Economia

Ecco le norme della manovra che fanno imbestialire banche e assicurazioni

di

FABI

S’odono ampi borbottii in Abi e Ania, le associazioni che riuniscono e rappresentano rispettivamente gli istituti di credito e le compagnie assicurative.

Motivo? La lettura della prima bozza della legge di Bilancio. Nel documento, infatti, i tecnici delle associazioni e dirigenti degli istituti e dlele compagnie hanno trovato davvero le norme annunciate dal governo e temute dagli operatori.

LA BOZZA

Dalla bozza del disegno di legge di Bilancio, infatti, si conferma l’inasprimento fiscale a danno di banche e assicurazioni, dal quale il governo si attende maggiori entrate per oltre 4 miliardi nel 2019.

LE COPERTURE

Alla voce coperture compare infatti un articolo che spalma in undici anni i crediti d’imposta maturati dalle imprese, banche soprattutto, a seguito di fusioni e acquisizioni.

LE NOVITA’

Secondo il testo abbozzato, la manovra fissa percentuali precise di deduzione per le quote di ammortamento relative ad avviamenti e altre attività immateriali che hanno dato luogo all’iscrizione in bilancio di Dta, le attività per imposte anticipate (Deferred tax asset in inglese).

LE QUOTE

Le quote ammontano al 5% nel 2019, al 3% nel 2020, al 10% nel 2021, al 12% dal 2022 al 2027, al 5% nel 2028 e nel 2029.

I NUMERI

La misura dovrebbe assicurare 1,2 miliardi il prossimo anno ed è stata definita in sostituzione della minore deducibilità sugli interessi passivi pagati dalle banche, ha riferito ieri una fonte governativa.

LE MISURE SULLE BANCHE

A carico degli istituti di credito ci sono altre due misure, il cui contenuto è già presente nel Documento programmatico di bilancio (Dpb).

LA DEDUCIBILITA’ DELLE PERDITE

La prima spalma in dieci anni la deducibilità delle perdite su crediti maturate in sede di prima applicazione del principio contabile Ifrs9. Le perdite potranno quindi essere dedotte dalla base imponibile Ires per il 10% del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione dell’Ifrs9 e per il restante 90% “in quote costanti nei nove periodi di imposta successivi”.

CHE COSA SI PREVEDE PER IL CREDITO DI IMPOSTA

La seconda norma differisce al 2026 i crediti d’imposta originati dalle Dta che, a legislazione vigente, le banche potrebbero utilizzare nel bilancio del 2018.

LE NORME SULLE ASSICURAZIONI

A carico del settore assicurativo, si legge nella bozza, c’è una rideterminazione dell’imposta sui premi. L’aliquota dell’acconto, oggi pari al 59% per il 2019 e al 74% per gli anni successivi, sale al 75% nel 2019, al 90% nel 2020 e al 100% dal 2021.

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