e Banco Bpm sono le ultime in ordine di tempo a comunicare di trovarsi al di sopra dei requisiti stabiliti a livello europeo, in scia a quanto già fatto nei giorni scorsi da Intesa Sanpaolo e Bper. Tutti i dettagli

Non sono solo i conti non preoccupanti, anzi, dei big bancari italiani, che la settimana scorsa hanno presentato i risultati di fine 2018, ma anche le indicazioni in arrivo dalla Bce sui coefficienti patrimoniali nel quadro del processo di revisione e valutazione prudenziale noto col nome di “Srep” a rassicura operatori, analisti e addetti ai lavori. Ecco tutti i dettagli.

TUTTI I RISULTATI DI UNICREDIT, UBI BANCA E BANCO BPM

Unicredit, Ubi e Banco Bpm sono le ultime in ordine di tempo a comunicare di trovarsi ben al di sopra dei requisiti stabiliti a livello europeo, in scia a quanto già fatto nei giorni scorsi da Intesa Sanpaolo e Bper, entrambe in posizioni di tranquillità.

LA CONCLUSIONE

Ubi Banca, Banco Bpm e Unicredit hanno soddisfatto i requisiti patrimoniali fissati dalla Bce nell’ambito dello Srep, il processo di revisione e valutazione prudenziale dell’Eurotower.

CAPITOLO UBI BANCA

Per Ubi Banca allo scorso 31 dicembre si è chiuso con un Cet1 Ratio fully loaded dell’11,34% a fronte del 9,25% fissato dalla Bce e un Total Capital Ratio del 13,8% (13,44% fully loaded) a fronte di un Tcr di vigilanza al 12,75%.

DOSSIER BANCO BPM

Per Banco Bpm il Cet1 phased-in è stato del 12,1% a fronte del 9,31% (Rpt 9,31%) fissato dalla Bce e il Tcr pari al 14,7% contro il 12,8% prescritto.

COME VA UNICREDIT

Quanto a Unicredit, il Cet1 è stato del 12,13%, contro il 10,07% fissato, il Tier1 transazionale del 13,64% a fronte dell’11,57% della Bce e il Tcr del 15,8%, ben al di sopra del 13,57% indicato dall’Eurotower.

IL COMMENTO

Per l’istituto di piazza Gae Aulenti, che ha accompagnato la comunicazione ribadendo come le raccomandazioni giunte dalla vigilanza per la copertura dello stock di deteriorati fino al 2024 avranno “un impatto basso” sul patrimonio, il Cet1 ratio – cioè l’indicatore principale – è fissato per il 2019 al 10,07%, contro il 12,31% osservato a fine 2018.

I RIFLESSI IN BORSA

Per tutta la prima metà della giornata a trascinare una Piazza Affari ben intonata sono stati proprio i titoli del comparto bancario, con Banco Bpm e Bper sotto i riflettori grazie a rialzi che nel primo pomeriggio superavano rispettivamente i sei e i quattro punti percentuali. Decisamente bene anche Ubi, in progresso di oltre il 3%.

LA TEMPISTICA

Le modalità di presentazione delle indicazioni fornite dalla Banca centrale europea nell’ambito dello Srep sono state definite anche in base a una consultazione lanciata dalla Consob, che si è conclusa alla fine del mese scorso.

I TEMPI

Già in gennaio, la Bce aveva inviato a Monte dei Paschi una bozza della propria decisione che evidenziava i punti di debolezza e attenzione da affrontare. La stessa banca senese, in occasione della presentazione dei risultati del 2018, ha comunque riportato un transational Cet1 ratio del 13,7%, superiore di 370 punti base a quello richiesto per il 2019.

(articolo aggiornato alle ore 15,30)

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