Economia

Ecco il documento con l’offerta di Salini Impregilo per Astaldi

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Che cosa è scritto nel documento con oggetto «Offerta vincolante Gruppo Astaldi» presentata da Salini Impregilo in vista di Progetto Italia

 

Il documento con oggetto «Offerta vincolante Gruppo Astaldi» è corposo, sono 136 pagine.

Le pagine dell’offerta non rivelano grandi novità, ma in compenso sono ricche di dettagli in merito all’operazione di salvataggio di Astaldi . Nelle prime pagine si ricordano i numeri dell’aggregazione Salini-Astaldi (portafoglio di 40 miliardi e fatturato di 9 miliardi al 2021) e quelli invece di Progetto Italia, che quindi dovrebbero comprendere altre aggregazioni, un colosso da 14 miliardi di fatturato al 2021.

Il tutto tenendo conto che il settore è atteso a una futura crescita, almeno stando alle previsioni di Bloomberg Intelligence, che in un recente report ha sostenuto che il comparto delle costruzioni entrerà nei prossimi anni in un ciclo positivo: la stima è una crescita del 7,8% all’anno per 10 anni nei mercati americano, cinese, indiano ed europeo.

Quando si affronta la struttura dell’aumento di capitale di Astaldi, si spiega che la prima e più importante ricapitalizzazione da 225 milioni (che potrebbe partire già nell’ultimo trimestre 2019) avverrà al prezzo di 0,23 euro per azione.

L’allegato 4.3.2 del documento simula invece le varie composizioni dell’azionariato Astaldi post aumento di capitale a seconda dei possibili esercizi dei warrant assegnati. Nell’ultima ipotesi, solo per citarne una, ossia quella di aumento riservato a Salini, aumento dei creditori chirografari riconosciuti, emersione di creditori non previsti ed esercizio sia dei warrant anti-diluitivi sia di quelli premianti, Salini Impregilo avrebbe il 61,7% di Astaldi, i creditori chirografari riconosciuti il 26%, i chirografari non previsti l’1,5%, le banche finanziatrici di Astaldi esercitanti i warrant premianti il 4,8% e gli attuali azionisti di Astaldi resterebbero al 5,9%

L’operazione prevede anche l’accantonamento per cassa di 152 milioni con definizione «accantonamento crediti contestati» legati alle contestazioni di Sace, che ritiene di essere un creditore prioritario. L’offerta prevede anche l’integrale pagamento delle spese di giustizia, come liquidate dal Tribunale di Roma, per 46 milioni e dei compensi dei consulenti per 22 milioni.

Il capitolo liquidazioni, come noto, prevede invece la dismissione delle attività in Turchia, Cile e Venezuela, ma anche della sede di Astaldi in via Bona a Roma, valutata circa 23 milioni. L’omologa definitiva del concordato Astaldi infine è previsto che arrivi entro il 31 dicembre 2020.

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; qui la versione integrale)

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