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Ecco i veri conti della Cassa Forense

Bilancio 2021 Cassa Forense

L’analisi dell’avvocato Paolo Rosa sul bilancio consuntivo 2021 di Cassa Forense

 

Fonte: Bilancio consuntivo 2021 di Cassa Forense, pag. 140

22,9% di aumento dei crediti verso gli iscritti mentre diminuiscono del 24,6% i crediti verso l’inquilinato il che la dice lunga sulla crisi economica della avvocatura italiana in particolare dove l’aumento ipotizzato in questi giorni del 5% dei compensi non sembra risolutivo.

(Fonte: Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, Bilancio tecnico della gestione previdenziale alla data del 31.12.2017, Relazione del dott. Luca Coppini, Roma dicembre 2018)

“Il libro dei sogni” lo scrivevo in tempi non sospetti ma nessuno mi ha prestato ascolto perché definito un pessimista visionario.

«Il bilancio tecnico prevede una negativizzazione del saldo previdenziale a partire dal 2041 e del saldo totale a partire dal 2049; tali valori pur rimanendo negativi fino al termine dell’intervallo temporale considerato nel documento (2070) inizieranno a risalire rispettivamente dal 2061 e dal 2066. Il patrimonio, pur conservando valori positivi per tutto l’intervallo temporale, dopo una crescita che caratterizza il periodo 2021-2048 inizierà a decrescere dal 2049 come conseguenza della negativizzazione del saldo totale» (Bilancio consuntivo 2021 di Cassa Forense, pag. 286).

Decrescita del patrimonio dal 2049 quando con il saldo previdenziale negativo la sostenibilità dipenderà sempre più dal rendimento del patrimonio.

La riforma allo studio, a mio giudizio, non sarà in grado di invertire questo trend che è fortemente negativo.

Come ha detto la Corte dei Conti, la sostenibilità delle pensioni deve dipendere dalla contribuzione più che dal rendimento del patrimonio e quindi si dovrà valutare l’aumento dei contributi.

«Al riguardo non va dimenticato che l’art. 2, comma 2, del citato d. lgs. n. 509 del 1994 prevede che la gestione economico-finanziaria degli enti previdenziali privatizzati debba assicurare l’equilibrio di bilancio mediante l’adozione di provvedimenti coerenti con le indicazioni risultanti dal bilancio tecnico, con proiezione dei dati attuariali su un lungo periodo (art. 24, comma 24, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla l. 22 dicembre 2011, n. 214).

Tale disposizione, al fine di garantire l’equilibrio finanziario nel tempo, pone l’accento sulla necessità che gli enti assicurino tendenzialmente l’equilibrio con le entrate contributive e non, quindi, con quelle derivanti dalla gestione del patrimonio. Peraltro, come già indicato, la riduzione delle entrate contributive costituisce anche il riflesso di fattori demografici e biometrici, nonché dell’andamento sfavorevole del mercato del lavoro in determinati settori» (audizione della Corte dei Conti in Bicamerale di controllo del 28.5.2019).

Coniugare sostenibilità e adeguatezza non è facile specialmente di questi tempi quando le basi economiche finanziarie registrano l’anomalia della caduta in contemporanea di obbligazioni e azioni gettando nel panico i risparmiatori, dal retail ai professionisti del settore, per via della inflazione galoppante e della guerra in atto che in un mondo globalizzato è tale da incidere profondamente su ogni aspetto della vita e lo stiamo verificando ogni giorno di persona.

Pensiamo alla previdenza complementare di secondo pilastro, informata al principio di finanziamento a capitalizzazione ma anche alle Casse di Previdenza e Assistenza dei 1.700.000 professionisti italiani dove, dal sistema di finanziamento a ripartizione-tipico della previdenza obbligatoria di primo pilastro, si sta surrettiziamente scivolando, per via del saldo previdenziale negativo, al sistema di finanziamento a capitalizzazione, per di più senza regole cogenti perché non si è data ancora attuazione alla legge del 2011 e senza spiegare agli iscritti che la loro pensione dipenderà dai mercati finanziari, cosi scaricando il rischio di mercato sui professionisti stessi.

Se questo è in linea con il parametro costituzionale di cui all’art. 38, allora torno ad essere un visionario!

(tratto da Diritto e Giustizia)

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