Economia

Ecco le attività che riapriranno il 14 aprile. Codici Ateco

di

Doxa

Potranno riaprire da martedì prossimo alcune attività economiche. Ecco tutti i dettagli annunciati dal governo

Arriva la proroga dal 14 aprile al 3 maggio del “lockdown” per ridurre il contagio da Coronavirus.

ECCO IL DECRETO CON LE ATTIVITA’ CHE RIAPRIRANNO IL 14 APRILE

“Abbiamo deciso di prorogare le misure sino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria e di cui mi assumo tutta la responsabilità”. Così il premier Giuseppe Conte, aprendo la conferenza stampa sul nuovo Dpcm.

La decisione, spiega, è stata assunta dopo “vari incontri” e il comitato tecnico scientifico “ci ha dato conferma che la curva epidemiologica è incoraggiante, le misure adottate stanno dando frutti e stanno funzionando”.

Dal 14 aprile aperte cartolibrerie e librerie. Anche negozi per neonati e bambini, e taglio boschi.

Alla fine nel decreto, oltre a librerie, cartolibrerie e negozi per bimbi, sono entrate una decina di attività consentite: dall’uso delle aree forestali alla fabbricazione dei computer, dalla cura e manutenzione del paesaggio alle opere idrauliche, fino al commercio all’ingrosso di carta e cartone.

ECCO IL DECRETO CON LE ATTIVITA’ CHE RIAPRIRANNO IL 14 APRILE

“Prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza” ad aprire alcune attività produttive, ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela e gradualità ma ripartire: dipenderà dai nostri sforzi”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“La curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita, un segnale positivo che non deve però farci abbassare la guardia”, ribadisce anche oggi il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro ricordando che le misure sono “essenziali”.

Da domani, 11 aprile, sarà operativa la task force che si dovrà occupare di ‘pensare’ la Fase 2, vale a dire come ricostruire l’Italia nei mesi a venire visto che per lungo tempo dovremo convivere con il Covid 19, in attesa che arrivi il vaccino.

“Non possiamo aspettare che il virus sparisca. Dobbiamo ripensare le nostre organizzazioni di vita” e per farlo, spiega Conte, “servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

ECCO IL DECRETO CON LE ATTIVITA’ CHE RIAPRIRANNO IL 14 APRILE

Al secondo sta lavorando l’Inail, che ha già predisposto una mappa con tre livelli di rischio e le corrispettive categorie lavorative: ristoranti, bar, scuole, cinema, teatri, parrucchieri, ad esempio, sono tutte attività a rischio massimo.

Il primo, di pilastro, è invece nelle mani di Vittorio Colao, l’ex amministratore delegato di Vodafone che sarà alla guida della task force composta da giuristi, economisti ed esperti di alto livello chiamati ad un compito tutt’altro che semplice: trovare le ‘ricette’ per trascinare l’Italia fuori dalla crisi determinata dal coronavirus. Una scelta, quella di Colao, che entusiasma Matteo Renzi, il quale invece non condivide le decisioni del premier in merito alle riaperture: il leader di Iv avrebbe infatti voluto un più ampio margine di concessioni alle attività produttive, scontrandosi con il ministro della Salute Roberto Speranza e i suoi ex compagni del Pd che hanno fin dall’inizio premuto per una serrata totale.

Posizioni in contrasto che si sono rinnovate anche nella riunione che ha preceduto il varo del Dpcm, con una discussione lunga e animata sui nuovi codici Ateco – vale a dire su quali attività consentire – da inserire nel decreto del presidente del Consiglio.

Rispetto ai precedenti provvedimenti, inoltre, il Dpcm consente di andare in azienda per predisporre le buste paga così come autorizza “previa comunicazione al prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture”.

Resta possibile anche svolgere attività motoria da svolgere “individualmente” e “in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”.

Per il resto, lockdown era e lockdown rimane: niente parchi, niente case vacanze, niente sport, compresi gli allenamenti per i professionisti. Neanche la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni: si resta dove si è, fino al 3 maggio.

ECCO IL DECRETO CON LE ATTIVITA’ CHE RIAPRIRANNO IL 14 APRILE

La riapertura delle librerie rappresenta un segnale di attenzione per il settore anche se i problemi restano sul tavolo alla luce del fatto che “il danno che noi abbiamo quantificato fino all’altro ieri era di circa 25 milioni di euro in mancati guadagni, una cifra enorme per il mondo delle librerie”, ha spiegato all’Adnkronos Paolo Ambrosini, presidente dell’Ali, l’Associazione Librai Italiani aderente a Confcommercio, che “saluta con favore questo passo”. Un disco verde con il quale il libro viene riconosciuto come “un bene necessario. Con spirito di servizio riapriremo le nostre librerie e per questo ci stiamo preoccupando di mandare tutte le informative ai punti vendita. Già da questa mattina abbiamo attivato i nostri uffici per preparare una sorta di vademecum di aiuto alle aziende per aprire nel rispetto dei lavoratori e dei clienti. Nelle prossime ore lo invieremo a tutte le librerie italiane”, afferma il presidente dell’Ali. “Quello che vorrei sottolineare – dice Ambrosini – è il fatto che riapriamo perché il libro viene riconosciuto come bene necessario al pari delle altre attività che hanno ottenuto la stessa qualifica in questo periodo come gli alimentari, le edicole, le tabaccherie e le farmacie. Auspico che le librerie vogliano accogliere l’invito del Presidente del Consiglio e siano pronte a fornire questo servizio ai propri territori e ai propri lettori”.

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